venerdì 17 febbraio 2017

Mia cugina Rachele

'Ci guardammo per un momento negli occhi
 prima di parlare, 
poi parlammo tutti e due contemporaneamente'.
Mia cugina Rachele, Daphne Du Maurier 


Daphne Du Maurier è stata una delle scrittrici più lette nel mondo durante gli anni '50 e '70. Impossibile resistere ad uno dei suoi romanzi! Quest’anno tocca a ‘Mia cugina Rachele’ perché è prevista l’uscita del secondo adattamento cinematografico del romanzo (il primo era del 1953!) annunciato nelle sale il prossimo mese di giugno.


Appena ho visto il trailer sono corsa a cercare il libro che avevo da qualche parte nei miei scaffali di libri.
L’avevo letto da ragazza e francamente non mi ricordavo la storia! Unica certezza il fatto che gli indimenticabili  ‘Rebecca la prima moglie‘ e 'Gli uccellisono stati i romanzi più conosciuto di questa scrittrice da cui il maestro del giallo Sir Alfred Hitchcock  ha tratto alcuni dei suoi memorabili capolavori!! 



Scena tratta da My cousin Rachel, 1952
E così in un batter d’occhio con la  mia copia del libro decisamente vintage tra le mani (è un edizione Oscar Mondadori del 1976!)… ho avuto conosciuto Amboise, Philips e … Rachele i protagonisti di questo romanzo il cui remake, almeno dal trailer e dal cast di attori, promette bene!
La prima edizione del romanzo in UK
Scritto nel 1951, Mia cugina Rachele si svolge in una tenuta signorile inglese e solo in parte in Italia e racconta, attraverso l’io narrante di Philips Ashley, la storia di un amore improvviso ed intenso per Rachele dal quale il protagonista non riesce a sfuggire.
Rachele la 'vediamo' per la prima volta nel boudoir attraverso gli occhi di Philips così:

“Vestiva di crespo nero (il che la faceva apparire anche più pallida che non fosse), con risvolti di pizzo al collo e ai polsi.  Aveva i capelli bruni  divisi con la riga nel mezzo e raccolti in un nodo dietro la nuca.  I suoi lineamenti erano regolari e piuttosto minuti, salvo gli occhi – simili a quelli di un cerbiatto- che osservandomi si allargarono ancor di più, quasi stupiti di ritrovare in me lineamenti noti, e dallo stupore passarono a esprimere una specie di doloroso sgomento”.  


Rachele è una donna indipendente, enigmatica, raffinata ed indecifrabile che riesce a conquistare tutti, lettori compresi! 
La ‘incontriamo’ ma difficilmente la 'conosciamo'! Italiana, già vedova di un conte, sposa in Italia l'inglese Ambrose Asheley, cugino di Philips, durante uno dei viaggi che egli faceva alla ricerca di un clima più benevolo per la sua salute. 
Ma chi è veramente questa donna che con il suo fascino riesce a fare successivamente innamorare il giovane Philip?  E' travolta dalla passione o cerca soltanto di impadronirsi della ricchezza? È vittima o carnefice?
Al giovane Ashley non resta che rimanerne ammaliato e cedere inesorabilmente in un gioco di sentimenti e di sospetti che lo porteranno fino all’inatteso finale che lungi da me anticipare in questo post!:)

Se come me avete letto il libro non ci resta che aspettare il film!. Se non l’avete ancora fatto approfittatene ora perché queste sono le occasioni per 'tirar fuori dal cassetto' i bei romanzi di una volta!

Due sono gli adattamenti cinematografici del romanzo fino ad oggi: My Cousin Rachel un film del 1952, diretto dal regista Henry Koster con Richard Burton (che ottenne anche una nomination come miglior attore non protagonista)  e Olivia de Havilland  e un adattamento televisivo della BBC trasmesso nel 1983 in quattro puntate con gli attori Christopher Guard and Geraldine Chaplin.


La versione del 2017 vede Sam Clafin (indimenticabile in 'Me before you'! nel ruolo di Philips Asheley e  in quello di Rachel Ashley con la regia di Roger Michell ('Notting Hill'). Le scene italiane sono state girate nel Palazzo della Fraternita dei Laici di Arezzo e a Villa Barbolana
San Clafin sul set del remake del 2017 girato in Toscana
Ed ecco infine il trailer del nuovo film...buona visione!:)



martedì 14 febbraio 2017

San Valentino


"…era di domenica pomeriggio alla fattoria il tredici febbraio. Finito di cenare, Batsceba, in mancanza di migliore compagnia, aveva chiesto a Liddy di venire a trattenersi con lei. "

Batsceba cerca di trovar risposte sul chi sarà il suo futuro marito quando si ricorda del biglietto di San Valentino comprato il giorno prima per il piccolo Teddy Cogan.  

"...estrasse dal proprio scrittoio un foglio da lettera sfarzosamente decorato a rilievo, in ottavo, che era stato comprato, il mercato precedente, alla cartoleria di Casterbridge. In mezzo vi era un piccolo ovale, lasciato vuoto in modo che il mittente potesse inserirvi qualche parolina tenera, più adatta alla speciale occasione di quanto potesse esserlo qualche locuzione generica di un tipografo."

“Rossa la rosa
La viola blu
Dolce il garofano
Quando sei tu”


A chi inviarlo? Al giovane Teddy Cogan o al vicino di fattoria Mr. Boldwood?  Pochi attimi ed il lancio di un libro a sorte reca la risposta: il biglietto sarà per Boldwood!

"La sera stessa la lettera fu impostata, e fu debitamente smistata nell’ufficio postale di Casterbridge per essere poi rispedita a Weatherbury nella mattinata. Così del tutto indolentemente ed irriflessivamente, fu compita questa azione. Dell’amore come spettacolo Batseba aveva una discreta cognizione; ma dell’amore come sentimento soggettivo, non sapeva nulla di nulla. "

(tratto da Via dalla pazza folla, Thomas Hardy, Edizioni Garzanti, 1999)

domenica 5 febbraio 2017

To Walk Invisible


Ho avuto finalmente la fortuna di vedere To Walk Invisible, l'ultima produzione nata in casa BBC in materia di famiglia Brontë! Mi aveva molto incuriosito questa proiezione di cui si è parlato così tanto....!
Ovviamente mi è piaciuta... belle ricostruzioni ... bravi gli attori... e soprattutto bella ambientazione!. Come ogni volta che vedo o leggo qualcosa delle Brontës penso sempre a quante sofferenze e a quanto isolamento fu costretta la loro vita! Mi chiedo: furono mai felici? Chissà...forse Charlotte in quei pochi mesi che la vita le concesse di matrimonio? Speriamo di sì!...  
In To walk invisible le 'anime luminose' delle nebbie nordiche diventano tre 'meravigliosi soli' che splendono sulla selvaggia brughiera! 
E' inutile dire che la storia lascia una sensazione di malinconia a chi da spettatore sa che non può cambiare il corso della loro vita e che la tragedia è imminente, sempre dietro l'angolo.
To walk invisible parla delle debolezze, desideri e sogni degli abitanti del Parsonage. E' un dramma nel dramma quello del rev. padre che si strugge per il figlio, delle sorelle che cercano in tutti i modi di aiutare i fratello e delle donne, sole, consapevoli della forza della loro scrittura ma costrette a scrivere sotto pseudonimi per non rivelare d'esser scrittrici in un epoca in cui le donne non potevano esserlo!
  


La trama si svolge con alcuni flashback all'infanzia dei bambini Brontës fino alle tragedie dell'età adulta concentrandosi negli anni più turbolenti (1814 - 1817) della dipendenza dall'alcool e dall'oppio del fratello Branwell. E se da un lato la storia si conclude con il tragico evento  della fine di Branwell dall'altro si aprono le porte del Brontë Parsonage che si prepara a celebrare un 2017 in onore del bicentenario della nascita del giovane a cui giusto riconoscimento artistico è doveroso. 

Branwell Brontë, autoritratto, 1840
Chi era il vero Branwell? Una nuova esibizione curata da Simon Armitage accompagna il visitatore del Brontë Parsonage Museum di Haworth  nel mondo e nella mente del giovane alla ricerca di qualche risposta attraverso l'esplorazione dei suoi disegni, scritti e oggetti. Branwell rivive nelle sue cose affinché tutti possiamo ricordarlo non solo come'il fratello' ma anche e soprattutto per il genio che egli era.

Ricostruzione della stanza di Branwell
al Bronte Parsonage
«Noi sogniamo, ed il nostro sguardo investe
una strana miriade di visioni:
buio d’inferno, azzurrità celeste
sono solo fantastiche illusioni.
Ci destiamo e in un attimo fugace
ogni visione umana svanirà
dissolta nella vasta eterna pace
dell’Immortalità.»

tratto da Poesie (Branwell Brontë) 
a cura di Silvio Raffo, Edizioni La Vita Felice 


 2017 BICENTENARY EXHIBITION

sabato 4 febbraio 2017

Washing Place at Torre del Greco


link
Notizia dalla mia città!:)
Nel 1806 a Londra venne pubblicata una stampa dei nuovi lavatori pubblici costruiti a Torre del Greco tra il 1770 e il 1780 e seppelliti dalla lava del Vesuvio del 16 giugno 1794.
L'editore fu Edward Orme, incisore britannico, pittore ed editore di libri illustrati ed il volume dal titolo Italian Scenery; Representing the Manners, Customs, and Amusements of the Different States of Italy conteneva 32 tavole a colori incise da James Godby, su disegno originale di P. Van Lerberghi. 
Le tavole rappresentano scene popolari in costume di varie regioni d’Italia ma appartengono soprattutto alla cultura popolare di Roma, Napoli e del Piemonte. 
Ciascuna tavola è accompagnata da testo descrittivo in lingua francese e inglese. 
Volume raro e prezioso, the Italian Scenery si trova tra i libri rari di alcune biblioteche tra cui quella Nazionale di Napoli. 
Il Washing Place dell'immagine è quello delle Cento Fontane di Torre del Greco. La struttura nacque nel 1738 quando il reverendo Gaetano de Bottis, per ordine dell’Università, riuscì a raccogliere con scavi impegnativi l’acqua del leggendario fiume Dragone, presumibilmente sepolto dalla lava durante un’eruzione del Vesuvio. Poi fece convergere questa fonte ed altri flussi d’acqua nel terrapieno sotto il Castello Baronale, dove eresse due fontane da 28 'cannole': una con acqua potabile, l’altra dotata di lavatoi per le lavandaie.
L’eruzione del 1794 distrusse l’intero complesso ma le fontane furono ricostruite più grandi e resistenti di prima e dotate di 100 'cannole' da cui presero il nome.

In 1806 was published in London the book Italian Scenery; Representing the Manners, Customs, and Amusements of the Different States of Italy containing Thirty-two Coloured Engravings by James Godby, original design by P. Van Lerberghi, narrative by M. Buonaiuti. The editor was Edward Orme a British engraver, painter and publisher of illustrated books.
One of the coloured engraving describes public washers built in Torre del Greco between 1770 and 1780 and buried by lava of Vesuvius in 16 June 1794. The other engravings describe popular scenes in costumes from various regions anc cities of Italy like Rome, Naples and Piemonte region.

Each table is accompanied by descriptive text in French and English.

The Italian Scenery is among the rare books of several libraries including the National Library in Naples.

The Washing Place at Torre del Greco represents the monument called 'Cento fontane'. The structure was built in 1738 when the Rev. Gaetano de Bottis was able to collect the water from the legendary Dragon River, supposedly buried by lava during an eruption of Vesuvius. 
Then converged this source and other water flows into the embankment under the Baronial Castle, where he made two fountains from 28 water pipse: one with drinking water, the other with sinks for the washerwomen.

The eruption of 1794 destroyed the whole complex but the fountains were rebuilt bigger and strong than before, and with 100 water pipes from which they took their name.

martedì 31 gennaio 2017

Imbolc

by Warwick Goble
Morgana guardò la statua di Brigida e sentì il potere che se ne irradiava. Ma Brigida non è una santa cristiana, anche se Patrizio lo crede. È la Dea così come viene chiamata in Irlanda. E io lo so: queste donne riconoscono il potere dell'Immortale. Anche se esule, Lei prevarrà. La Dea non abbandonerà mai gli uomini.
(tratto dal libro "Le nebbie di Avalon" di Marion Zimmer Bradley)



Siamo nel pieno giro della Ruota dell'anno. Celebriamo il risveglio della natura con Imbolc la festività celtica che si festeggia il 1 febbraio. Lentamente le ore di luce del giorno si stanno allungando e pian piano dal freddo inverno si passerà alla mite primavera.
Imbolc è come tutte le feste celtiche piena di significati, di leggende e rituali. Il confine con la Candelora cristiana è molto sottile.  E' una festa di purificazione con un chiaro riferimento al risveglio della Natura nel grembo della Madre Terra. Se vi interessa leggere qualcosina in più potete cliccare sul seguente link...

In the Wheel of the Year, an annual cycle of seasonal festivals, we celebrate on 1 february the awakening of nature with a Celtic feast in honor of the return of light. Slowly the days get longer and slowly from the cold winter will move to the mild spring.
Imbolc is like all Celtic festivals full of meanings, legends and rituals. The line with the Christian Candlemas is very fine. It is a festival of purification with a clear reference to the awakening of nature in the womb of Mother Earth. If you are interested in reading more you can click on the following link ..