mercoledì 13 aprile 2016

Il Professore

"He that is low need fear no fall."
The Professor, Charlotte Bronte

Il Professore, Edizioni Paoline, 1966
April marks the two hundredth anniversary of the Charlotte Brontë's birth and I love to share new and old  editions of her novels.
Here is "The Professor, a wonderful edition pubblished in 1966 by Edizioni Paoline! This book is really great! 
"The Professor" is Charlotte Brontë's first novel. It was  published posthumously after her death in 1857 by approval of her husband  Arthur Bell Nicholls.
The novel is based upon Charlotte's experiences in Brussels, where she studied and where she  was a teacher in 1842. It is the story of a young man, William Crimsworth who is forced to find his own fortune and he becomes a teacher in Brussels. It's the only story in which Charlotte dares to talk through a man's voice.

In questo mese di celebrazioni per Charlotte Bronte (l'anniversario della nascita ricorre il prossimo 21 aprile!) mi piace 'rispolverare' edizioni vecchie e nuove dei suoi romanzi.
Quella che vi mostro riguarda "Il Professore" pubblicato da Edizioni Paoline nel 1966.
Fu il primo romanzo scritto da Charlotte ma rifiutato dagli editori fu pubblicato postumo dopo la sua morte nel 1857 con l'approvazione del marito Arthur Bell Nicholls.
Il romanzo si basa sulle esperienze dell'autrice a Bruxelles ove si recò, nel 1842, insieme alla sorella Emily, per studiare francese. E' la storia di un giovane uomo, William Crimsworth che, costretto a trovare la propria fortuna diventa insegnante nella cittadina di Bruxelles. Il Professore è l'unica storia in cui Charlotte racconta attraverso la voce di un uomo.



Here is what she wrote in the preface...


This little book was written before either "Jane Eyre" or "Shirley," and yet no indulgence can be solicited for it on the plea of a first attempt. A first attempt it certainly was not, as the pen which wrote it had been previously worn a good deal in a practice of some years. I had not indeed published anything before I commenced "The Professor," but in many a crude effort, destroyed almost as soon as composed, I had got over any such taste as I might once have had for ornamented and redundant composition, and come to prefer what was plain and homely. At the same time I had adopted a set of principles on the subject of incident, &c., such as would be generally approved in theory, but the result of which, when carried out into practice, often procures for an author more surprise than pleasure.
I said to myself that my hero should work his way through life as I had seen real living men work theirs—that he should never get a shilling he had not earned—that no sudden turns should lift him in a moment to wealth and high station; that whatever small competency he might gain, should be won by the sweat of his brow; that, before he could find so much as an arbour to sit down in, he should master at least half the ascent of "the Hill of Difficulty;" that he should not even marry a beautiful girl or a lady of rank. As Adam's son he should share Adam's doom, and drain throughout life a mixed and moderate cup of enjoyment.
In the sequel, however, I find that publishers in general scarcely approved of this system, but would have liked something more imaginative and poetical—something more consonant with a highly wrought fancy, with a taste for pathos, with sentiments more tender, elevated, unworldly. Indeed, until an author has tried to dispose of a manuscript of this kind, he can never know what stores of romance and sensibility lie hidden in breasts he would not have suspected of casketing such treasures. Men in business are usually thought to prefer the real; on trial the idea will be often found fallacious: a passionate preference for the wild, wonderful, and thrilling—the strange, startling, and harrowing—agitates divers souls that show a calm and sober surface.
Such being the case, the reader will comprehend that to have reached him in the form of a printed book, this brief narrative must have gone through some struggles—which indeed it has. And after all, its worst struggle and strongest ordeal is yet to come but it takes comfort—subdues fear—leans on the staff of a moderate expectation—and mutters under its breath, while lifting its eye to that of the public,
"He that is low need fear no fall."
Currer Bell


Questo piccolo libro fu scritto prima di Jane Eyre che di Shirley e tuttavia non lo si può giudicare con indulgenza pensando che è un primo tentativo. Certamente non fu un tentativo, poiché la penna che lo scrisse era stata molto usata precedentemente nell’esercizio di alcuni anni. In effetti io non avevo pubblicato niente prima di cominciare Il Professore, ma in diversi vani sforzi, distrutti quasi appena composti, avevo superato il gusto che avrei potuto avrei una volta per una prosa ornamentale e prolissa ed ero arrivata a preferire una forma piana e familiare. Contemporaneamente, avevo adottato una serie di principi sul soggetto di incidenti, ecc., che sarebbero generalmente approvati in teoria, ma il cui risultato, una volta messi in pratica, spesso procura ad un autore più sorprese che piacere.
Dissi a me stessa che il mio eroe doveva farsi strada nella vita come avevo visto fare i veri uomini; che egli non doveva mai avere uno scellino che non avesse guadagnato; che nessuna svolta improvvisa doveva portarlo in un momento al benessere e ad un alto rango; che qualsiasi piccola esperienza egli dovesse fare, doveva essere guadagnata con il sudore della sua fronte; che, prima che egli potesse trovare anche solo un albero presso il quale riposarsi, egli avrebbe dovuto raggiungere almeno la metà della salita della ‘collina della difficoltà’; che egli non avrebbe dovuto neanche sposare una bella ragazza o una donna di classe. Come figlio di Adamo egli avrebbe dovuto dividere la sorte di Adamo e sorseggiare nel corso della vita una coppa di vari e moderati piaceri.
In seguito, comunque, trovai che gli editori in generale non approvavano questo sistema, ma avrebbero preferito qualcosa di più fantasioso e poetico – qualcosa di più consono ad un  gusto altamente elaborato, con una passione del pathos, con sentimenti più teneri, elevati, fuori dal comune. Infatti, fin quando un autore non ha tentato di disporre di un manoscritto di questo genere, egli non può mai sapere quali capacità di romanticismo e di sensibilità sono nascoste nei cuori di persone che egli non avrebbe mai ritenute capaci di raccogliere simili tesori. Generalmente si pensa che gli uomini d’affari preferiscano la realtà; messa alla prova, l’idea si dimostrerà spesso fallace: un’appassionata preferenza per le cose selvagge, meravigliose ed eccitanti – strane, sorprendenti e strazianti – agita diverse anime che mostrano una superficie calma e sobria.
Stando così le cose, il lettore comprenderà che, prima di raggiungerlo nella forma di un libro stampato, questo breve racconto deve aver superato alcuni ostacoli, che infatti ha vinti. E, dopo tutto, il suo peggiore ostacolo e la più grande difficoltà devono ancora venire; ma esso trova conforto, mitiga la paura, si appoggia ad una moderata aspettativa e trattiene il respiro, mentre alza gli occhi versi quelli del pubblico,
Colui che sta in basso non ha da temere cadute.
Currer Bell


The foregoing preface was written by my wife with a view to the publication of "The Professor," shortly after the appearance of "Shirley." Being dissuaded from her intention, the authoress made some use of the materials in a subsequent work—"Villette." As, however, these two stories are in most respects unlike, it has been represented to me that I ought not to withhold "The Professor" from the public. I have therefore consented to its publication.
A. B. Nicholls
Haworth Parsonage,
September 22nd, 1856.

La precedente prefazione fu scritta da mia moglie in vista della pubblicazione de "Il Professore", poco dopo l’apparizione di "Shirley". Essendo stata dissuasa dalle sue intenzioni, l’autrice fece uso del materiale in un lavoro successivo "Villette". Comunque, poiché queste due storie non sono molto simili, ho creduto che fosse più opportuno non privare il pubblico de Il Professore. Per questa ragione ho approvato la sua pubblicazione.
A.B. Nicholls
Haworth Parsonage
22 settembre, 1856


The illustrator of this wonderful book was Carla  Ruffinelli  (1922-1998) a painter, illustrator, and fashion journalist. She was born in Turin and she studied at the Accademia Albertina, where she was a pupil of the italian painter Felice Casorati. During the war, she worked on the creation of the first Italian animated cartoon feature, Il ladro di Baghdad. She illustrated, for the San Paolo publisher, many books for children and young people, and for nearly thirty years, she drew a fashion column in the italian magazine Famiglia Cristiana.  

Le illustrazioni di questo delizioso libro sono a cura di Carla Ruffinelli (1922-1998) pittrice, illustratrice e giornalista di moda. Nata a Torino studiò all'Accademia Albertina. Fu allieva del pittore e incisore italiano Felice Casorati e durante la guerra collaborò alla realizzazione del primo film italiano a cartoni animati, Il ladro di Baghdad
Come illustratrice realizzò, per la casa editrice San Paolo, moltissimi libri per bambini e ragazzi, e per quasi trent'anni, su Famiglia Cristiana, ha disegnato una pagina di consigli di moda intitolata "Mi vesto così".


“You know full well as I do the value of sisters' affections: 
there is nothing like it in this world.” 
Charlotte Brontë, The Professor




4 commenti:

  1. Molto bello, grazie! Splendide le illustrazioni e sono curiosa di sapere, dopo aver letto la trama nel tuo post, se ti è piaciuto. Un saluto

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. E' un romanzo a mio avviso molto interessante. Charlotte trae ispirazione dalla sua esperienza in Belgio, e la sua voce narrante non è il professore di cui si innamorò ma bensì lei stessa. Gli editori lo rifiutarono perché ritenuto troppo realistico!. In quest'anno dedicato a Charlotte sto leggendo di volta in volta tutti i suoi romanzi. L'ultimo, quasi come un premio finale... sarà Jane Eyre ...!
    Ciao:)

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