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domenica 12 settembre 2021

Fulgida Stella

"Una cosa bella è una gioia per sempre"


John Keats nasce a Londra il 31 ottobre del 1795 da una famiglia di modeste condizioni economiche. La sua fu un infanzia felice fin quando la morte improvvisa del padre lasciò una moglie costernata e piena di impegni finanziari ai quali ella non poteva far fronte.

Purtroppo la tubercolosi portò presto via la giovane madre e John e i suoi fratelli furono affidati alle cure della nonna materna e di due tutori. Stessa sorte tocco ben presto al suo giovanissimo fratello Tom.

Il giovane Keats cominciò dunque l'apprendistato come farmacista e chirurgo ma ben presto la vocazione letteraria prese il sopravvento e nel 1826 abbandonò definitivamente gli studi letterari per dedicarsi alla sua grande passione: la poesia.

Fu una delle figure chiave del romanticismo inglese sebbene la sua grandezza poetica abbia avuto il dovuto riconoscimento dagli anni successivi alla sua morte.


Nella primavera del 1819 conobbe Fanny Brawne e in pochi mesi i due giovani di innamorarono. Tuttavia, le precarie condizione economiche e l'iniziale peggioramento della salute, che in breve lo porterà alla morte, non permisero mai a John e Fanny di unirsi in matrimonio. 
Dopo soli due anni egli fu costretto a lasciare l'Inghilterra e a recarsi in Italia alla ricerca di condizioni climatiche che potessero dare beneficio alla sua malattia. Ma la tubercolosi non lasciava scampo e il 23 febbraio del 1821, a soli venticinque anni, Keats si spense, dopo soli 14 settimane dal suo arrivo in Italia, nella casa di Piazza di Spagna a Roma assistito dal suo amico e pittore Joseph Severn autore di alcuni dei ritratti più belli di Keats. 
Per sette anni dalla sua morte Fanny portò il lutto e nel 1833 sposò poi Louis Lindo. Rimase pressoché sconosciuta al pubblico fino al 1878, quando fu pubblicata un'edizione delle lettere che Keats le aveva scritto.
Oggi la casa, al numero 26, è un museo che custodisce quadri, sculture, manoscritti, oggetti e prime edizioni delle opere di Keats, Percy Bysshe Shelley e Lord Byron. 
Sul sito, nella sezione video, sono pubblicati alcuni filmati molto belli compreso un messaggio del Principe Carlo d'Inghilterra patrono della Keats-Shelley House. Questo è il link al sito


L'eredità letteraria di John Keats si compone di alcune tra le più belle poetiche romantiche. 
Le sue odi lo avvicinano a Leopardi con il quale il giovane Keats condivide singolari coincidenze biografiche: nel 1816 entrambi scrissero il loro primi versi ed tutti e due si erano cimentati con le traduzioni di Virgilio. Sia per  l'uno che per l'altro gli anni tra il 1819 e il 1821 furono quelli di grande produzione poetica. L'amore fu per ognuno un sentimento grande e profondo che portò sofferenza e tormento. E che dire del nome delle loro amate? Fanny Browne per Keats e Fanny Targioni Tozzetti per Leopardi!. Infine stessa sorte funesta con la malattia che pose fine alle loro giovani vite.



In
'Fulgida Stella', libro che ritrovato dopo diversi anni negli scaffali della mia libreria, l'autore Joan Rees racconta del giovane John e dell'incontro con Fanny. La storia è poi ripresa dalla regista Jane Champion nel bellissimo ed indimenticabile film 'Bright Star'.
Ma 'Fulgida Stella' è il grande componimento poetico che Keats dedica alla sua amata Fanny.

Fulgida stella, come tu lo sei
fermo foss'io, però non in solingo
splendore alto sospeso nella notte
con rimosse le palpebre in eterno
a sorvegliare come paziente
ed insonne Romito di natura
le mobili acque in loro puro ufficio
sacerdotale di lavacro intorno
ai lidi umani della terra, oppure
guardar la molle maschera di neve
quando appena coprì monti e pianure.

No, eppure sempre fermo, sempre senza
mutamento sul vago seno in fiore
dell'amor mio, come guanciale; sempre
sentirne il su e giù soave d'onda, sempre
desto in un dolce eccitamento
a udire sempre sempre il suo respiro
attenuato, e così viver sempre,
o se no, venir meno nella morte.

sabato 20 gennaio 2018

Arte e leggenda della Vigilia di Sant'Agnese

La vigilia di Sant'Agnese- Ah, era un freddo mordente! 
Il gufo pur con tutte le sue piume era infreddolito, 
la lepre zoppicava tremando fra l'erbe gelate, 
e silente era il gregge nel lanoso ovile.

Secondo una leggenda popolare tra il 20 gennaio e il 21 gennaio è la vigilia di Sant'Agnese, la notte in cui le giovani fanciulle non maritate possono vedere in sogno il loro sposo. Occorre però seguire un ben preciso rituale: spogliarsi, andare a letto senza cena, e mettere le mani sotto al cuscino senza mai voltarsi indietro. Santa Agnese è riconosciuta come la santa protettrice delle vergini. 

Tradizione e leggenda in due capolavori dell'arte ispirati a questa singolare vigilia: The Eve of St. Agnes dipinta da John Millais (c.a. 1863) e descritta nella poesia di John Keats pubblicata nel 1820.

The Eve of St. Agnes, Victoria and Albert Museum, London (link)

Il dipinto di Millais mostra la sua eroina in procinto di spogliarsi per recarsi a letto. Modella dell'opera fu la stessa moglie di Millais, Effie Gray in posa davanti al letto in cui dormì re Giacomo I. La scena è ambientata in una camera di Knole Park una grande residenza jacobita situata in Sevenoaks nel Kent.
La poesia di Keats racconta della giovane Maddalena che in attesa di vedere il suo sposo Porfirio, non voluto dalla sua famiglia, pensa in sogno di accoglierlo nel suo letto e  non si accorge che in realtà lui si è davvero intrufolato di nascosto nella sua stanza con l'aiuto di una vecchia. Accortasi della verità, a Maddalena non resta che fuggire con il suo amato. 

Brano tratto da "La Vigilia di Sant’Agnese"
di John Kets

(...)

XXIV

V’era un’alta finestra a triplice arco,
tutta inghirlandata d’intagliate fantasie
di frutta e fiori e mazzetti di cento nodo,
e con rombi di vetro in raro stile, 
con innumerevoli macchie e tinte splendide, 
come sono le oscure damascate ali de la farfalla caia, 
e nel mezzo, fra mille segni araldici,
e santi a tinte lievi, e offuscate insegne,
istoriato uno scudo rosseggiava pel sangue di regine e di re.

XXV

Piena su questa finestra splendeva l’invernale luna,
e gettava calde rosse tinte sul bel seno di Maddalena,
mentre in ginocchio pregava per la grazia e i doni del cielo;
il colore de la rosa cadea su le mani insieme congiunte, 
e su la sua argentea croce soave ametista, 
e su’ suoi capelli una gloria, come di santa:
ella, parea un angelo splendido, appena approntato,
fuor che l’ali, pel cielo: - Porfiro illanguidì:
ella così inginocchiata, era cosa tanto pura, tanto immune da macchia mortale.

XXVI

Presto il cuore del giovane si ravviva: detti i vespri,
da tutte le intrecciate perle le chiome ella scioglie;
sfibbia i suoi riscaldati gioielli uno per uno;
e dislaccia il corpetto fragrante; lentamente 
la ricca veste scivola frusciando a’ suoi ginocchi: 
semicelata come una sirena fra l’alghe del mare,
pensosa rimane e desta sogna, e vede, 
con la fantasia, la bionda Sant’Agnese nel suo letto, 
ma non osa volgersi indietro, altrimenti tutto l’incanto svanirebbe

XXVII

Tosto, tremando nel suo soffice e gelido nido, 
in una specie di desto svenimento, perplessa ella giacque, 
fin che l’oppiato tepore del sonno non oppresse 
con la sua dolcezza le sue membra, e l’anima affaticata, 
fuggita, come un pensiero, fino al giorno seguente, 
beatamente difesa dal dolore e da la gioia insieme,
chiusa come un messale su cui i negri Pagani pregano,
resa cieca insieme a la luce del sole e de la pioggia,
come se una rosa si chiudesse e divenisse un boccio ancora.

XXVIII

Giunta furtiva a questo paradiso, e così estasiato, 
Porfiro affisò le vuote vesti, 
ed ascoltò il respiro se mai avvenisse 
che si destasse in una sonnolente tenerezza, 
e quando la udì, ei benedisse quell’istante
e respirò: poi uscì dal suo nascondiglio 
silenzioso come la paura in un vasto deserto, 
e sul tacito tappeto, silente ei venne, 
e fra le cortine fe’ capolino, ove, mira! – come profondamente ella dorme.

XXIX

Indi accanto al letto, ove la pallida luna
faceva un tenue argento crepuscolo, piano ei pose
una tavola, e quasi vinto dall’ansia, gettò su di essa 
una covertura d’intessuto cremisi, oro e giavazzo: – 
oh avere un sonnifero amuleto di Morfeo!
Il tumultuoso chiarino de la notturna festa,
il timballo e il clarinetto che spande lontano la voce,
spaventano il suo orecchio, benché in morente concento:
la porta del vestibolo si chiude ancora, e tutto il frastuono è finito.

XXX

Ed ella ancora dormì un dolce sonno fra l’azzurre sue palpebre,
fra i bianchi lini, lisci e di lavanda fragranti,
mentr’egli dal suo nascondiglio portò fuori un mucchio 
di mele e cotogne e zucca e susine candite
con gelatine più gustose che il cremoso latte rappreso,
e limpidi sciroppi tinti con cinnamomo, 
manna e datteri, su navi trasportati
da Fez, e tutte le drogate cose squisite che si trovano
da la serica Samarcanda fino al cedrifero Libano. 

giù per l’ampie scale una buia via essi trovarono, - 
in tutta la casa non fu udito suono umano.
Una lampa a una catena pendula guizzava ad ogni porta,
gli arazzi, ricchi di cavalieri, di falchi e di segugi,
fluttuavano ne l’assediante tumultuare del vento,
ed i lunghi tappeti si sollevavano lungo il ventoso suolo.
Essi trascorrono, come fantasmi, ne l’ampio atrio,
come fantasmi, al portico di ferro, essi trascorrono,
ove giacea il custode, in incomoda postura,
con una larga e vuota boccia a lui d’accanto;
il vegliante cane di guardia si levò, e scosse la sua cute,
ma l’occhio sagace uno de la casa lo riconosce:
uno per uno i chiavistelli agevolmente scorrono,-
le catene giacciono silenti su le pietre da i passi consunte,-
la chiave gira, e la porta su i cardini stride.

(traduzione dal sito della Keats Shelley House di Roma) 


lunedì 23 febbraio 2015

Dedicated to one of my favourite poets...

John Keats 
(31 October 1795 – 23 February 1821

John Keats was an English Romantic poet and one of the main figures of the second generation of Romantic poets despite his work having been in publication for only four years before his death. His great love was Fanny Brawne Lindon and their engagement, lasting from December 1818 until Keats's death in February 1821, spanned some of the most poetically productive years of his life.
Bright star, the film's director Jane Champion released in 2010, tells the story of this unfortunate love that ended tragically with the death of the young man only 25 years old. Fanny kept all the letters that John wrote. Today is an important memorie of their love and the poetic of the young John.
Keats died in Rome on February 23, away from his Fanny, consumed by tuberculosis and assisted by his friend Severn.


Bright Star

Bright star, would I were stedfast as thou art
         Not in lone splendour hung aloft the night
And watching, with eternal lids apart,
         Like nature's patient, sleepless Eremite,
The moving waters at their priestlike task
         Of pure ablution round earth's human shores,
Or gazing on the new soft-fallen mask
         Of snow upon the mountains and the moors
No yet still stedfast, still unchangeable,
         Pillow'd upon my fair love's ripening breast,
To feel for ever its soft fall and swell,
         Awake for ever in a sweet unrest,
Still, still to hear her tender-taken breath,
And so live ever or else swoon to death.

'Brigh star' movie by Jane Champion
John Keats 
(31 Ottobre1795 – 23 Febbraio 1821
John Keats è stato un poeta protagonista della seconda generazione di poeti romantici, e oggi unanimemente è considerato uno dei più grandi poeti del Romanticismo inglese. Alcune delle sue opere hanno raggiunto la fama immortale che gli è stata negata quando egli era ancora in vita. Il grande amore per Fanny Brawne Lindon  ispirò la sua produzione letteraria migliore. 
Bright star, il film della regista Jane Champion uscito nel 2010, racconta la storia struggente di questo  grande amore che tragicamente finì con la scomparsa del giovane a soli 25 anni. Fanny conservò tutte le lettere che John le scrisse. Oggi sono un'importante traccia del loro amore e della grandezza poetica del giovane autore. 
Keats si spense nella casa romana di Piazza di Spagna, oggi museo, il 23 febbraio 1821 lontano dalla sua Fanny, consumato dalla tubercolosi ed assistito  dal suo amico Severn.

Fulgida stella

Fulgida stella, come tu lo sei
fermo foss'io, però non in solingo
splendore alto sospeso nella notte
con rimosse le palpebre in eterno
a sorvegliare come paziente
ed insonne Romito di natura
le mobili acque in loro puro ufficio
sacerdotale di lavacro intorno
ai lidi umani della terra, oppure
guardar la molle maschera di neve
quando appena coprì monti e pianure.
No, - eppure sempre fermo, sempre senza
mutamento sul vago seno in fiore
dell'amor mio, come guanciale; sempre
sentirne il su e giù soave d'onda, sempre
desto in un dolce eccitamento
a udire sempre sempre il suo respiro
attenuato, e così viver sempre,
- o se no, venir meno nella morte.