sabato 2 luglio 2016

We are sun and moon, dear friend...

Hermann Karl Hesse was born on July 2, 1877, in Calw, near Stuttgart into a family of Pietist missionaries and religious publishers in the Black Forest town of Calw, in the German state of Württemberg. 

Sonnerblumen, Herman Hesse, 1927
"We are sun and moon, dear friend; we are sea and land. It is not our purpose to become each other; it is to recognize each other, to learn to see the other and honor him for what he is: each the other's opposite and complement". 
(Hermann Hesse, Narcissus and Goldmund, 1930)

Hermann Hesse was a German-born Swiss poet, novelist, and painter. His best-known works include Peter Camenzind (1904), Gertrud (1910), Demian (1919), Siddhartha (1922)Steppenwolf (1927) The Glass Bead Gam (1922)Narcissus and Goldmund (1930) , each of which explores an individual's search for authenticity, self-knowledge and spirituality. Several of Hesse's novels depict the protagonist's journey into the inner self.  A spiritual guide assists the hero in his quest for self-knowledge and shows the way beyond the world "deluded by money, number and time."
In 1946, he received the Nobel Prize in Literature.
After suffering several bad strokes of faith during World War I, Hesse relocates to the Ticino region in Switzerland in 1919 where he discovers his passion and great talent for painting.
He died on August 9, 1962, in Montagnola, Switzerland.

Albogasio, Herman Hesse, 1925
"Noi due, caro amico, siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra. La nostra meta non è di trasformarci l'uno nell'altro, ma di conoscerci l'un l'altro e d'imparare a vedere e a rispettare nell'altro ciò ch'egli è: il nostro opposto e il nostro complemento"
(tratto da Narciso e Boccadoro, 1930)


Hermann Hesse Hesse è nato il 2 luglio 1877 a Calw, nei pressi di Stoccarda in una famiglia di missionari religiosi della cittadina della Foresta Nera di Calw, nello stato tedesco del Württemberg. 
E' stato uno scrittore, poeta, aforista, filosofo e pittore tedesco naturalizzato svizzero. 
I suoi romanzi più famosi sono Peter Camenzind (1904), Gertrud (1910), Demian (1919),  Siddhartha (1922), Il lupo della steppa (1927), Narciso e Boccadoro (1930) Il giuoco delle perle di vetro (1943) in ognuno dei quali esplora ricerca di un individuo per l'autenticità, la conoscenza di sé e la spiritualità.  Molti dei romanzi di Hesse raffigurano il il viaggio interiore del protagonista. Una guida spirituale assiste l'eroe nella sua ricerca di conoscenza e mostra la via al di là del mondo illuso dal denaro, dai numeri e dal tempo.
Nel 1946, ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura.
Con grande intensità lo scrittore si dedicò alla pittura sin dalla prima guerra mondiale. Durante i periodi di psicanalisi rappresentò in pittura i suoi sogni. Creò circa 3.000 acquarelli. 
Morì il 9 agosto del 1962 in Svizzera.

venerdì 1 luglio 2016

The Second Coming


Nel 1919 William Butler Yeats scrisse i versi di "The second coming" una poesia stampata per la prima volta in The Dial (novembre 1920) e poi inclusa nella raccolta Michael Robartes and the Dancer. 
I versi belli, forti e potenti descrivono l'atmosfera di declino dell'Europa alla conclusione della guerra attraverso l'immaginario dell'Apocalisse e con la Seconda venuta.
Yeats sosteneva che la storia era ciclica e che ogni ciclo durava circa 2000 anni dall'avvento del Cristianesimo.  Nel suo pensiero post guerra le classi dirigenti non erano state in grado di proteggere la cultura tradizionale dei popoli da movimenti di massa materialistici e dalla mera anarchia. 
Leggendola oggi più che mai mi viene da pensare che forse dobbiamo attendere anche noi un Secondo avvento per risorgere da inesorabile tramonto del mondo?...

IL SECONDO AVVENTO

Girando e girando nella spirale che si allarga
il falco non può udire il falconiere;
Le cose crollano; il centro non può reggere;
Mera anarchia è scatenata sul mondo;
La corrente torbida di sangue è scatenata, ovunque
Il rito dell'innocenza è sommerso;
Ai migliori manca ogni convinzione, mentre i peggiori
Sono pieni di appassionata intensità.

Di certo qualche rivelazione è vicina;
Di certo il Secondo Avvento è vicino.
Il secondo Avvento! Appena dette queste parole
Una vasta immagine emergente dallo Spiritus Mundi
Mi turba la vista: in qualche luogo tra le sabbie del deserto
Una forma - corpo di leone, testa di uomo,
Lo sguardo inespressivo e spietato come il sole -
Si muove sulle sue lente cosce, mentre tutto all'intorno
Turbinano le ombre degli sdegnati uccelli del deserto.

Le tenebre scendono ancora; ma adesso io so
che venti secoli di sonno pietroso
Furono turbati fino all'incubo dal dondolar di una culla.
E quale mai informe animale, giunta finalmente la sua ora,
Si avvicina a Betlemme per nascere?

Portrait of William Butler Yeats
by John Singer Sargent, 1908 (link)
In 1919 William Butler Yeats wrote the verses of "The second coming" a poem first printed in The Dial in November 1920, and afterwards included in his 1921 collection of verses Michael Robartes and the Dancer.
The beautiful verses, strong and powerful describe the atmosphere of Europe's decline at the end of the first world war through the imagery of the Apocalypse and the Second Coming.
Yeats argued that history was cyclical and that every historical cycle lasted 2000 years since the advent of Christianity. He wrote that the ruling classes had not been able to protect the the traditional culture of Europe from materialistic mass movements.
My consideraton is that if someone tries to destroy dreams and hopes of our Europe do we really wait the Second Coming to pass the decline of our world? 

THE SECOND COMING

    Turning and turning in the widening gyre
    The falcon cannot hear the falconer;
    Things fall apart; the centre cannot hold;
    Mere anarchy is loosed upon the world,
    The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere
    The ceremony of innocence is drowned;
    The best lack all conviction, while the worst
    Are full of passionate intensity.

    Surely some revelation is at hand;
    Surely the Second Coming is at hand.
    The Second Coming! Hardly are those words out
    When a vast image out of Spiritus Mundi
    Troubles my sight: a waste of desert sand;
    A shape with lion body and the head of a man,
    A gaze blank and pitiless as the sun,
    Is moving its slow thighs, while all about it
    Wind shadows of the indignant desert birds.

    The darkness drops again but now I know
    That twenty centuries of stony sleep
    Were vexed to nightmare by a rocking cradle,
    And what rough beast, its hour come round at last,
    Slouches towards Bethlehem to be born?



O forse non ci resta che pensare al luogo ideale in cui vivere come lo stesso Yeats sognava nell'isola disabitata nel lago Lough Gill, nei pressi di Sligo, in Irlanda?. 
L'isola fu il luogo in cui il poeta visse da bambino e successivamente rappresentò il suo desiderio di pace, tranquillità e di ritorno alla natura, il luogo ristoratore in cui gli esseri umani potevano  rifugiarsi per sfuggire al caos e alle influenze corruttrici della civiltà.

L'ISOLA SUL LAGO DI INNISFREE 

Io voglio alzarmi ora, e voglio andare, andare ad Innisfree 
E costruire là una capannuccia fatta d’argilla e vimini: 
nove filari e fave voglio averci, e un’alveare, 
e vivere da solo nella radura dove ronza l’ape. 
E un po’ di pace avrò, chè pace viene lenta 
Fluendo stilla a stilla dai veli del mattino, dove i grilli cantano; 
e mezzanotte è tutta un luccicare, ed il meriggio brilla 
come di porpora, e l’ali dei fanelli ricolmano la sera. 
Io voglio alzarmi ora, e voglio andare, perché la notte e il giorno 
Odo l’acqua del lago sciabordare presso la riva di un suono lieve; 
e mentre mi soffermo per la strada, sui marciapiedi grigi, 
nell’intimo del cuore ecco la sento.


Innisfree (link)

We should have a perfect place where live as Yeats told. He dreamed the uninhabited island of Innisfree in the lake Lough Gill, near Sligo, Ireland.
The island was the place where the poet spent his childhood and represented his desire for peace, quiet and return to nature, in a restful place where humans could take refuge from chaos and the corrupting influences of civilization.

THE LAKE ISLE OF INNISFREE

I will arise and go now, and go to Innisfree,
And a small cabin build there, of clay and wattles made:
Nine bean-rows will I have there, a hive for the honeybee,
And live alone in the bee-loud glade.
And I shall have some peace there, for peace comes dropping slow,
Dropping from the wheels of the morning to where the cricket sings;
There midnight’s all a glimmer, and noon a purple glow,
And evening full of the linnet’s wings.
I will arise and go now, for always night and day
I hear lake water lapping with low sounds by the shore;
While I stand on the roadway, or on the pavement grey,
I hear it in the deep heart’s core.

William Butler Yeats (13 giugno 1865 – 28 gennaio 1939) fu un poeta irlandese e una delle figure più significative della letteratura del XX secolo. nacque a Sandymount in Irlanda. Trascorse parte della sua infanzia a Sligo. Studiò poesia e sin a piccolo fu affascinato dalle leggende e dall'occulto.

William Butler Yeats (13 June 1865 – 28 January 1939) was an Irish poet and one of the foremost figures of 20th-century literature. He was born in Sandymount, Ireland and educated there and in London; he spent his childhood holidays in County Sligo. He studied poetry in his youth and from an early age was fascinated by both Irish legends and the occult. 



venerdì 10 giugno 2016

Maria Antonietta, l'ultima regina di Francia

"Era la donna di Francia dal più bell'incedere"
Élisabeth-Louise Vigée-Le Brun
Maria Antonietta in un ritratto di Élisabeth Vigée-Le Brun (1778).
link
Maria Antonietta è senza dubbio una delle figure più sorprendenti e controverse della storia. La prima volta che ho letto una sua biografia sono rimasta sconcertata non solo dagli avvenimenti che hanno attraversato la sua vita, ma soprattutto dall’età che ella aveva quando le cose le accadevano. 
Nata a Vienna, 2 novembre 1755 a soli 14 (!!) anni è costretta per 'ragion di stato' a lasciare la famiglia e dirigersi verso una terra sconosciuta e senza affetto dei suoi cari! Arriva al confine francese ed entra da austriaca con il suo seguito in un padiglione appositamente allestito e ne esce da francese sola, verso un futuro completamente ignoto e senza aver mai incontrato quello che diventerà il suo futuro marito e Re di Francia! Ha appena 14 anni (l’età di mia figlia!) quando diventa delfina nella corte più fastosa, maliziosa, potente e spregiudicata della storia. 
Giovane, con poca cultura, approda in una terra straniera con usi e abitudini diverse da quelle della madre patria in una corte ove le etichette erano a dir poco inverosimili!!. Ha 14 anni, non rivedrà mai più sua madre e dialogherà con lei solo attraverso lettere (la loro sarà una lunga corrispondenza poco affettuosa e molto intimidatoria dei suoi doveri di moglie e regina!!!) 
La giovane non solo sposa il futuro Re di Francia (anch'egli poco più che adolescente!) che a sua volta aveva con scarse abilità diplomatiche ma, suo malgrado, non riesce a consumare il matrimonio per anni subendo le critiche della corte e della madre per la mancanza di un erede! 


Marie Antoinette with her two eldest children,
Marie-Thérèse Charlotte and the Dauphin Louis Joseph,
in the Petit Trianon's gardens, by Adolf Ulrik Wertmüller (1785).

link

A soli diciotto anni, il 10 maggio 1774, Maria Antonietta diventa Regina di Francia. 18!!! Mi vendono i brividi solo a pensarlo!!  Vero è che le usanze dell'epoca prevedevano matrimoni e cariche in età adolescenziale, ma si fa fatica oggi a pensare come tutto questo avveniva e soprattutto come la sorte di intere nazione fosse praticamente ‘in mano’ a giovani inesperti cresciuti troppo in fretta e costretti prendere decisioni per se stessi e per il loro popolo (sotto l’influenza di persone adulte e spesso corrotte)!! 




A 23 anni anni ebbe la prima dei figli ma le rimasero solo altri 15 anni per farne altri, per cercare di governare un paese ridotto allo stremo dalla fame e dalle tasse, per innamorarsi di un giovane conte svedese, per essere incolpata di spendere cifre da capogiro per i suoi divertimenti e passatempi, per venire coinvolta in uno scandalo di furto, per essere accusata addirittura di incesto (!), per essere allontanata dal marito prima e poi dai figli, per finire in prigione e per morire sotto la lama di una ghigliottina! 
La vita a questa giovane donna a mio avviso ha risparmiato ben poco: tutto le è successo troppo in fretta e il piatto della bilancia tra gioie e dolori pesa indubbiamente verso quest’ultimi.  


Di recente ho avuto la fortuna di leggere di libro Guida alla Parigi di Maria Antonietta di Alice Mortali (edizioni Mursia). Dico fortuna perché leggendo internet quotidianamente non è facile tra le tante informazioni trovare quelle davvero interessanti e spesso ci si sofferma su talune poco rilevanti a discapito di altre che meritano la giusta attenzione! 
Leggere questo libro è stata per me un'esperienza bella ed entusiasmante!. L’autrice conduce il lettore in un viaggio nel tempo nei luoghi di Maria Antonietta aprendo le porte delle stanze più intime di castelli, palazzi, giardini, musei e persino delle prigioni in cui la tragedia si consumò!
La vita della giovane Regina fu tragica e sconvolgente, breve ed intensa tanto da renderla un personaggio mito, leggenda ed icona di bellezza, moda e stile fino ai nostri giorni.


Petit Trianon
In questo viaggio nella Parigi di Maria Antonietta sono proprio i luoghi meno conosciuti ad affascinare di più: gli appartamenti privati raggiungibili da passaggi segreti piuttosto che corridoi o stanze riservate, i boudoir, i giardini, i palazzi e le residenze come quella del Petit Trianon, il rifugio in cui la Reine diceva di essere veramente se stessa! 
Molto interessante e ricca di dettagli è la sezione dedicata ai musei che espongono collezioni e oggetti dell'epoca.  

Palace of Versailles - Petit appartement de la Reine -
The Cabinet Doré of Marie-Antoinette
link
L'autrice 'prende' l'ultima regina di Francia e ci restituisce una Maria Antonietta donna con le sue debolezze, i sogni, le stravaganze, gli eccessi, gli amori e la solitudine che la rese sempre straniera in terra di Francia.!
Nulla è tralasciato: aneddoti, storie di vita, emozioni e sensazioni fino all'ultimo inesorabile viaggio verso la ghigliottina.
Dopo aver letto questo libro il personaggio e la geografia dei luoghi appaiono più chiari. E' una guida preziosa per un incuriosito viaggiatore durante un soggiorno nella meravigliosa Parigi o per chi, come me, pur lontano da tali luoghi non smette mai di sognarli! E chissà se un giorno non abbia la fortuna di ritornare a vederli!:)
Sul blog dell'autrice, inoltre, è possibile avere informazioni nonché fotografie dei luoghi citati nel libro!
Buona lettura!:)



martedì 31 maggio 2016

"O Captain! My Captain!"


Walt Whitman 
31 maggio 1819 – 26 marzo 1892

“This is what you shall do; Love the earth and sun and the animals, despise riches, give alms to every one that asks, stand up for the stupid and crazy, devote your income and labor to others, hate tyrants, argue not concerning God, have patience and indulgence toward the people, take off your hat to nothing known or unknown or to any man or number of men, go freely with powerful uneducated persons and with the young and with the mothers of families, read these leaves in the open air every season of every year of your life, re-examine all you have been told at school or church or in any book, dismiss whatever insults your own soul, and your very flesh shall be a great poem and have the richest fluency not only in its words but in the silent lines of its lips and face and between the lashes of your eyes and in every motion and joint of your body.” 
Preface to Leaves of Grass, Walt Whitman, (1855)



"Questo è ciò che dovete fare; Amate la terra e il sole e gli animali, disprezzate le ricchezze, fate l'elemosina a tutti quelli che la chiedono, proteggete gli stupidi e i poveri, destinate il vostro reddito e il vostro lavoro agli altri, odiate i tiranni, non discutete su Dio, mostrate pazienza e indulgenza verso la gente, non toglietevi il cappello dinanzi a nulla, noto o ignoto, a nessun uomo o folla d'uomini – uscite liberamente con gente possente e non istruita, e con i giovani, con le madri di famiglia – riesaminate tutto ciò che vi è stato detto, a scuola o in chiesa o in qualsivoglia libro, e ripudiate quanto insulta l'anima vostra; e la vostra stessa carne diverrà un grande poema, e possederà la più grande fluidità non solo nelle sue parole, ma nel silente disegno delle labbra e del volto, e tra le palpebre degli occhi, e in ogni moto, ogni giuntura del corpo vostro". 
Prefazione a "Foglie d'erba', Walt Whitman  (1885)





Walt Whitman has been claimed as America's first "poet of democracy". He was born on May 31, 1819 in West Hills, New York, into a Quaker family. He worked as a journalist, a teacher, a government clerk, and was a volunteer nurse during the American Civil War. In 1855 he self-published the collection "Leaves of Grass"; the book is now a landmark in American literature. Leaves of Grass, was the "most extraordinary piece of wit and wisdom to come from an American pen"(R.W. Emerson). During his lifetime had gone through many editions and expanded to some 300 poems. In 1865 he wrote "O Captain! My Captain!" a metaphor about the death of American president Abraham Lincoln. The poem was written after the assassination of Lincoln and has metaphorical references to this theme. The ship is the United States of America, while the fearful trip recalls the difficulties of the American Civil War. The captain of the title is Lincoln.




Walt Whitman è considerato il primo "poeta della democrazia" americana. Era nato il 31 maggio 1819 a West Hills, New York, in una famiglia quacchera. Lavorò come giornalista, insegnante, impiegato del governo e fu infermiere volontario durante la guerra civile americana. Nel 1855 pubblicò a sue spese "Foglie d' erba", una raccolta di poemi ritenuta un punto di riferimento nella letteratura americana. L'opera fu definita il "più straordinario pezzo di arguzia e saggezza  proveniente da una penna americana"(R.W. Emerson). Fu pubblicata ed ampliata in diverse edizioni fino ad arrivare a contenere circa 300 poesie. 
Whitman fu autore dei celebri versi "O Capitano! Mio Capitano!" (1865)  metafora sulla morte del presidente americano Abraham Lincoln. La poesia fu scritta dopo l'assassinio del presidente e ha riferimenti metaforici in tutto il poema. La nave è gli Stati Uniti d'America, mentre il viaggio tremendo ricorda le difficoltà della guerra civile americana. Il capitano del titolo è il presidente Lincoln.

domenica 29 maggio 2016

Le quarantanove preferite da Giacomo

La copertina del libro

Il legame tra Giacomo Leopardi e Napoli attraversa anche la cucina napoletana dell'ottocento. Tra i manoscritti rari custoditi nella Biblioteca Nazionale di Napoli, è conservata una lista autografa di quarantanove pietanze di cui il poeta si limita a segnare solo i nomi senza dare indicazioni o commenti.

La lista custodita alla Biblioteca Nazionale di Napoli

Perché Leopardi scrisse questa lista? Per far conoscere le sue preferenze a Pasquale Ignarra il cuoco di casa Ranieri? Probabilmente non avremmo mai una risposta certa, ma possiamo indagare sulle sue scelte in materia di cucina per comprenderne un ulteriore aspetto della complessa e geniale personalità che, come scrisse l'amico Antonio Ranieri in Sette anni di sodalizio con Giacomo Leopardi (1880), era spesso vissuta tra eccessi e sregolatezze.
Massimo Ricciardi in Le Quarantanove preferite da Giacomo (Edizioni Duemme) con minuzioso e attento studio individua nella lista scritta negli anni che Leopardi trascorse a Napoli le analogie con il trattato di Cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1837 che conteneva centinaia di ricette della cucina tradizionale napoletana dell'ottocento.

Frontespizio della prima edizione dell'opera di Cavalcanti
Le pietanze sono riportate così come scritto nei testi da cui sono tratte e in appendice l'autore ha individuato quattro possibili menù che relazionano la lista del Leopardi alle ricette del Cavalcanti. 
L'autore del libro è Massimo Ricciardi professore ordinario di Botanica Sistematica presso la facoltà di Agraria di Portici dell'Università di Napoli Federico II e vice delegato della delegazione di Napoli dell'Accademia Italiana di cucina. 



Scheda del libro:
Copertina flessibile: 94 pagine
Editore: Duemme (10 marzo 2016)
Lingua: Italiano
Costo di copertina euro 18 (spedizione gratis)
E' possibile ordinare il libro inviando una email a valeria.altiero@gmail.com scivendo come oggetto 'ordine libro'. Riceverete una email di risposta con le modalità di acquisto.