domenica 16 gennaio 2022

A Very British Scandal

 

Inghilterra anni ’50. A pochi mesi dal più noto scandalo 'Profumo' che coinvolse il segretario di stato di guerra John Profumo in una relazione con la modella Christine Keeler e che fece tremare e vacillare il governo dell’allora ministro Mcmillan un nuovo scandalo riempì le copertine dei giornali e screditò l’aristocrazia britannica: lo 'Scandalo delle Polaroid senza testa' raccontato nella recente serie TV trasmessa in UK dal titolo A Very British Scandal.

Il nome identificativo dello scandalo è abbastanza significativo dell'intera storia (!) ma per capire la portata di un simile evento occorre fare un passo indietro e conoscere la vita dei protagonisti...chi erano? ...e cosa accadde nei mitici anni '50'?

Ecco l'incredibile storia di una giovane ereditiera che incontra il suo 'principe' decisamente (poco) azzurro...

Lei è  Ethel Margaret Whigham unica figlia ed erede di un magnate scozzese, lui è Ian Douglas Campbell cugino del duca di Argyll, che alla morte di quest’ultimo, ne eredita titolo e proprietà (quella degli Argyll è  una delle parie più importanti dell’aristocrazia britannica).

Margaret Campbell - (foto da Pinterest)


Nata il 1° dicembre 1912, Margaret studia a New York.  All'età di 15 anni rimane incinta del figlio dell'attore David Niven durante una vacanza sull'isola di Wight, ma la gravidanza viene interrotta.

Al ritorno nel Regno Unito diventa un icona di bellezza e di stile della scena sociale e, nel 1930, all’età di 17 anni, fu la ‘Debuttante dell’anno’ nella stagione londinese (non a caso venne definita come una delle ‘Ten Best-Dressed Women in the World’). 

Nel 1933 sposa il suo primo marito, un uomo d’affari americano Charles Sweeney (il giorno del suo matrimonio indossa un abito di Norman Harntell celebre stilista londinese che realizzò l’abito di nozze di Elisabetta II). Dal matrimonio, finito nel 1947, nacquero due figli.

La giovane e bella ereditiera e il duca di Argyll si incontrano sul finire degli anni '40 e  iniziano une delle relazioni più discusse e turbolente dell'epoca. Margaret aveva da poco divorziato e conduceva una vita tra agi e lussi nel suo appartamento in Grosvenor Street diventato luogo di ritrovo della jet set dell’epoca.

Lui affascinante, famoso, aristocratico (anche se è un duca che eredita il titolo non per discendenza diretta di padre in figlio) ma dipendente da alcol, gioco d'azzardo e da psicofarmaci e non da ultimo  sempre indebitato. Violento e crudele cercava di estorcere soldi alle diverse mogli (ne ebbe ben quattro tutte ricche!) per pagare le spese del castello scozzese di Inveraray sempre più in rovina. 


Inveraray Castle, Scotland


Lei bella, ricca, fiera ed indipendente, padrona di sé, elegantissima e alle prese, tra mille peripezie, dell’essere prima amante, poi moglie del duca, un uomo definito dalla personalità complessa e volubile.

Galeotto fu un viaggio in treno da Parigi a Londra, ove i due si incontrarono...

All'epoca il Duca era ancora sposato ma ben presto lasciò la seconda moglie (Margaret fu la terza!). Il matrimonio avvenne nel 1951 e dopo pochi anni vissuti tra l’Inghilterra e la Scozia  ben presto la  storia si complica: il matrimonio fallisce e sarà proprio il castello di Inveraray, la proprietà del duca ristrutturata con i soldi del padre di lei, ad essere una delle scene teatro delle contese tra gli ormai coniugi prossimi a diventare ex.   

La trama della loro love story corre su un filo sottile che quando si spezza nessuno risparmia l’altro. La regola del 'lavare i panni sporchi in famiglia' tipica degli aristocratici dell'epoca viene meno e il Duca porta la  moglie in tribunale rendendo il suo caso di pubblico dominio.

Accuse, tradimenti, furti. Sì, proprio furti, perché il duca riesce a trafugare l'agenda personale della moglie con date e orari di numerosi appuntamenti. 

Cosa c’entra la Polaroid? E perchè il nome dello scandalo titola ‘senza testa’

Non voglio spoilerare tutto (ma qui è storia e non solo fiction!) ma diciamo che il duca tra le carte segrete della duchessa trovò anche un paio di fotografie scattate nel bagno del sontuoso appartamento di Grosvenor House  che trasformarono un momento decisamente intimo tra lei e un altro uomo in un evento mediatico scandalistico di portata internazionale.

Le conseguenze per Margaret furono devastanti. Accusata di infedeltà subì un processo e una gogna mediatica che non le risparmiarono nulla. Ne uscì con accuse infamanti sui suoi appetiti sessuali e come donna altamente immorale (oltre al pagamento di un cospicua somma all'ex marito). Il duca dal canto suo fu escluso dai circoli della Londra aristocratica.

Ella portò nella tomba molti segreti tra cui il vero significato della lettera 'V'', contrassegnato vicino ad ogni nome nella sua agenda personale  e il chi realmente fosse il protagonista della discussa fotografia poiché, duchessa a parte, nelle foto polaroid non c’era la testa dell’uomo coinvolto ma solo l’immagine del corpo.

Accusata dal marito di aver avuto più di 80 amanti, in una intervista anni dopo le viene chiesto dell’unico uomo  di cui lei aveva ammesso la relazione e identificato solo con la lettera ‘B’. Naturalmente lei non fece il nome asserendo che egli era sposato e probabilmente all’epoca dell’intervista già deceduto.

Margaret morì a Parigi nel 1993. Aveva perso e speso gran parte delle sue fortune e portò con sè nella tomba i suoi segreti sui quali ancora oggi si indaga per capire….

Era un solo uomo o due? Chi scattava la foto? A queste e altre risposte gli studi recenti hanno cercato di dare una soluzione ipotizzando che questo "uomo senza testa" fossero in realtà due e che uno era il  ministro della Difesa Duncan Sandys (genero di Sir Wiston Churchill e uno dei pochi che avesse accesso all’ epoca a quel tipo di Polaroid) e l’altro l’attore, produttore ed ufficiale di marina americano Douglas Elton Fairbanks Jr marito dell’attrice marito di Joan Crawford (versione smentita dalla nuora  Lady Colin Campbel discussa biografa di Lady D, della Queen mother e di Elisabetta II che sosteneva fosse Bill Lyons, imprenditore americano). 

E se è pur vero che nelle foto oggetto dello scandalo, il viso della donna era nascosto, fu comunque identificato in quello della duchessa dai fermagli di diamanti delle sue perle a tre fili che indossava e dalla caratteristica pettinatura.

Claire Foy e Paul Bettany

Vi ho incuriosito? Spero di sì! 'A Very British Scandal 'racconta gli anni del matrimonio e del divorzio. A me è sembrato che abbia inteso consegnare alla storia una versione dei fatti diversa da quella raccontata dai giornali di allora...
Sono 3 puntate trasmesse di recente in UK. Nel ruolo di Margaret troviamo l’attrice Claire Foy (l’indimenticabile Queen Elisabeth delle prime stagioni di ‘The Crown’).  L’attore britannico Paul Bettany veste i panni del bello e tenebroso Ian Campbell, undicesimo duca di Argyll. 
La serie scritta da Sarah Phelps è stata prodotta dalla BBC e speriamo che presto arrivi anche in Italia.
Per quanto riguarda le biografie sulla duchessa, compresa la sua autobiografia, per quanto di mia conoscenza, nulla è stato tradotto in italiano.
L'affare Profumo citato all'inizio di questo post è stato oggetto di un'altra serie Tv dal titolo 'A Very English Scandal'.

 Fonti:

Tutte le informazioni raccolte in questo post sono tratte da vari articoli pubblicati sul web e da alcune interviste pubblicate in diversi canali video.

Per info sulla serie TV potete consultare il sito dell BBC https://www.bbc.co.uk/programmes/p0b568sr  con alcune delle interviste alla vera duchessa.

lunedì 13 dicembre 2021

Libri e decorazioni vintage

Decoriamo il Natale. Allegri addobbi per la casa in festa di Maritta Von Perbant,  di Acanthus editore è un bel libro di decorazioni natalizie pubblicato nel 1989!

Gli addobbi visti con gli occhi di oggi sono un po' vintage e, a mio avviso, proprio per questo  più affascinanti! Ecco perché spesso cerco ispirazione nei libri un po' più datati: li trovo più genuini, più autentici! Sono addobbi dal sapore del passato che rievocano atmosfere un po' nostalgiche e  romantiche. 

Devo ammettere che sul mio albero di Natale è bandita la plastica e qualsiasi decoro di questo materiale. E' una cosa che ho adottato già un paio di anni fa e che mi ha portato ad individuare altri tipi di decorazioni e altri materiali.

Qui di seguito vi mostro due lavori fatti da me tratti e dal libro! 

Si tratta di un candido angioletto da appende all'albero con una piccola campanella dorata sotto al vestitino, e un mazzetto biedermeier da mettere in bella mostra in credenza.


Per l'angioletto è stata utilizzata una pallina di legno per la testa e due più piccole per le mani, uno scovolino dorato per le ali, uno bianco per le braccia, una campanella di metallo, e un piccolo scampolo di tessuto con merletto.


Il mazzetto invece è stato realizzato in Biedermeir, una delle tecniche decorative più antiche nata in Austria negli anni di metà ottocento. 

Questa tecniche consiste nel creare decorazioni utilizzando spezie, semi, frutta e altri elementi decorativi quali ad esempio fili dorati, pizzi, merletti, nastrini e perline. 

Il lavoro è abbastanza complesso (anche perché i piccoli semi vanno adornati con le piccole perline e il filo dorato), ma il risultato è davvero gradevole e il profumo della cannella, dei chiodi di garofano e dell'anice stellato inebrierà il vostro cuore! :) 

Per saperne sul Biedermeier di più vi rimando ad un articolo che ho scritto diversi anni fa proprio su questo tema... LINK :)

sabato 11 dicembre 2021

Il Mio Natale nel Galles

'A Child's Christmas in Wales' di Dylan Thomas è un piccolo racconto pieno di nostalgia e ricordi del passato!

Dylan Thomas nasce a Swansea nel Galles il 27 ottobre 1914 figlio di un insegnante. Fu uno dei più grandi poeti della  ‘beat generation'. 

Iniziò da giovanissimo la sua carriera come autore di articoli nel giornalino della scuola. Nel 1934 si trasferisce a Londra e pubblicò il primo racconto e la prima raccolta in versi.

A Child's Christmas in Wales  fu pubblicato negli anni '50 ed è il racconto del Natale in un villaggio gallese attraverso gli occhi, le reazioni e le emozioni di un bambino. Il testo ebbe origine da alcune registrazioni radiofoniche.  

Con uno stile autobiografico e romanzato, il racconto rievoca la nostalgia del passato, delle emozioni vissute, delle sensazioni provate e delle tradizioni di famiglia (indimenticabile l'incendio della casa della signora Prothero, l'elenco dei Regali Inutili o il pranzo di Natale con gli zii!).

Dylan Thomas fu uno scrittore controcorrente, brillante ed ironico con una vena umoristica molto sottile.

E' stato abbastanza complicato trovare l'unica edizione italiana del racconto  pubblicata da 'Il Mangiafuco - Emme Edizioni' nel 1981 (sul web se ne trovano pochissime e sempre a prezzi non molto modici). Le due edizioni della foto hanno entrambe belle illustrazioni in bianco e nero!

Del turbolento matrimonio dell'autore (alimentato da alcol e tradimenti) con Caitlin Mcnamara ballerina, pittrice e scrittrice sposata nel 1937 esiste  una biografia scritta la lei alla morte del marito dal titolo My Life With Dylan Thomas: Double Drink Story. 

Ho trovato interessante anche il fim ‘The Edge of Love’ del 2008 diretto da John Maybury storia di un triangolo amoroso con Keira Knightley nei panni di Vera Phillips amante del poeta.

Su you tube alla voce 'A Child's Christmas in Wales' c'è un film di circa 60 minuti con l'attore britannico Denholm Elliott (edizione solo in inglese) mentre in italiano c'è un video con una voce narrante dell'intero racconto.

giovedì 30 settembre 2021

#SandiRomeTour...


…sulle tracce del Grand Tour ...!

In occasione del primo bellissimo ed indimenticabile meeting del gruppo Sanditalians tenutosi a Roma pochi giorni fa, ho scelto di raccontare 'due giorni' da turista nella città eterna ispirandomi al Grand Tour italiano tanto in voga tra gli stranieri soprattutto inglesi a partire proprio dagli anni in cui Jane Austen visse.

The Travelling Companion
The Traveling Companion by August Leopold Egg (1862)

Sebbene le origini di questo viaggio risalgono al XVI secolo è nel tardo 1700 e fino al 1900 che il Grand Tour raggiunse il culmine della notorietà. 

Generalmente segnava una tappa importante per la vita di giovani rampolli aristocratici che venivano nel nostro paese per completare gli studi attirati dall’enorme patrimonio storico artistico degli antichi monumenti dell'antichità classica, del barocco e del rinascimento. Erano spesso seguiti da un tutore, una persona che poteva fungere da precettore e accompagnatore. 

Tra i viaggiatori vi erano anche artisti, studiosi, letterati, diplomatici, pittori, scultori …tutti ambivano a visitare le città italiane che offrivano tesori d'arte inestimabili ed erano fonte di ispirazione artistica per le loro opere.

Lo stesso Edward Austen, fratello di Jane Austen, adottato in giovane età dalla ricca famiglia Knight, fece il suo Grand Tour tra il 1786 e il 1790 all’età di diciotto anni . 

Ricordi di questo suo viaggio sono il The Grand Tour Journal e il  famoso dipinto esposto a Chawton House che lo ritrae all’età di ventuno anni con uno sfondo di templi e rovine tipicamente italiane. 

Edward Austen Knight

Roma rappresentava una delle tappe più prestigiose del Grand Tour perchè era considerata il centro di tutta la civiltà occidentale ed offriva la possibilità di ammirare e studiare tutte le arti, da quella classica al barocco e al rinascimento.

L'itinerario che vi riporto di seguito, 'breve ma intenso' (di soli due giorni!), è ovviamente dedicato al nostro meeting e credo che #SandiRomeTour sia un buon titolo da attribuirgli!:) 

Keats and Shelley House

Piazza  di Spagna

Prima tappa la Keats and Shelley House di Piazza di Spagna, un delizioso museo dedicato ai poeti romantici inglesi che, sulle orme del Grand Tour dedicato ai percorsi dell’arte italiana nei secoli, viaggiarono nel nostro bel paese tra il ‘700 e l’800.

Ritratto di John Keats 
Joseph Severn

La casa è famosa soprattutto per essere stata l'ultima dimora di John Keats, che qui morì nel nel febbraio del 1821, all'età di soli 25 anni assistito dal suo amico pittore Joseph Severn. 

Ma il giovane Keats non venne Italia in quel lontano inverno del 1820 per visitare opere d’arte ma bensì per cercare aria mite in grado di curare la tubercolosi che sempre più si impadroniva del suo corpo.


Interno della Keats and Shelley House

Nel museo, ricco di cimeli, ritratti, prime edizioni, lettere, si respira un’aria ottocentesca anche se ovviamente è stato ristrutturato negli anni successivi a Keats. 

Da visitare un delizioso terrazzino affacciato proprio sulla scalinata, una library room con una delle più belle biblioteche di letteratura romantica del mondo (sono più di ottomila volumi!) , due stanze con libri e bacheche ricche di cimeli e memorie ed infine la camera con il letto in cui John morì affacciata proprio sulla scalinata di trinità dei Monti (al fianco del letto è visibile la sua maschera funeraria). 

Non mi risulta che Jane Austen e Keats si siano mai incontrati, ma i due, sebbene con vent’anni di età di differenza l’uno dall’altro, hanno vissuto nello stesso tempo e Keats è morto appena quattro anni dopo di lei.

La stanza di John Keats

Nonostante la giovane età Keast ha lasciato un'eredità letteraria di grandissimo valore tanto da collocarlo  nell’olimpo dei più grandi scrittori romantici. 

Siamo state un piccolo gruppo di visitatrici ed entrare nel museo è stato come fare un piccolo viaggio nel tempo di inizi '800. !

Babingtons Tea Rooms

Piazza  di Spagna


Piazza di Spagna, esterno della Babington's Tea Rooms

All’uscita della Keats and Shelley Home c’era invevitabilmente ad accoglierci la Babington's Tea Rooms, la sala da tè situata proprio nella piazza di Spagna e dove si ripercorre il rito del tè inglese e si rivive un po’ l’atmosfera di inizio ‘900. 

Seppur lontani dall’epoca della Austen, questa sala da tè (aperta nel 1893) contribuisce a rafforzare il giusto english mood dell'intero gruppo Sanditalians.

Nata dall’idea di due audaci signorine inglesi di buona famiglia la sala da tè Babington venne spostata a Piazza di Spagna solo un anno dopo la sua apertura in quello che era definito ‘il ghetto inglese’. 

La sala 'riscosse un immediato successo sia perché l’Italia era per gli inglesi la meta del Grand Tour sia perché si inseriva in una Roma che festeggiava il Giubileo e le nozze d’argento dei reali Umberto e Margherita e nella quale affluivano capi di stato ed esponenti dell’aristocrazia e del bel mondo internazionale' (fonte sito babingtons.com)

Oserei definire la Babington's Tea Rooms una tappa d’obbligo per un raduno austeniano come il nostro, evocativo del tempo e dello stile British.  

Galleria Doria Pamphili

(Via del Corso)

Galleria Doria Pamphilj

Sul finire della giornata, a calar del sole e nel pieno della cosidetta golden hour, ci apprestiamo a visitare la Galleria Dora Pamphilj che oltre ad essere ubicata in un bellissimo palazzo nel pieno del centro storico romano ha un’incredibile collezione privata di quadri e opere d’arte!  

Quella dei Doria Pamphilj Landi è un'illustre famiglia di antica nobiltà genovese e romana. Vanta nell’albero genealogico un papa, cardinali, principi ed oggi è una delle poche famiglie dell'aristocrazia romana a conservare i suoi possedimenti, palazzi e tesori privati.

Galleria Doria Pamphilj

La Galleria Pampilj Doria con i suoi innumerevoli capolavori esposti, è stato un altro dei luoghi incredibili di questa #SandiRomeTour. Impossibile soffermarsi su tutti gli oggetti ma quando l’arte ti circonda in tal magnificenza le sensazioni di grandezza e di bellezza di avvolgono tutta!

Mi tornano in mente i versi di Keats…’A thing of beauty is a joy forever’…!

La nostra admin del gruppo Annalisa ed io ci siamo godute questo tour ‘rubato’ ai ritmi incalzanti del nostro Sanditalians meeting!:)

Galleria Doria Pamphilj

Ed eccoci a sognare un ballo nella bellissima sala ove ancora troneggia un arpa ferma nel tempo! L’opulenza delle sale riccamente adornate con capolavori di ogni manifattura e provenienza, testimonia l’amore per l’arte e l’importanza della famiglia Doria Pamphilj  che di generazione in generazione ha saputo conservare e tramandare l’inestimabile patrimonio di beni.

Villa dei Quintili

(via Appia Antica)

Villa dei Quintili

Ma se il Grand Tour è dunque un viaggio di formazione, allora è d’obbligo anche una visita alle rovine romane che in questa città abbondano in ogni dove e il cui fascino rappresentò  un’attrazione irresistibile dal '700 in poi.

E così, questa volta in compagnia di Benedetta, siamo partite alla volta della Villa dei Quintili, un’enorme domus estesa in un immenso parco proprio al confine sull’Appia Antica.

Si tratta di un complesso di vastissime dimensioni attribuito come proprietà ai fratelli Quintili membri di una famiglia senatoriale di antica tradizione, vissuti alla fine del II sec d.C.  

Villa dei Quintili

Ricchi proprietari terrieri ebbero incarichi per conto dell’imperatore Marco Aurelio tali da consentire ai fratelli una carriera politica importante. Uniti in vita ma anche nella morte che avvenne per mandato dell’imperatore Commodo intorno al 182 d. C.

Via Appia Antica

La villa è davvero molto bella e affaccia proprio sull’Appia Antica che tra ville, vecchie rovine, insegne, tombe, è uno dei tratti di via romana più suggestivi da visitare!.

Il Gran Ballo

(Casa Caburlotto)

E’ proprio come un Grand Tour di tutto rispetto eccoci al ballo finale! 


Eh sì, tra le tantissime cose belle del nostro Sanditalians Meeting il ballo è stata proprio una ciliegina sulla torta. Se ami Jane Austen impossibile che almeno una volta nella vita non hai sognato di ballare come un'eroina dei suoi romanzi!! (ancor di più con un Darcy Fitzwilliam o un Sidney Parker come cavalieri!). 

Jane Austen amava i balli e li usa spesso nei suoi romanzi. Poiché gli schemi dei passi e dei movimenti erano spesso complicati richiedevano molta pratica. Il protocollo era ben codificato e i codici di comportamento rigorosi (per fortuna c'erano dei manuali per imparare  tutto!)

Grazie al maestro Paolo Di Segni, abbiamo avuto l'opportunità di muovere anche noi Sanditalians  i primi passi nei balli Regency. Siamo proprio all’inizio del Meeting è qual miglior modo di iniziare se non con il Northdown Waltz?

Balli Regency a Casa Caburlotto!

Complicato? ...abbastanza sopratutto all'inizio...poi è tutto in discesa!! :)

La storia del valzer risale infatti al 1500 ma divenne di moda a Vienna intorno al 1780, diffondendosi in molti altri paesi e, negli anni a seguire, anche in Gran Bretagna. Durante il periodo della Reggenza non fu considerato socialmente accettabile e fu oggetto di diatribe, caricature e barzellette anti-valzer ('ribelle ed indecente' lo descriveva l'Oxford English Dictionary!)

Fu comunque una danza rivoluzionaria che entrò nelle sale delle Assembly Rooms ove si riunivano le classi alte per i loro intrattenimenti. 

Questo ballo, come tutte le cose che abbiamo fatto, visto e detto in questi giorni è stato fantastico!:)

Un grazie  di  cuore alle organizzatrici del meeting del gruppo Sanditalians e a tutte le fans #Sidlottedonne tenaci, appassionate, audaci, temerarie e innamorate perse di ...Sidney…pardon… di Jane Austen & Co.!:)  che hanno contribuito a rendere questa esperienza unica e che speriamo sia ripetibile nei prossimi compleanni che verranno!:)



domenica 19 settembre 2021

Diari dal Lake District


Oggi vi racconto dei Grasmere Journals di Dorothy Wordsworth uno dei bellissimi diari scritti in Inghilterra tra la fine del 700 e gli inizi dell'800.
Questa volta la scrittrice non è un'affermata autrice, ma bensì una donna che scrive per sé, lontana dall'idea della pubblicazione dei testi, e per conservare la memoria delle azioni quotidiane come fonte di ispirazione alle celebri composizioni di suo fratello William Wordsworth fondatore del Romanticismo e del naturalismo inglese.

Dal maggio del 1800 al gennaio del 1803 Dorothy Wordsworth, raccontò la sua vita a Dove Cottage, la casa a Grasmere nel Lake District in cui abitò con il fratello per otto anni e mezzo. 

Dorothy nacque a Coketown il giorno di Natale del 1771. La prematura scomparsa dei genitori la costrinse a separarsi dai fratelli a soli sette anni e ad iniziare ad essere ospitata da diversi parenti negli anni successivi. 


A soli ventotto anni il trasferimento a Grasmere nel Dove Cottage  fu decisivo per lei (William ne aveva uno solo in più!). Per entrambi fu l'inizio di una nuova vita e finalmente poterono avere una casa e vivere insieme in modo indipendente. Vissero nel cottage da 1799 fino al 1808. 

I racconti, conservati in taccuini, oggi sono pubblicati come un vero e proprio diario che in questo post vi propongo in due bellissime edizioni: quella di Sellerio,  in italiano, piccolo gioiello di questa casa editrice palermitana e l'edizione inglese pubblicata da Diamond & Book negli anni '90 con incantevoli illustrazioni. 

La lettura di queste memorie è un vero viaggio nell'epoca e nella vita quotidiana di una donna dell'800 sullo sfondo delle profonde trasformazioni sociali ed economiche che il paese attraversava. 

Ella nonostante il ruolo sociale della donna fosse estremamente rigido e limitato,  riuscì ad avere una vita libera ed indipendente anche se non volle mai considerarsi una scrittrice e visse per lo più all'ombra del fratello.



Il racconto delle loro giornate si sussegue con ritmi tranquilli e idilliaci: tante passeggiate nella campagna inglese, piccole faccende domestiche, le letture, le chiacchiere davanti al fuoco, le torte e le tazze di tè, le giornate in compagnia di amici, gli incontri con l'amico Samuel Taylor Coleridge, ma anche le sofferenze fisiche (Dorothy ebbe una salute precaria e gli ultimi anni della sua vita furono attraversati da una grave malattia). 
Tutto è testimonianza di uno stile di vita sobrio condotto agli albori della modernizzazione.




Di sua sorella Dorothy, William sciveva "I miei occhi, le mie orechie",  un tributo alla capacità che ella aveva di notare il mondo che li circondava.

I diari sono stati una fonte preziosa per  i biografi del poeta perché offrono un punto di vista  decisamente privilegiato, fatto da una persona che gli sta accanto tutti i giorni e che lo ritrae come uomo e non solo come scrittore.

Poco dopo il matrimonio di William con Mary Hutchinson nell'ottobre del 1802, Dorothy terminò la scrittura dei diari (molto bella la descrizione della giornata!) ma continuò a prendersi cura della casa e dei figli della coppia. 

I quattro piccoli taccuini  rimasero pressoché sconosciuti fino al 1930, quando un 'altra celebre scrittrice, Beatrix Potter, autrice di un altro diario davvero unico, acquistò il Dove Cottage e ritrovò i  taccuini di Dorothy. Nel 1933 furono pubblicati per la prima volta con il titolo Grasmere Journal.

Penso che leggere questi diari è un po' come vedere il Lake District attraverso gli occhi di Dorothy.

Oggi il Dove Cottage è un museo che evoca la vita dei celebri inquilini con arredi, manoscritti, giornali e libri (link).