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domenica 3 aprile 2022

Il Vento di Hastings

 
 

La vita della protagonista della storia che sto per raccontarvi è ancora oggi avvolta nelle nebbie della leggenda e del mistero ed è  raccontata nel romanzo ‘Il Vento di Hastings’ di Morgan Llywelyn una scrittrice americana figlia di genitori irlandesi.  

L'autrice iniziò la sua carriera nello sport arrivando poi, per una serie di eventi personali, alla scrittura grazie alle ricerche sulle vicende degli antenati della propria famiglia.  ‘Il Vento di Hastings’ è il suo romanzo d’esordio e fu pubblicato nel 1978.

Ad Hastings, nel sud dell’Inghilterra, si tenne la famosa battaglia di conquista dell'isola da parte del Duca di Normandia. Fu un evento decisivo che segnò la fine della dinastia anglosassone e l'inizio di quella normanna.  Il combattimento ebbe luogo il 14 Ottobre del 1066 tra l'esercito di soldati normanni, bretoni e francesi guidati dal duca Guglielmo e l'esercito Anglo-Sassone comandato da Re Aroldo. 

'Il vento di Hastings' è narrato in prima persona proprio da Edyth, moglie del re, donna forte e coraggiosa figlia di Ælfgar, Conte di Mercia vissuta probabilmente proprio fino al 1066. 

Una premessa è doverosa: è un ROMANZO di ambientarne storica, non un biografia o addirittura una autobiografia e come tale è un misto tra storia e finzione. 

Prendo spunto dal  sottotitolo di copertina per dirvi che ‘nel leggere questo romanzo sentirete sulla pelle la passione, la violenza, l’ignoranza, la sporcizia, la superstizione e la bellezza semibarbarica della vita medievale’. 

E a mio parere è proprio così anche se occorre chiudere un occhio su qualche termine un pò improbabile utilizzato nella traduzione e utilizzato nei dialoghi vista l'epoca di ambientazione del romanzo (ma devo riconoscere che avendo letto solo la versione italiana qualche errore potrebbe essere anche frutto di un adattamento del testo alla traduzione!).

Ma veniamo al racconto: siamo nel 1066 e la battaglia di Hastings ha appena avuto luogo. Edith è nascosta in una capanna nel bosco ed aspetta che gli invasori si allontanino. 

Suo marito, Re Aroldo, è stato appena ucciso in battaglia. Edyth porta nel suo grembo l’aetheling, il legittimo erede del re e ha con sé i suoi figli avuti dal precedente matrimonio con il principe Griffith del Galles. 

Da qui inizia il racconto a ritroso nel tempo che ci accompagna nei ricordi della sua infanzia in Mercia nel castello di famiglia, del suo esilio in Irlanda quando il padre cade in disgrazia, dell’inaspettato matrimonio col Principe del Galles e, infine, negli ultimi anni quando diventa la moglie di Aroldo, re d’Inghilterra e colui che aveva giustiziato il suo amato principe Griffith.



Edyth è donna forte, ostaggio di matrimoni combinati dalla famiglia (il primo dal padre, il secondo dai fratelli) ma non si piega. Fiera e indomita affronta il suo destino con coraggio. Amerà il Galles come la sua terra. Crescerà con onore i figli di Griffith e alla morte di quest’ultimo avvenuta proprio per mano di Aroldo, ne conserverà per sempre la memoria e l'onore di guerriero. 

Le nozze con Aroldo sono una sorpresa anche per lei. 

Ma il corso della storia è impervio e Aroldo da carnefice di Griffith diventerà la vittima di Guglielmo il Conquistatore (ancora oggi quella normanna è l’unica invasione e conquista dell’Inghilterra!).

Ho scelto il personaggio di Edyth perché la storia antica è piena di figure femminili valorose di cui si sa poco ed Edyth, tra leggenda è realtà, incarna lo spirito libero e indomito di tante donne che hanno dovuto sottostare a scelte di potere e di convenienza.  

Questo romanzo richiama temi a cui tengo molto: il coraggio delle donne, la lealtà, l’amore per i propri figli, l’onore della famiglia, l’Inghilterra, la cultura celtica e tanto altro ma racconta anche di un passato di guerre dal quale non possiamo non trarre insegnamento!.

Purtroppo ben poco si conosce realmente di questa storia e di Edyth e dei suoi figli si perdono le tracce proprio dopo la battaglia. 

Dunque, per me Edyth è un ‘Faro nella Nebbia’ della storia che aleggia nel mistero e nella leggenda e che rende immortale una donna per molti versi straordinaria!

Una curiosità: la fonte storica più preziosa che documenta l'invasione normanna nell'isola è l’Arazzo di Bayeux, un ricamo ad ago tracciato con fili di lana lungo circa 70 mt e largo 50 cm costituito da varie pezze di lino. Contiene la raffigurazione di 626 personaggi: 250 tra cavalli e muli, 550 animali di ogni genere, 37 edifici, 49 alberi oltre a castelli, chiese, navi, ecc., per un totale di 1500 figure!

Arazzo di Bayeux

Nell'arazzo si può ammirare anche la cometa di Halley che fu visibile in Inghilterra tra il 1 maggio e il 24 agosto del 1066 e che fu considerata, invano, un presagio di buona sorte per il regno anglosassone! Purtroppo nell'arazzo non ci sono ricami che raffigurano Edyth ma,  tra le uniche tre donne presenti, troviamo un'altra regina con lo stesso nome ma moglie del re Edoardo il Confessore precedessore di Aroldo e sorella di quest'ultimo!

domenica 19 settembre 2021

Diari dal Lake District


Oggi vi racconto dei Grasmere Journals di Dorothy Wordsworth uno dei bellissimi diari scritti in Inghilterra tra la fine del 700 e gli inizi dell'800.
Questa volta la scrittrice non è un'affermata autrice, ma bensì una donna che scrive per sé, lontana dall'idea della pubblicazione dei testi, e per conservare la memoria delle azioni quotidiane come fonte di ispirazione alle celebri composizioni di suo fratello William Wordsworth fondatore del Romanticismo e del naturalismo inglese.

Dal maggio del 1800 al gennaio del 1803 Dorothy Wordsworth, raccontò la sua vita a Dove Cottage, la casa a Grasmere nel Lake District in cui abitò con il fratello per otto anni e mezzo. 

Dorothy nacque a Coketown il giorno di Natale del 1771. La prematura scomparsa dei genitori la costrinse a separarsi dai fratelli a soli sette anni e ad iniziare ad essere ospitata da diversi parenti negli anni successivi. 


A soli ventotto anni il trasferimento a Grasmere nel Dove Cottage  fu decisivo per lei (William ne aveva uno solo in più!). Per entrambi fu l'inizio di una nuova vita e finalmente poterono avere una casa e vivere insieme in modo indipendente. Vissero nel cottage da 1799 fino al 1808. 

I racconti, conservati in taccuini, oggi sono pubblicati come un vero e proprio diario che in questo post vi propongo in due bellissime edizioni: quella di Sellerio,  in italiano, piccolo gioiello di questa casa editrice palermitana e l'edizione inglese pubblicata da Diamond & Book negli anni '90 con incantevoli illustrazioni. 

La lettura di queste memorie è un vero viaggio nell'epoca e nella vita quotidiana di una donna dell'800 sullo sfondo delle profonde trasformazioni sociali ed economiche che il paese attraversava. 

Ella nonostante il ruolo sociale della donna fosse estremamente rigido e limitato,  riuscì ad avere una vita libera ed indipendente anche se non volle mai considerarsi una scrittrice e visse per lo più all'ombra del fratello.



Il racconto delle loro giornate si sussegue con ritmi tranquilli e idilliaci: tante passeggiate nella campagna inglese, piccole faccende domestiche, le letture, le chiacchiere davanti al fuoco, le torte e le tazze di tè, le giornate in compagnia di amici, gli incontri con l'amico Samuel Taylor Coleridge, ma anche le sofferenze fisiche (Dorothy ebbe una salute precaria e gli ultimi anni della sua vita furono attraversati da una grave malattia). 
Tutto è testimonianza di uno stile di vita sobrio condotto agli albori della modernizzazione.




Di sua sorella Dorothy, William sciveva "I miei occhi, le mie orechie",  un tributo alla capacità che ella aveva di notare il mondo che li circondava.

I diari sono stati una fonte preziosa per  i biografi del poeta perché offrono un punto di vista  decisamente privilegiato, fatto da una persona che gli sta accanto tutti i giorni e che lo ritrae come uomo e non solo come scrittore.

Poco dopo il matrimonio di William con Mary Hutchinson nell'ottobre del 1802, Dorothy terminò la scrittura dei diari (molto bella la descrizione della giornata!) ma continuò a prendersi cura della casa e dei figli della coppia. 

I quattro piccoli taccuini  rimasero pressoché sconosciuti fino al 1930, quando un 'altra celebre scrittrice, Beatrix Potter, autrice di un altro diario davvero unico, acquistò il Dove Cottage e ritrovò i  taccuini di Dorothy. Nel 1933 furono pubblicati per la prima volta con il titolo Grasmere Journal.

Penso che leggere questi diari è un po' come vedere il Lake District attraverso gli occhi di Dorothy.

Oggi il Dove Cottage è un museo che evoca la vita dei celebri inquilini con arredi, manoscritti, giornali e libri (link).

martedì 17 novembre 2020

Libri & ...Mele!


La cucina con le mele è un richiamo alla tradizione. Ha il sapore dell'autunno, della vita contadina, dei campi, del focolare. La mela è un frutto antichissimo che spesso anche inconsapevolmente abbiamo incontrato nella nostra crescita ed educazione...da frutto benedetto a quello del peccato, le origini della mela abbracciano storia, religione, leggende, usi e tradizioni. 
E' davvero sorprendente cosa ci sia all'origine questo frutto!

Oggi dal mio scaffale dedicato ai libri di cucina ne ho presi due, entrambi molto belli e utilissimi per approfondimenti e ricette.

Il primo libro lo inserisco tra i 'must have' della categoria. E' un testo prezioso perchè offre una panoramica a 360° sull'argomento: Il libro delle mele a cura di Giuliana Lomazzi  Adriano Salani Editore, 2009.

Storia, geografia, biologia, ma anche miti, leggende, fiabe, poesie, un vero e proprio viaggio nella storia millenaria di questo frutto dolce, prezioso e profumato! 

Dalle origine storiche delle antiche civiltà dei sumeri e bizantini e ai romani questo frutto ha sempre simboleggiato qualcosa. Fatti e aneddoti raccolti dalle testimonianza storiche ci portano in un excursus davvero interessante! Il 'pomo d'oro' risale all'incirca a 70.000 anni fa ma è con l'eta classica che avviene una coltivazione più 'domestica' che attraverserà poi medioevo e il rinascimento con tavole imbandite e abbondanti.

La mela è protagonista di molti miti classici ma la ritroviamo anche nella mitogologia scandinava, celtica, bretone. 

Anche la fiaba di Biancaneve attinge dal folclore tedesco e mette al centro della storia la mela e persino Avalon fu soprannominata isola delle mele: aval (significato del melo in bretone).

La mela, quindi, frutto immancabile nelle tavole dei secoli, nella sua lunga storia racconta più di quanto si possa immaginare!  

Le proprietà nutrienti e benefiche del frutto di possono sperimentare nelle diverse ricette riportate che considerando la grande versatilità del frutto, possono spaziare nelle diverse portate. 

Il secondo libro è Il tempo delle Mele di Barbara Torresan, Grimbaudo Editore  pubblicato nel 2018 ha oltre 80 ricette salate dolci e buone. Ogni spiegazione è corredata da foto a colori. Non solo grandi classici della cucina ma anche divagazioni fantasiose per chi ama variare i propri menù. Infine, il capitolo della mela in dispensa, con cui possiamo assicurarci questo frutto per tutto l'anno!

Personalmente adoro le mele in ogni forma e di ogni qualità! In cucina spesso la uso nelle insalate, nel buonissimo pane alle mele, nelle salse di accompagnamento e nei profumatissimi dolci che ti 'scaldano' il cuore e il focolare domestico.!:)


mercoledì 28 ottobre 2020

La notte di Halloween

Nello scaffale della nostra biblioteca dedicata ad Halloween ci sono alcuni libri non possono assolutamente mancare! Eccone un altro....

Oggi vi scrivo di una deliziosa raccolta di racconti pubblicata da Editori Riuniti nel 1996. Un libro di qualche annetto fa ma assolutamente delizioso (ho verificato che sul web sono disponibili diverse copie).

L'autote, Isaac Asimov riunisce in una raccolta alcune delle migliori storie sul tema 'Halloween' scritti da autori americani di grande autorevolezza. Un'antologia di 14 racconti che richiama le simbologie e le tradizioni più prettamente americane. Atmosfere dark, decisamente poliziesche alcune e fantastiche altre, uscite dai racconti di autori come Ellery Queen, Edith Wharton e lo stesso Isaac Asimov. Ogni capitolo e corredato da una piccola introduzione bibliografica degli autori.

Cortei di bambini mascherati... zucche intagliate... omicidi misteriosi...racconti di fantasmi....il bello di questo libro è che celebra Halloween attraversando diversi generi letterari con storie gialle, storie fantastiche e storie dell'orrore. Da leggere tutto d'un fiato!:)


venerdì 5 giugno 2020

Case e oggetti vittoriani. Consigli di lettura


Negli anni 80' e 90' sono stati pubblicati libri bellissimi, fortunatamente qualcuno anche in italiano. Oggi vi scrivo di due 'must have' dedicati a chi ama le cose e la casa del passato. Sono testi diversi ma entrambi puntano l'attenzione sulle case di una volta, sui consumi, usi e tradizioni dall'800 in poi ma anche e sopratutto sugli oggetti che adornavano le case vittoriane (e chissà se sfogliandoli non ritrovate qualche oggetto che magari avete a casa e non sapete a cosa poteva servire! A me è capitato!:)

Libro in italiano
Il primo si chiama proprio così...'La Casa del Passato' (titolo originale 'The Forgotten Household Craft') ed è un vero elogio alla casa e alla casalinga, un 'viaggio' nelle abitazioni  delle nostre nonne, o forse meglio dire ...delle nostre bis-nonne. 
Gelosamente custodito nella mia libreria da molti anni, ho letto questo libro ogni qualvolta ho sentito il bisogno di guardare al passato e approfondire la differenza tra le nostre case moderne e quelle di una volta! Come recita il sottotitolo tratta di 'attività, gesti e oggetti dimenticati', una vera e propria rievocazione dell'arte casalinga di una volta scritta 'per ispirare e istruire pensando al futuro'.


Scritto da John Seymour, conduttore radiotelevisivo inglese, scrittore, contadino, piccolo proprietario terriero e grande attivista ambientale contrario al consumismo e all'industrializzazione. L'autore specifica che il libro è frutto del suo punto di vista 'maschile', osservatore in un certo senso 'esterno' e in quanto tale, meglio testimone, a suo parere, nel raccontare ciò che osservava.  Va anche detto che Seymour fu un grande sostenitore dell'autosufficienza in tutte le sue forme e che per anni con la sua compagna visse in una fattoria nel Galles. 



Pubblicato nel 1987 da Idealibri oggi 'La Casa del passato' è un libro più attuale che mai perché se da un lato il progresso e la tecnologia hanno rivoluzionato le nostre vite (e possiamo dire di non poter fare a meno di una lavatrice!) dall'altro un ritorno alla semplicità del pane fatto in casa, di una conserva nella credenza o di una tavola apparecchiata con gusto e con amore possono offrire quello che potremmo chiamare 'ben-essere domestico'!.:)
In un'epoca non sospetta dove internet ancora non era il 'cibo' quotidiano di milioni di persone, già alla fine degli anni 80' si percepiva l'avanzata di un progresso degradante che dalla plastica ai fast food avrebbe 'impoverito' ancora di più la nostra generazione. E Seymour era ben consapevole di tutto ciò. 


Il libro inizia con un capitolo sulla cucina e dintorni delle case vittoriane e sulle tradizioni della gente dell'Inghilterra orientale. Seymour passa in rassegna i vari metodi di cottura, i tipi di cucina che per lo più erano focolari e cucine a legna, gli utensili utilizzati,  le conserve, le bevande e i metodi per riassettare! 
Un capitolo è dedicato al latte e ai suo derivati (formaggi e gelato). 
Non poteva certo mancare la giusta attenzione al bucato e all'energia che si doveva impiegare per ammollare, battere, strofinare, bollire, inamidare, sciacquare e far asciugare i panni!! ...Mammia solo a scriverle queste cose viene l'ansia!! :) 
...Poi passa in rassegna tutte quelle cose che rendevano le case luoghi dell'accoglienza e dell'ospitalità: il riscaldamento, i servizi igienici, le abitudini delle sale da pranzo, i lumi ma anche i fili di casa ovvero pizzi e merletti e ricami. Infine non potevano di certo mancare gli addobbi della casa nei giorni di  festa!



Adoro questo libro e cosa non certo trascurabile è in italiano!! Cosa non da poco visto che sono davvero pochi quelli belli da collezione tradotti nella nostra lingua! 
Una vera e propria lode alla casa, al famoso focolare domestico al centro dell'universo familiare dove i bambini sono allegri e sicuri e dove il duro lavoro di generazioni ha creato le basi per la civiltà odierna.
Che dire... semplicemente meraviglioso!:)

Libro in inglese
Il secondo libro The Victoria Catalogue of Household Goods pubblicato da Studio Editions Ltd nel 1991, è un vero e proprio catalogo di articoli per la casa del XIX secolo. Contiene praticamente tutto il necessario per attrezzare una casa vittoriana: dai mobili agli oggetti, ai suppellettili ad una miriade di oggetti d'arredo. Un compendio di un testo originale pubblicato in più edizioni che arrivò a contenere più di cinquemila oggetti per arredare e decorare una casa vittoriana.


Dorothy Bosomworth studiosa di arte e di storia, nell'introduzione al catalogo spiega il background storico e sociale che portò, alla fine del 1858, alla nascita della Silber & Fleming of London and Paris, l'azienda fondata da Albus Marcius Silber di origini tedesche arrivato in Inghilterra nel  1854. Dall'incontro con N.H. Fleming nasce l'idea di aprire un negozio in Wood Street a Londra e in rue de Paradis Poissonnière a Parigi.
All'inizio era un magazzino ma poi divenne un vero e proprio deposito merci e, già nel 1880, la società commerciava in tutto il mondo oggetti di arredamento per la casa. 
Il catalogo originale su cui si basa questa edizione in facsimile è stato pubblicato per la prima volta nel 1883.
Silber & Fleming vendevano prodotti del proprio marchio ma ben presto si occuparono di import - export di beni provenienti da ogni parte. Per immaginare la quantità di merce prodotta e venduta in quel periodo basta pensare che erano gli anni a seguire della grande esposizione universale del 1851, fortemente voluta dal Principe Albert, e che rappresentò la potenza e l'apoteosi del commercio dell'impero britannico in tutte le sue colonie.


Sfogliando le pagine del catalogo è come aprire la porta di casa di Mrs. Beaton ed entrare in un  edificio vittoriano pieno di oggetti di tantissimi generi, forme e colori: argenti, lampade, porcellane, giocattoli, vasi, statue, brocche, bicchieri, piatti, orologi, posate, carrozzine, tende da campeggio...insomma una quantità incredibile di beni e manufatti! 
Ai clienti, probabilmente grossisti dell'epoca, Silber & Flemign scrivevano che in pochi giorni erano in grado di qualsiasi prodotto richiesto!


Nel libro ci sono una serie di innumerevoli cose curiose che ci aiutano anche a comprendere i gusti della middle class vittoriana: dalla scelta privilegiata delle porcellane inglesi dello Straffodshire a quelle di Dresda, Vienna, Bohn, cinesi e giapponesi. 
La presenza di oggetti raffiguranti animali esotici è segno dell'interesse per le colonie d'oltreoceano mentre per avere un'idea di un servizio da cena per 18 commensali basta leggere il numero dei pezzi disponibili: ben 168 pezzi tra piatti di tutte le dimensioni e per tutte le portate e zuppiere!!!
Oggi alla National Art Library del Victoria & Albert Museum sono conservati i dieci volumi originali pubblicati a partire dal 1872 (purtroppo non sono sopravvissuti i listini prezzi dei prodotti che erano pubblicati a parte!).


Il catalogo è in inglese, tuttavia lo consiglio anche a chi non conosce bene la lingua poiché ci sono le illustrazioni dei prodotti con il nome dell'oggetto posto in basso al disegno.
Per chi vuole cimentarsi in una lettura integrale dei dieci cataloghi originali può cercare su https://archive.org/ e inserire la parola chiave di ricerca Silber & Fleming Ltd.