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giovedì 22 gennaio 2015

Rainy days...

It's pouring down heavily today!  Looking out the window is something that adults and children enjoy very much!. I love the rain, especially when I'm came back at home after a long day at work and stay with my family close to the warmth of a fireplace. Rain accompanies my thoughts and reflections... Moods, feelings and emotions gathered in my mind.  Slow the sounds of nature play melancholy notes that inspire peace and serenity...
Waiting for the return of the sun, I'm looking out my windows and I see ...


In questi giorni di fine gennaio la pioggia abbonda alle nostre finestre. Amo la pioggia specialmente quando quando sono al riparo a casa, magari al rientro da un lungo giorno di lavoro, con la mia famiglia vicino e il tepore di un camino acceso.
Guardare fuori è sempre una bella sensazione!. La pioggia accompagna pensieri e riflessioni mentre stati d'animo, sensazioni ed emozioni si affollano nella mente. Lenta la musica della natura suona malinconiche note che infondono pace e serenità. 
Aspettando il ritorno del sole, guardo fuori e vedo...


"From the first few drops of gentle sprinkling, to a wind-lashing deluge, rain is a permissive pal. Rain restores serenity to our daily endeavors because it slows us down, or it should. It's been my observation that when it rains, no one--from the dog to the boss--really expects much to happen or get done. This means we get to indulge in activities that would otherwise make us feel guilty--dawdling, idle conversation with coworkers, naps. "Gosh, isn't the weather dreadful," we mutter as our frazzled bodies and restless spirits downshift with a sigh of relief."
Romancing The Ordinary, Sarah Ban Breathnach 

"Dalle prime gocce di pioggerellina, a un diluvio di vento sferzante, la pioggia è un compagna permissiva. La pioggia dona serenità alle nostre fatiche quotidiane perché ci rallenta, o almeno dovrebbe. Dal mio punto di vista, quando piove, nessuno - dal cane al capo - si aspetta che accadano molte cose o che si realizzano. Ciò significa che si arriva a indulgere in attività che altrimenti ci sentiremmo in colpa - oziare, fare una conversazione informale con i colleghi,  sonnecchiare. "Accidenti, non è un tempo terribile," mormoriamo come i nostri corpi esausti e spiriti inquieti rallentano con un sospiro di sollievo. "
(testo liberamente tradotto da Romancing The Ordinary  di Sarah Ban Breathnach)







These images are from Pinterest boards. I'm not the owner but I love all!:)

domenica 5 gennaio 2014

Invito alla...Dodicesima Notte


source: Park's Shakspearean Twelfth-Night Characters.
Hand-colored print, ca. 1830. Shelfmark ART 231747.

Mistero gioco e tradizione trovano spazio in une delle celebrazioni più suggestive dell'anno: quella della Dodicesima Notte che William Shakespeare rese famosa con la sua commedia in cinque atti scritta tra il 1599 e il 1601 il cui titolo allude alla festa della dodicesima notte (corrispondente all'Epifania) chiamata in questo modo per il numero dei giorni che trascorrono dal Natale fino alla festività. 
In Inghilterra, verso la metà del 19 ° secolo il Natale divenne  una festività popolare, ma prima di allora la dodicesima notte era il tempo per le celebrazioni di mezzo inverno. I 12 giorni di festa si concludevano il 6 gennaio in una notte di feste e travestimenti in cui spesso si tenevano giochi sotto forma di enigmi. 
Uno di questi consisteva nel ritagliare le figure di un foglio colorato inciso a mano che mostrava ventiquattro personaggi shakespeariani, ciascuno delle dimensioni di una carta da gioco. Sotto ogni personaggio vi era un enigma stupido. Molto probabilmente le carte venivano tagliate e passate intorno al tavolo dove gli ospiti avrebbero a turno chiesto gli enigmi e indovinato le risposte .
Molto probabilmente i personaggi ritagliati venivano usati anche come invito alla festa a cui ogni invitato doveva partecipare vestito e con il ruolo del personaggio mostrato nella figura! 

source:"Desdemona" from Park's Shakspearean Twelfth-Night Characters.
Hand-colored print, ca. 1830


source: "Othello" from Park's Shakspearean Twelfth-Night Characters.
Hand-colored print, ca. 1830


Le immagini sono tratte dal sito della Folger Shakespeare Library un centro di ricerca di fama mondiale che ospita la più grande e più bella collezione al mondo di materiali di Shakespeare e di importanti collezioni di libri rari rinascimentali, manoscritti e opere d'arte.


File:R Staines Malvolio Shakespeare Twelfth Night.jpg
Malvolio, Olivia, Maria

venerdì 4 gennaio 2013

La Dodicesima Notte


La notte tra il 5 e il 6 gennaio è la dodicesima notte dal Natale. 
Nell’Inghilterra elisabettiana era una notte dedicata al divertimento e all’allegria che segnava la fine della stagione natalizia. Era un tempo dedicato all’inversione sociale in cui veniva eletto un re che sovrintendeva al disordine caratterizzato da danze, maschere, gioco d’azzardo e travestimenti. I dodici giorni erano il fulcro di una stagione che andava dal 25 dicembre all'Epifania del 6 gennaio.

Storie affascinanti sulla dodicesima notte provengono da molti paesi: dal Medio Oriente ‘patria’ dei Magi le cui palme si piegarono per indicare loro la strada da seguire, alle cerimonie mascherate svizzere, austriache e tedesche propiziatorie per scacciare streghe e spiriti maligni con figure vestire da diavoli e da streghe che vagano per le strade e spazzano la soglia e le stalle con le loro scope per allontanare i demoni.


Twelfth Night, by Isaac Cruikshank**(1794)

In Spagna la vigilia del giorno dei Los tres rejes Magos è il momento in cui i bambini lasciano qualcosa da mangiare fuori le loro case per i re in cambio di doni.
Per commemorare la visita del magi, che portavano i doni al Bambino Gesù, l’Epifania è diventata il giorno  cui fare i regali in particolar modo ai bambini.
In Francia, nel Medioevo, per i festeggiamenti della dodicesima notte veniva preparato un dolce chiamato Gateaux des Rois  o Dolce della Fava dall’usanza di nascondervi una fava o un fagiolo. La persona che trovava la fava veniva eletto re e presiedeva ai festeggiamenti.

Anticamente la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. I Romani credevano che in queste dodici notti, figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. A guidarle secondo alcuni era Diana, dea lunare legata alla vegetazione, secondo altri una divinità minore chiamata Satia (sazietà) o Abundia (abbondanza). La Chiesa condannò con estremo rigore tali credenze, definendole frutto di influenze sataniche. Queste sovrapposizioni diedero origine a molte personificazioni che sfociarono nel Medioevo nella nostra Befana, il cui aspetto, benché benevolo, è chiaramente imparentato con la personificazione della strega (tratto da wikipedia.it)

Twelfth Night, by George Cruikshank***
 London, England, 1845

Alla conquista normanna risale un antichissima tradizione della corona britannica legata alla messa del giorno dell’epifania.
Il 6 gennaio, durante la santa Comunione nella cappella reale di Saint’ James Palace, due uscieri al posto del sovrano, portano oro, incenso e mirra come doni offerti, secondo la tradizione, dai magi a Gesù bambino.
Anticamente i re partecipavano di persona a questa cerimonia fin quando, Giorgio II, sconvolto per la morte di sua figlia principessa Carolina, i cui funerali si sono svolti alla vigilia dell'Epifania nel 1758, incaricò il suo deputato Lord Chamberlain a portare le offerte.
Al giorno d'oggi, le offerte sono fatte da due Signori uscieri della Regina, abbigliati con abiti di sevizio, scortati alla Royal Closet nella Cappella Reale da un distaccamento di guardia del corpo della Regina che entra nella cappella, seguito da un corteo di bambini e Signori della Cappella Reale e i sacerdoti.
L’altare è adornato con un frontale di bianco e oro e con tre piatti d’argento dorato per l’elemosine.
Mentre il coro canta un inno un corteo si forma nel vestibolo e il  Sagrestano conduce  i due uscieri, uno con un vassoio d'argento dorato con venticinque sovrani e l'altro un vassoio con incenso e mirra.
Dopo la cerimonia, l'incenso viene inviato ad una chiesa, mentre la mirra viene mandata a Nashdom Abbey, una comunità benedettina anglicana, che la mescola con quella di sua preparazione. 
Fino al 1859, queste spezie erano presentate in sacchetti di seta, posti su di una scatola di altrettanta seta. Una terza borsa conteneva un sacchetto con un piccolo rotolo di foglia d'oro. Su proposta del Principe Consorte l'oro fu sostituito da 25 nuovi sovrani che vengono convertiti in valuta corrente e donati ad un fondo di beneficenza gestito dalla Cappella Reale.


Title page from First Folio
(Wikipedia.en)

Molta della notorietà e della leggenda intorno alla notte della viglia dell'Epifania è dovuta a William Shakespeare che scrisse tra il 1599 e il 1601 una commedia in cinque atti dal titolo La dodicesima notte o Quel che volete ( Twelfth Night, or What You Will). Tra le varie ipotesi letterarie vi è quella che ipotizza la prima rappresentazione teatrale dell'opera il giorno dell’Epifania del 1601. Le sue origini letterarie della commedia derivano da Gli ingannati, un'opera italiana allestita a Siena dall'Accademia degli Intronati nel 1531.
Ambientata nell'antica regione balcanica dell'Illiria, Twelfth Night racconta una storia di amori e inganni, nella quale i gemelli Viola e Sebastian, a seguito di un naufragio, si trovano a conoscere il Duca Orsino e la dama Olivia.

Orsino e Viola
Frederick Richard Pickersgill*

(1820 - 1900)
(...)
Una sala nel palazzo del Duca
Musica. Entrano Orsino, Duca di Illiria, Curio e altri
Duca: Se la musica è cibo dell'amore suonatene in eccesso, così che, ormai sazia, la mia fame si plachi e muoia. Quel motivo ancora, dalla cadenza che si spegne al fondo; mi giunse all'orecchio simile a un dolce stormire che respira su un cespuglio di viole la cui fragranza esso carpisce ed effonde. Basta, basta così; più non è dolce come prima lo era. O spirito d'amore, così pungente tu sei, e vorace, che se pur'anche tutto accogliere potresti, come il mare, ad ogni slancio, ad ogni audacia sbarri la strada e lo svilisci, e in un solo momento lo distruggi. Tante sono le forme che l'amore crea, che l'amore stesso è fantasia.
[William Shakespeare, La dodicesima notte, traduzione di Nicoletta Rosati Bizzotto, Newton, 1990]

*Frederick Richard Pickersgill (1820 - 1900) è stato un pittore inglese e illustratore di libri. Nato in una famiglia di artisti, è stato ammesso alla Royal Academy Schools nel 1840. Realizzò alcune illustrazioni di libri per le opere di John Milton e di Edgar Allan Poe.

**Isaac Cruikshank (1764-1811), fu un pittore e caricaturista scozzese,  nato a  Edimburgo  ebbe notorietà per la sua satira sociale e politica.

**George Cruikshank (1792 –1878), figlio di Isaac, è stato un illustratore inglese. Fu definito il moderno "Hogarth" dai suoi contemporanei. Le sue illustrazioni per i romanzi di Charles Dickens e di molti altri autori, gli procurarono grande fama durante l'epoca in cui visse.

mercoledì 2 gennaio 2013

Gennaio

                                                                 The Faerie Queene

Margaret Tarrant Illustration

E poi venne il vecchio Gennaio, bene avvolto
in molte nere vesti, per tenere lontano il freddo.
Eppure tremava e rabbrividiva come per calmarsi, 
E soffiava sulle dite come se potesse scaldarle, 
Perché erano intorpidite per avere tenuto tutto il giorno
Un'ascia affilata, con cui aveva tagliato legna, 
E dagli alberi aveva tolto i rami superflui
(...)

Then came old January, wrapped well
In many Weeds to keep the cold away:
Yet did he quake and quiver like to quell,
And blow his Nails to warm them if he may;
For, they were numb'd with holding all the day
An Hatchet keen, with which he felled Wood,
And from the Trees did lop the needless Spray
(...)

(Edmund Spencer, The Faerie Queene. Book VII)


Edmund Spenser (1552 circa – 13 gennaio 1599) fu un poeta britannico. La prima opera che gli diede fama fu una collezione di egloghe chiamata The Shepheardes Calender,  un'opera allegorica scritta dal punto di vista di vari pastori attraverso i mesi dell'anno. Nel 1590 pubblicò i primi tre libri della  Faerie Queene, un lungo poema epico che l'autore stesso definì come un'allegoria.
Per il suo temperamento, Spencer fu considerato la perfetta incarnazione della cavalleria e della cortesia. Partecipò a molti dibatti letterari e quest'opera fu definita una sintesi creativa delle varie correnti morali e intellettuali del suo tempo.
La Regina delle Fate allegoricamente è Elisabetta I: Spencer sperava di assicurarsi un posto a corte pur non condividendo, da perfetto gentiluomo cristiano, molti degli aspetti religiosi del suo regno.
La morte prematura dello scrittore non consentì la realizzazione dei dodici libri previsti: ne  furono pubblicati solo sei volumi e, in ognuno, le virtù cristiane sono rappresentate da sei cavalieri.
La Regina delle fate ha ispirato decine di scrittori, tra cui John Milton, John Keats, James Joyce e Ezra Pound. 

Winifred Margaret Tarrant (1888 - 1959) è stata un illustratrice inglese specializzata in raffigurazioni fiabesche di bambini e soggetti religiosi. Nacque vicino Londra, fu maestra ma poi si dedicò completamente all'arte. Iniziò la sua carriera all'età di 20 anni e la  sua fama e notorietà fu dovuta ai bellissimi disegni tratti dal mondo magico delle fate rappresentato in maniera così realistica da dare l'impressione di esistere davvero!
Illustrò libri per bambini, disegni di  cartoline, calendari e stampe.