venerdì 21 ottobre 2022

La vita nella campagna inglese raccontata in un diario vittoriano

Kilvert’s Diary 1870-1879  

Life in the english countryside in mid-victorian times


Oggi vi racconto di un diario considerato tra i migliori del genere scritti in epoca vittoriana! L’autore è il reverendo Francis Kilvert.  Il titolo del libro è ‘Kilvert’s Diary 1850-1879  - Life in the english countryside in mid-victorian times’ (inutile dire che sono stata da subito attratta e conquistata dal sottotitolo!)

Del reverendo Kilvert, nonostante la sua breve vita ci sarebbe molto da scrivere ma poiché mi propongo sempre di fare post brevi per non annoiare troppo chi legge procedo con una sintesi!

Francis Kilvert nacque il 30 dicembre 1840 nella contea del Wiltshire. Figlio di un reverendo studiò prima nella canonica del padre, poi fu allievo di suo zio in una scuola di Bath e infine fu studente di Oxford. Prestò servizio come parroco evangelico in diverse parrocchie negli anni ’60 e ’70 dell’800. Nel 1864 entrò nel sacerdozio e fu dapprima curato del padre a Langley Burrel nel Wilthshire poi successivamente fu curato di un altro reverendo a Clyro in Galles. Proprio in quest’ultimo villaggio visse sette anni, dal 1865 al 1872, che considerò i suoi più felici.



Oggi sia l'area intorno a Clyro (dove il reverendo visse) sia quella di Chippenham nel Wiltshire (dove nacque) sono conosciute come Kilvert Country e sono luoghi di attrazione di turismo letterario. 

Nella chiesa parrocchiale di Clyro si trova una targa commemorativa e, la sua ex residenza, Ashbrook House, è diventata una galleria d'arte.  Molti degli edifici menzionati nei diari sono ancora esistenti, inclusa la vecchia scuola del villaggio dove insegnava Kilvert, la vecchia canonica, il New Inn (ora residenza privata) e The Swan (ora Baskerville Arms).

Kilvert inzio a scrivere il diario nel 1870 fino a poco prima della sua morte avvenuta il 23 settembre 1879 all’età di 38 anni  a poche settimane dal suo matrimonio. Infatti, nell'agosto dello stesso anno, aveva sposato Elizabeth Anne Rowland ma una peritonite gli stroncò la vita improvvisamente pochi mesi dopo quando aveva appena 38 anni!

Il diario racconta la vita nella comunità rurale alla fine dell’800. Le passeggiate per la campagna e nei villaggi, gli incontri con i parrocchiani, i sermoni, le visite ai più bisognosi, le serate in compagnia, i pellegrinaggi nelle zone limitrofe, il mutare delle stagioni. Tantissimi sono i personaggi citati nelle sue descrizioni quotidiane. 

Kilvert aveva la capacità di descrivere vividamente la natura e il paesaggio del Wilthshire e dei Welsh border con una vena a tratti umoristica ed ironica.

Il volume è pieno di aneddoti: Kilvert spesso non si limita solo ad esporre fatti della sua vita quotidiana. In diverse occasioni racconta episodi vissuti da altri. Una sorta di racconto nel racconto come quando incontra la nipote del poeta Wordsworth che a sua volta descrive un incontro con lo zio, o quando una sua amica gli racconta i suoi ricordi del giorni dell'inconorazione di re Giorgio IV. 

Ma Kilvert da un lato è stato lodato come un pastore di campagna ben voluto e di buon cuore dall’altro è stato a lungo denigrato perché come Lewis Caroll pare avesse troppa attenzione per le ragazze (William Plomer, il curatore del diario, nella prefazione tesse le sue lodi di uomo di fede, bontà, buone maniere e attenzione per i più deboli pur riconoscendo le sue grandi debolezze per la bellezza delle giovani donne e la mancanza di denaro!). 

Lo stesso Kilvert, nei suoi scritti testimonia queste sue attenzioni senza prestare particolare attenzione per la gravità dei suoi atteggiamenti. Occorre dire che su questo argomento l'epoca vittoriana era abbastanza equivoca e addirittura qualche critico ha riportato che, poiché questi atteggiamenti erano sopravvissuti alla censura dei diari fatta prima dalla moglie e poi dalla nipote di Kilvert, non potevano ritenersi azioni con intenti peccaminosi! (e' ovvio che noi oggi non la pensiamo così!).

Alla sua morte i diari furono ereditati dalla vedova che distrusse tutta parte relativa al corteggiamento del marito poiché ritenuta intima e privata. Ciò è riportato anche da Plomer nell'introduzione di questo volume. 

Si ritiene che complessivamente il diario fosse scritto in ben ventinove quaderni e quelli eliminati vanno dal settembre 1975 al marzo successivo  e dal giugno 1876 fino al dicembre 1877. Alla fine, dunque, ne rimasero ventidue.

Successivamente passarono alla sorella di Kilvert e poi ad una sua nipote che li prestò al fratello ed infine arrivarono nella mani di William Plomer, poeta, romanziere e biografo il quale intuì il valore letterario e li preparò per la stampa trascivendoli


Tuttavia la guerra e la carenza di carta non permisero la stampa di tutti i taccuini che furono restituiti agli eredi di Kilvert.  A questo punto ritornano nelle mani della nipote Essex Hope che ne elimina altri per questioni di privacy (i primi erano stati eliminati dalla vedova). Infine, sono solo tre quelli rimasti a tutt'oggi grazie al fatto che furono regalati a diverse persone. 

Quindi le copie dattiloscritte di Plomer sono state davvero utili perché sono l'unica testimonianza dell'intera opera (o almeno a quella sopravvissuta ai vari tagli!) anche se su di loro aleggia un alone di mistero poiché dal confronto con i tre libri originali esistenti mancano dei pezzi e pare che il dattiloscritto completo sia andato perduto in guerra e che  Plomer abbia comunque effettuato molti rimaneggiamenti rispetto al quanto scritto da Kilvert.! 

Per fortuna Plomer aveva già dato in stampa tra il 1939 e il 1940 un’edizione in tre volumi che conteneva circa un terzo del materiale scritto (direi una storia abbastanza complicata anche  solo a scriverla!!!). Le copie di Plomer sono state poi donate all’Università di Durham.

Infine riporto una citazione interessante scritta proprio dal reverendo e che spiega i motivi del suo scrivere il diario:

Wednesday 4 November 1874

'Why do I keep this voluminous journal? I can hardly tell. Partly because life appears to me such a curious and wonderful thing that it almost seems a pity that even such a humble and uneventful life as mine should pass altogheter away without some such records as this, an partley too because I think the record may amuse and interest some who come after me'.

'Perché tengo questo voluminoso diario? Riesco a malapena a dirlo. In parte perché la vita mi sembra una cosa così curiosa e meravigliosa che sembra quasi un peccato che anche una vita così umile e senza eventi come la mia debba passare del tutto senza qualche testimonianza come questa, anche in parte perché penso che la storia possa divertire e interessa alcuni che vengono dopo di me'.

Per l’acquisto di questo diario ho scelto l’edizione illustrata del 1992 tratta da una selezione di testi realizzata da Willam Plomer e pubblicata da Bracken Books London (ovviamente versione comprata usata e on line from uk!).



I meravigliosi dipinti pubblicati nel libro sono tutte scene della vita rurale del Wiltshire.

Solita nota dolente: il diario esiste solo in lingua inglese ma ciò non deve sorprende più di tanto perché la produzione tradotta in italiano di questo genere è davvero esigua soprattutto nei formati illustrati!.

Le informazioni di questo post sono tratte dalla lettura del Diario nell’edizione mostrata nella foto e da varie fonti consultate sul web tra cui The Kilvert Society

La bbc nel 1976 ha prodotto una serie televisiva dal titolo Kilvert's Diary con Thimoty Davies nei panni del reverendo e nel 2019  i diari  sono stati drammatizzati su BBC Radio.


giovedì 20 ottobre 2022

Diari da collezione


Scrivere il proprio diario negli anni passati era più di una semplice moda. L'attività rappresentava un momento intimo, privato e di riflessione al termine delle faccende quotidiane quasi come se il fatto di riportarle su carta fermasse le lancette del tempo per rendere eterni quei momenti trascorsi. E in un certo senso era proprio così.


Tra la fine del '700 e gli inizi del '900 sono stati scritti tantissimi diari da parte di autori e autrici conosciuti ma anche meno famosi che tuttavia proprio grazie alle loro memorie hanno raggiunto notorietà spesso postuma. 

La maggior parte di essi trattava di questioni familiari, talvolta di affari ma sopratutto di momenti intimi di riflessione personale oppure diari di viaggio.

La storia di questi diari è fatta di ritrovamenti casuali, di tesori in soffitta, di lasciti ed eredità ma anche di documenti andati perduti, di scritture in codice spesso indecifrabili, di amicizie e di editori illuminati!

Nella maggior parte dei casi si tratta di testi prodotti per un uso esclusivamente privato che hanno il pregio di offrire al lettore minuziosi dettagli della vita del tempo della scrittura e che rappresentano un vero affresco della società dell'epoca, degli usi e costumi, degli stili di vita e dei sentimenti di coloro che scrivevano che in genere, erano lungi dal pensare i che i loro scritti prima o poi sarebbe stati resi noti ad un vasto pubblico.

L'800 è stato definito come l'eta d'oro dei diari ed il culmine di questa produzione si ha proprio a partire dalla metà di questo secolo. Sono gli anni in cui trionfa una letteratura dei diari soprattutto al femminile che riguarda principalmente la sfera privata.

Da diversi anni mi dedico alla raccolta di questi diari pur sapendo che agisco in campo ampio che salvo per poche eccezioni ha poche traduzioni in italiano. La maggior parte dei testi è dunque in inglese, la lingua madre degli autori.


Fu, infatti, proprio in Inghilterra che proliferò tantissimo la voglia e la capacità di scrivere il racconto delle proprie giornate. Poeti e poetesse, illustratori e illustratrici, botanici e botaniche, lady e sir, ma anche nobili uomini e donne (una su tutte fu proprio la Regina Vittoria!). In molti si cimentarono in questo tipo di scrittura che oggi rappresenta un tesoro di altissimo valore letterario e fonte di preziose informazioni per gli studiosi.

Non tutti i diari erano ovviamente illustrati dall’autore. Bellissimi quelli di Edith Holden (tra i pochissimi tradotti in italiano!!). In molti credono che siano i più belli e probabilmente da un punto di vista artistico lo sono davvero!


La mia attenzione in questi anni è stata rivolta ai cosiddetti 'illustrati' ovvero testi a cui l'editore o il curatore aggiungono disegni, foto, illustrazioni in modo da accompagnare il lettore a comprendere ancor di più nella narrazione dell’autore.


Della mia raccolta una menzione a parte la dedico al libro di Susan Tweedsmuir poichè non è un vero e proprio diario ma piuttosto un'autobiografia (ho ritenuto utile inserirla in questo elenco poiché è una scrittura che per temi trattati e contenuti proposti, si avvicina molto allo stile di un diario).

Le recensioni pubblicate in questo blog non seguono un ordine cronologico ma piuttosto sono frutto di  una mia ispirazione o semplicemente un desiderio personale di approfondire tale studio!

Nell'attesa del prossimo post (se amate il genere non lo perdete perché è uno spunto di lettura di un diario a mio avviso molto interessante) vi lascio il link ai miei precedenti!

Tutte le foto qui pubblicate sono state fatte fa me e tratte dalla mia collezione.

Diari recensiti in questo blog (in aggiornamento!)

The Lakeland Journal - Doroty Wordsworth






lunedì 3 ottobre 2022

Tea Rooms & Tea Books - Parte 3

Bargate Cottage Tea Room - Lilliput Lane

Terzo appuntamento con le Tea Room Collection della Lilliput Lane
Oggi vi presento quella che forse è la più bella della collezione. Si tratta della Bargate Cottage Tea Room rilasciata nel 1995 e ritirata dal mercato nel 1999. 

E' un delizioso thatched cottage (edificio con il tetto di paglia) arricchito da tantissimi piccoli particolari!


Due donne in stile edoardiano sono sedute al tavolino esterno mentre sulla soglia si intravedere una figura del personale della sala da tè forse diretta a prendere le ordinazioni dalle due signore. Non manca un roseto rampicante, tipico della stagione estiva nelle case di campagne inglesi. 






La tea room che ha ispirato questa deliziosa creazione della Lilliput  Lane è la Shearwater Lake Tea Rooms e si trova sullo Shearwater, un lago artificiale d'acqua dolce vicino al  villaggio di Crockerton nella contea dello Wiltshire.

Shearwater Lake Tea Rooms - Immagine tratta da Tripadvisor

E' un luogo idilliaco adiacente alla  tenuta di Longleat House, dimora dell'ottavo marchese e marchesa di Bath, vero capolavoro dell'architettura elisabettiana (al suo interno una delle collezioni private più importanti della Gran Bretagna e all'esterno un parco così immenso che ha anche un un safari park! )

Il libro che ho scelto di presentare con questa deliziosa Tea Room è un classico della letteratura per bambini di ogni età! Parlo delle bellissime storie di Holly Pond Hill di Susan Wheeler raccontate in Let's Have Tea Togheter con fantastici coniglietti che ci accompagnano nel mondo del tè abbinandolo ad ogni stagione!



Adoro le loro storie! Questi coniglietti hanno un fascino incredibile! Holly Pond Hill è un mondo di fantasia vittoriana, visto dagli occhi delle creature dei boschi. 
L'autrice ha creato dei deliziosi acquerelli con adorabili conigli, topi e altri animali dal comportamento tipicamente umano che spesso sorseggiano tè, raccolgono fiori o cenano a lume di candela. Amano il cioccolato e abitanoin tronchi d'albero e nidi! 
Susan vive con suo marito, quattro figli e vari animali domestici da fattoria in Texas.



Altre sale da tè della Lilliput Tea Room Collection recensite in questo blog:

1) Kendal Tea House

2) Swaledale Teas 

venerdì 30 settembre 2022

Dipinti Reali


Avete mai sognato di avere a casa vostra un dipinto dell'allora Principe di Galles oggi Re Carlo III? La cosa ovviamente è quasi impossibile se si pensa ad un'opera in originale tuttavia...
...un meraviglioso libro può compensare tale mancanza! ...




Nel 1991 la Casa Editrice Little Brown and Company pubblica un inaspettato volume di un giovane Principe che amava la natura e l'ambiente e che iniziava a parlare di sostenibilità, di ambiente quando erano temi che nel pieno boom economico interessavano a pochi. 
Erano gli anni in cui l'attenzione mediatica per il principe rivolta principalmente alla sfera privata e alla sua crisi matrimoniale. Ma Carlo continuava la sua strada di visionario e ante litteram.
Questo volume raccoglie più di settanta acquerelli realizzati in circa venti anni accuratamente divisi in paesaggi inglesi, impressioni scozzesi, vedute di Italia, Francia e Spagna e altri posti del mondo.

E' veramente fantastico, non solo perché gli acquerelli sono belli ma anche perché il libro è una sorta di diario in cui ogni dipinto è 'raccontato' con aneddoti e fatti e spiegazioni  dal Principe stesso.
E se la nonna è sempre la nonna allora ci sta tutta anche la presentazione scritta proprio da The Queen Mother a sostegno dell'adorato nipote! (Il principe, oggi re, ebbe un rapporto davvero speciale con questa donna!).
Bellissimo volume, consigliatissimo e si può acquistare on line usato a prezzi accettabili!


giovedì 14 luglio 2022

A spasso per Londra sulle tracce di Jane Austen

Il mio post di oggi ci porta in un luogo che ho visitato di recente e che consiglio assolutamente di vedere!!

Per chi ama immergersi nelle atmosfere di un tempo a Londra è d’obbligo una tappa nel celebre negozio da tè di Twininigs  (consigliato un po' ovunque ma io ho seguito l'itineraio proposto nella guida Walking Jane Austen’s London, Shire Publication,2017).

Non vi aspettate un negozio con vecchi banconi e scatole di latta! All'interno l'allestimento è decisamente in uno stile più moderno  ma questo non ne diminuisce il fascino e varcare la soglia che ha attraversato Jane è sempre una bella emozione!:)

Nel lontano 6 marzo 1814 Jane, dalla casa del fratello Henry in Henrietta Street, scriveva alla sorella Cassandra <<Mi dispiace sentire che c'è stato un aumento del tè. Non ho intenzione di andare da Twining se non sul tardi in giornata, quando potremo ordinare una provvista fresca>>

e, solo alcuni giorni dopo, il 9 marzo, aggiunse in un’altra lettera <<Immagino che la Mamma si ricordi di non avermi dato i soldi per pagare Brecknell e Twining e i miei fondi non saranno sufficienti>>. 

Walking Jane Austen's London, Luise Allen

Tea with Jane Austen, Kim Wilson

Quindi Jane comprava il tè da Twining nel negozio al numero 216 sullo Strand dove tuttora esiste lo shop! (già questo contribuisce a rendere la visita un luogo assolutamente da vedere per tutte le Janeites e non solo!:)

Twinings, 216 Strand, London


Twinings, 216 Strand, London

Ma la storia del tè risale ancor prima degli anni della Austen e si intreccia con quella degli antichi commerci del regno con l'Oriente anche se quello di Twinings non fu certamente il primo negozio a vendere tè a Londra.

Tracce della vendita di questa bevanda risalgono almeno alla metà del 1600 quando i giornali ‘The Gazette’ prima e ‘Mercurius Politicus’ dopo, nel mese di settembre del 1658 informavano i lettori che ‘le autorità competenti avevano autorizzato la vendita di una nuova bevanda cinese, chiamata Tcha in Cina Tay o Tee in altri paesi e si poteva acquistarla a Londra nella Coffè House ‘Sultaness Head’. 

Solo pochi anni dopo, nel 1662 il tè fu ufficialmente introdotto in Inghilterra da Caterina di Barganza, la moglie portoghese di Carlo II. Servito negli incontri delle élite aristocratica presto il tè divenne la bevanda di moda delle classi più agiate.

Allestimento nello shop

In quegli anni, una famiglia di tessitori e follatori, originaria del Gloucestershire, a causa della recessione, lascia la campagna ed arriva a Londra. Era il 1684 e tra i componenti del  nucleo familiare vi era il giovane Thomas Twinining di appena nove anni che solo poco più di un decennio dopo contribuì a scrivere definitivamente la storia del tè. Thomas, diventato Freeman della city a 26 anni, iniziò a lavorare per un ricco mercante e a gestire le importazioni di tè.

Intanto a Londra una nuova moda imperversava: quella delle Coffee House. Ne aprirono tantissime (alla fine del ‘700 se ne contavano circa 2000!). Erano luoghi popolari in cui le persone si incontravano e gustavano l'ultima moda, una bevanda appena arrivata in Europa dalla Turchia: il caffè. (la prima Coffee House risale tra il 1650 e il 1658 e fu un italiano,  Pasqua Rosèe ad aprirla!) 

Nel 1706 anche Mr Twining apre la sua! Il Tom’s Coffee House ubicato proprio sullo Strand in una posizione strategica poiché la caffetteria è situata tra Westminister e la City in una zona popolata dall’aristocrazia britannica.

Grazie al suo intuito, Thomas Twining comprende che, anche per battere la concorrenza, oltre alla vendita del caffè, bisognava continuare ad investire sul tè. E così fece, nonostante il commercio della bevanda subiva delle tassazioni molto alte. In breve tempo divenne uno principali venditori di tè secco e umido e, nonostante all'epoca i caffè erano riservati ad un pubblico di soli uomini, da Twinings, la vendita delle preziose foglie era effettuate anche direttamente alle ladies (o in alternativa ai fedeli servitori!). 

Inoltre, proprio per la sua posizione strategica, Tom’s Coffe House attirava mercanti ed avvocati dal vicino Middle Temples.

Nel 1717 Thomas compra tre case adiacenti alla sua caffetteria che diventano il negozio che esiste ancora oggi.

Alla metà del ‘700 l’eredità Twining passa a Daniel il quale inizia l’esportazione del tè oltreoceano.

Alla morte di Daniel una donna sale al comando dell'azienda. Per i ventuno anni successivi, fino al 1783, fu la madre Mary a portare avanti il commercio tra le tante difficoltà dovute alle alte tassazioni che favorivano il contrabbando e la contraffazione della merce per ottenere maggiori profitti.

Solo nel 1784 con il Commutaction Act furuno diminuite le tasse dal 119% al 12% e di fatti il tè diventò una bevanda alla portata di molti anche tra le classi meno agiate. 


Ed e  proprio nel 1787  che Richard Twining, figlio di Mary, commissiona il celebre il celebre portale di accesso al negozio che ancora oggi possiamo ammirare.

Raffigura un leone d’oro sdraiato (segno di rispetto verso Mr. Twining) e due uomini cinesi ai lati del leone che rappresentano il commercio con la Cina. Al centro il logo Twinings (a proposito di quest’ultimo, e doveroso dire che è più antico logo aziendale in uso continuo in Gran Bretagna dal 1787 fino ad oggi!)

Nel 1837, anno dell’ incoronazione della regina Vittoria, all’azienda fu concesso il Royal Warrant ovvero il mandato reale, un merito che conferiva a Twinings l’onore di fornire il tè alla famiglia reale.

due curiosità: 
- nel 1921 Twining crea il Prince of Wales Tea una miscela ideata per Edoardo, principe di Galles, poi re Edoardo VIII e dopo la sua abdicazione il duca di Windsor. Fu proprio il principe a concedere il permesso di vendere la sua miscela personale usando il suo titolo reale!.
Si tratta di un tè nero proveniente dalla Cina ritirato dal mercato Uk ma si può acquistare in altri paesi
- nel 1933 Twinings commercializza per la prima volta uno dei tè destinati a diventare tra più famosi: l’English Breakfast


Fonti consultate

Siti web:
- https://twinings.co.uk/blogs/news/history-of-twinings
- https://www.tsiosophy.com/
https://www.jausten.it/

Libri: 
- Walking Jane Austen London, Louise Allen, Shire Pubblication, 2017
- Tea with Jane Austen, KimWilson, Frances Lincoln Limited Publishers, 2011
- Le ore del Tè, Leila Mancusi Sorrentino, Ed. Intra Moenia, 2006