domenica 28 gennaio 2024

Castle Combe



Con le sue strade fiancheggiate da graziosissime case in pietra Castel Combe è uno dei luoghi in Inghilterra che fanno sognare di più! Il villaggio prende il nome da un castello normanno di cui oggi rimangono solo dei terrapieni e la prigione ubicati poco lontano dal centro e di cui alcuni resti sono ancora visibili.  




La storia del villaggio risale a Guglielmo il Conquistatore che donò il Mariero di Combe al suo fedele seguace Humphrey de L'Isle. Vent'anni dopo, nel 1086, il Domesday Survey registra un piccolo villaggio il cui maniero ne governava almeno altri 15 e che, a seguito di un matrimonio, arrivò ad appartenere  Reginald De Dunstanville fratellatro dell'imperatrice Maud (Barone di Combe e Conte di Cornovaglia e colui che costruì anche il Castello di Tintagel). 
Oggi nella chiesa parrocchiale è sepolto il famoso Walter Dunstnville che accompagnò il principe Edoardo nella crociata in Terra Santa. 
Il paese fiorì nel Medioevo grazie al commercio della lana. Una passeggiata nel paese è un viaggio nel passato. Ogni casa racconta una storia e ogni cottage ha  avuto un ruolo nella nascita e crescita di questa località che è poco cambiata nel corso dei 500 anni!.



Market Cross


Il centro del villaggio è il Market Cross che nel XIV sec. divenne con il regno di Henry VI la sede della fiera annuale degli ovini più grande del Sud ovest dell’Inghilterra. Una fiorente industria tessile portò ricchezza al villaggio e il tipico tessuto bianco e rosso fu venduto nei grandi mercati medievali. 
Ancora oggi è possibile ammirare gli splendidi Weaver's Cottages in cui i tessitori cardavano e filavano la lana  delle Costwolds ritenuta la migliore d'Inghilterra.






Il Manor House oggi è uno splendido albergo ma nell'antichità fu la dimora del Lord. 
Tra i più autorevoli signori di Combe ci furono Lord Badlesmere, un ricco e potente barone fedele a Edoardo II e Sir John Fastolf  che ispirò Shakespeare il personaggio di Sir John Falstaff nel dramma storico 'Enrico IV'. Sir John si distinse nella battaglie in terra francese della Guerra dei Cent'anni.
Castle Combe è stata location per celebri film e serie TV tra i quali "Il Favoloso Dottor Dolittle", "War Horse", "Stardust", "Wolfman", "Robin Hood", " L'assassinio di Roger Ackroyd" tratto dal giallo di Agatha Christie.



Sono stata in questo villaggio alcuni fa anni fa con il tour organizzato da enjoycoffeandmore.
Tra i ricordi più belli c'è sicuramente un afternoon tea presso The Old Rectory Tearoom una sala da tè che si trova all'interno di una casa di famiglia privata risalente al 1490.

Castle Combe, Wiltshire

Tartine… biscotti… sandwich… rustici… scones…clotted cream…marmellata…fragole … sponge cake…difficile ricordare tutto! (a casa porto preziosi souvenir: alcuni libri scritti dalla proprietaria e due deliziosi topini fatti a mano da qualcuno del posto).

The Old Rectory Tearoom, Castle Combe, Wiltshire

The Old Rectory Tearoom, Castle Combe,Wiltshire 


LeggendoMouse Tails of Castle Combe, The Whiskerfords scopro che in parte è un'autobiografia raccontata attraverso la storia dei Whiskerfords una famiglia di topini che, stanca della vita di città, decide di partire all’avventura verso una nuova vita in campagna!. 
La storia è corredata con fotografie del villaggio, dei suoi abitanti veri e naturalmente dei topini che sono stati realizzati a mano in lana! 


Le Costwolds sono dei luoghi magici che ti incantano a prima vista!  Il tempo sembra essere fermo ad un epoca passata che di volta in volta ti trasporta come in qualche romanzo o film (la lista di quelli ambientati in queste zone è lunghissima!).
Molti villaggi, come Castle Combe, risalgono all'epoca del Domesday Book il manoscritto realizzato per volere di Guglielmo il Conquistatore nel 1086 e che tratta del primo censimento dei territori dell'Inghilterra e parte del Galles. 

Fonti del post
Le foto sono state scattate da me. La storia è tratta dalla guida del villaggio (prima foto) comprata in UK anni fa. I due libri di Anna Roberts e i topini lavorati a mano sono souvenirs della sala da tè. 

venerdì 26 gennaio 2024

Imbolc

 


Siamo al culmine dell’inverno e la stagione primaverile lentamente avanza. Le giornate si allungano e per gli antichi popoli questo era il momento più difficile da superare poiché le riserve alimentari accumulate con l’inverno iniziavano a scarseggiare.



In questo periodo di “mezzo” tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, nelle tribù Celtiche era il tempo della celebrazione della festa di Imbolc (solitamente il 1° febbraio) che in irlandese significa “in grembo” in riferimento alla gravidanza delle pecore, oppure Oimelc che sta per "latte ovino", a indicare che in origine si trattava di una festa legata alle pecore da latte indispensabili al nutrimento delle popolazioni costrette a sopravvivere alla morsa del freddo.

La Ruota dell'anno

Come le altre celebrazioni celtiche, Imbolc è una festa in cui l’elemento essenziale è il fuoco considerato “luce” poiché la festa richiama la luce ‘crescente’ delle ore del giorno che in questo periodo la natura inizia ad offrire in misura maggiore. La tradizione oggi vuole che per celebrare la festa si accendono fuochi, lumi e candele mentre negli antichi popoli le donne nei villaggi si radunavano per celebrare insieme la Dea della Luce la sera della vigilia (per i Celti il giorno nuovo cominciava con l’imbrunire). 
In epoca cristiana la festa di Imbolc venne equiparata alla Candelora e poiché la festa pagana era sotto gli auspici della dea Brígit, si trasformò nella ricorrenza di Santa Brigida.
Brigit fu la Dea più importante per i Celti, fu badessa di Kildare l’abbazia da lei fondata nel 470 e divenuta uno dei monasteri più prestigiosi d'Irlanda famoso in tutta l'Europa cristiana. Brigit era la patrona dei poeti e dei guaritori, dei druidi, dei guerrieri e degli artigiani in particolare dei fabbri. 

St. Brigid’s Cathedral, Kildare, Ireland

La figura della Dama del Lago nel ciclo di Re Artù probabilmente è ispirata a Brigid.
Si racconta che nel monastero di Kildare un fuoco in suo onore era mantenuto accesso da diciannove monache che a turno vegliavano per un’intera giornata affinché non si spegnesse. Il ventesimo giorno si diceva fosse la dea stessa a mantenere il fuoco acceso.  La riforma protestante di Enrico VIII pose fine a questa tradizione.
La tradizione irlandese prevede la preparazione delle croci di Brigit fatte con giunchi e rametti racchiusi un cerchi che richiama la figura della ruota solare mentre si bruciano le croci preparate l’anno precedente e fino a questo momento conservate.

Croce di Santa Brigida

Imbolc è anche una festa di purificazione e a Brigit, sono state dedicate molte fonti sacre taumaturgiche che legano la sua sacralità sia all’acqua che all'elemento fuoco, inteso non solo quello fisico ma anche il fuoco della vita e dell'ispirazione.
L’elemento purificatore della festa lo ritroviamo successivamente nella festa della Candelora cristiana con processioni e benedizioni di candele per gli altari detta anche della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.


Presentazione di Gesù al tempio e Purificazione di Maria Santissima
Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova



Nel periodo romano la Dea Februa (Giunone) veniva celebrata alle calende di febbraio. Nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna e il primo giorno di ogni mese corrispondeva al novilunio (luna nuova) chiamato “calende”, da cui deriva il nome “calendario”. 
Un antico proverbio popolare recita cosi:

"Per la santa Candelora
se nevica o se plora dell'inverno siamo fora;
ma se c'è sole o solicello
 siamo sempre a mezzo inverno"


In Gran Bretagna nella notte di Candelora molte persone usano mettere delle candele accese alle finestre di casa recitando questo proverbio: 
"If Candlemas Day be fair and bright
Winter will have another fight
If Candlemas Day bring clouds and rain
Winter is gone and won’t come again"


Curiosità:
- La Candelora è chiamata anche "Giorno dell'orso" poichè pare che in questo particolare giorno, l'orso si sveglierebbe dal letargo e uscirebbe fuori dalla sua tana per vedere come e' il tempo e valutare se sia o meno il caso di mettere il naso fuori!


- Negli Stati Uniti e nel Canada, il Candlemas Day è anche il "Groundhog Day" ovvero il "Giorno della Marmotta": Si osserva un rifugio e se l'animale emerge e non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, vuol dire che l’inverno terminerà presto. Se invece vede la sua ombra perché è una bella giornata, si spaventerà e tornerà di corsa nella sua tana, e l’inverno continuerà per altre sei settimane !!
- In Francia, la Candelora (Chandeleur) è conosciuta soprattutto per essere il giorno della preparazione delle deliziose crêpes!

Note: le immagini sono tratte dal web. Crediti su richiesta.

mercoledì 10 gennaio 2024

The Country Diary: la serie Tv

Nel 1984 è stata prodotta una serie tv tratta dal Diario di campagna di una signora inglese del primo novecento scritto nel 1906 da Edith Holden  dalla sua biografia scritta da Ina Taylor.

Nel ruolo della Holden troviamo una giovane Pippa Guard che ci accompagna, di mese in mese, a scoprire la natura e la campagna inglese del primo novecento con una dolcezza e una magia davvero singolari!.

Le illustrazioni del libro come per magia prendono forma nella realtà! (consiglio di avere sempre il Diario a portata di mano!).


Di questa produzione (mai doppiata in italiano) esiste una versione ridotta (a sinistra della foto) di un solo dvd, mentre la versione completa, è composta all'origine da quattro videocassette vhs, si trova in commercio nella versione rimasterizzata da due o quattro dvd (a destra della foto quella da due). 
La differenza tra le due versioni consiste che, in quella ridotta ci sono le scene relative alla scrittura del diario, mentre quella completa include anche scene tratte dalla biografia di Ina Taylor. 
Le ambientazioni sono davvero suggestive con scene girate nel Warwickshire, Dartmoor e Londra. Consiglio la visione dopo aver letto almeno una biografia e con il diario a portata di mano! :)
Le riprese iniziano a gennaio con una natura fredda (ma mai ostile!) con i campi innevati, i piccoli germogli e uccellini freddolosi in cerca di riparo. Nel primo episodio si narra anche di un'attività che era molto cara agli Holden ovvero quella dello spiritismo. 
Nelle successive puntate lentamente la natura si risveglia, e si narrano i difficili rapporti tra i fratelli (Edith era la terza di sette figli i quali, dopo un'infanzia serena, in gioventù iniziarono ad avere conflitti tra loro). 
E così via...ogni episodio è un piccolo affresco della natura e della vita di questa giovane e talentuosa illustratrice che purtroppo morì troppo presto in tragiche circostanze.



Completa la serie Tv il libro dal titolo The Country Diary Companion, un interessante volume spin-off della serie tv!. 

E' diviso in tre parti: la storia della scrittrice, la serie tv e il diario. Ha fotografie a colori e in bianco e nero davvero prezioso per conoscere il villaggio di Olton in cui visse dal 1905 al 1911 e che ispirò la composizione dei diari (libro solo lingua inglese).

Dove vedere la serie tv? Le versioni televisive e il libro si possono trovare nei negozi ebay di rivenditori inglesi e americani.