lunedì 30 luglio 2018

EmilyBrontë2018



Emily Brontë nacque a Thornton nello Yorkshire nel Nord Est dell’Inghilterra. Era il 30 luglio 1818. A duecento anni dall’evento l’autrice è celebrata ovunque con grande e meritato rispetto e ammirazione.
Quinta di sei figli, Emily fu un personaggio complesso ed ancora oggi per molti aspetti misterioso.
Impossibile scindere la storia di questa giovane donna dai luoghi in cui ella visse: il legame profondo con la sua amata brughiera fu il motivo per cui ogni volta che tentò di allontanarsene perdeva un pezzo di se stessa ed era costretta a tornare. 
Emily e le sue sorelle vissero in tempi difficili: lavoravano come istitutrici per far fronte alle necessità, si presero cura di padre vedovo e poi anziano, impararono a far fronte alle difficoltà del loro fratello e a nascondere il loro grande amore per la scrittura.
Tra le tante pubblicazioni dedicate all’universo bronteano, una in particolare ci ‘accompagna’ in un viaggio alla scoperta della geografia e degli spazi attraverso cui Emily ha reso possibile la scrittura del suo capolavoro Wuthering Height (Cime tempestose). 



Due autrici giovani ed appassionate studiose bronteane, Selene Chilla e Serena Battista in ‘E sognai cime tempestose, Viaggio nei luoghi del romanzo di Emily Bronte', edito dal Archelinga Edizioni, raccontano di Emily direttamente dalla ‘sua’ brughiera in una sorta di reportage attento e fedele ai luoghi e ai fatti conosciuti e ascoltati dalla voce degli abitanti di Haworth, degli studiosi e degli esperti della zona. 
A mio parere il grande merito di questo saggio e quello di mettere un po’ di chiarezza sui luoghi di Cime Tempestose ripercorrendo quelli che dalla realtà sono passati nella finzione.
Siamo nel Nord dell'Inghilterra e Wutheringh Height e Thrushcross Grange, le case del romanzo, prendono forma in antiche dimore e rovine tutt'oggi esistenti. 
Il saggio è un viaggio magico nella brughiera dello Yorkshire, in un tempo della lettura sospeso tra passato e presente, alla ricerca di elementi preziosi per conoscere, approfondire, curiosare nella vita di questa memorabile scrittrice. Compagna di viaggio è la natura impetuosa e selvaggia, protagonista di Cime Tempestose alla pari dei personaggi.
Immagine tratta dal blog
 ‘The Sisters’ Room, A Bronte Inspired Blog’
Grazie a questo saggio scritto a quattro mani possiamo avere davanti a noi un’immagine più chiara e reale dei luoghi, cosa non facile considerando che Emily stessa fuse e mescolò elementi di diversi posti. Alcune fotografie a colori, scattate dalle stesse autrici, rendono ancora più chiaro il percorso letterario. 
Bravissime Serena e Chilla a descivere i tratti caratteriali di Emily in parallelo con la natura che la circondava! 
Personalmente non sono mai stata ad Haworth e vi assicuro che, dopo aver tanto sognato una viaggio in questa terra, oggi quasi mi sembra di averlo fatto!
L’introduzione al saggio è curata da Maddalena De Leo, referente italiana della Bronte Society. Una bibliografia e una sitografia sono inserite alla fine del libro. 
Per saperne di più potete seguire il blog di Serena e Chilla ‘The Sisters’ Room, A Bronte Inspired Blog’ nelle due versioni italiana ed inglese.

giovedì 5 luglio 2018

Summer


It is summer! it is summer! how beautiful it looks!
There is sunshine on the old gray hills, and sunshine on the brooks
A singing-bird on every bough, soft perfumes on the air, 
A happy smile on each young lip, and gladness everywhere.

sabato 30 giugno 2018

Emily Brontë, una prima biografia.




Nel 1883 fu pubblicata una prima biografia di Emily Brontë scritta da Agnes Mary Frances Robinson, scrittrice, giornalista, poetessa ed autrice di varie biografie di personaggi famosi, nata in Inghilterra nel 1857 e vissuta in varie città europee. 
Erano trascorsi trentacinque anni dalla morte di Emily e trentasei dalla pubblicazione del suo unico romanzo Wuthering Heights (Cime Tempestose)  e la Robinson, con la questa biografia, volle riscattare Emily dopo anni di scarsa considerazione poiché, come ella scrisse, “morì prima che una sola parola di degno plauso l’avesse raggiunta” (cit. Introduzione, pag 21)
Il testo è stato per la prima volta tradotto in italiano dalla prof. Maddalena De Leo, docente di lingua inglese, studiosa nonché socia della Brontë Society e referente della Sezione Italiana della Brontë Society, per l'occasione del bicentenario della nascita di Emily Brontë che ricorre il prossimo 30 luglio. La pubblicazione è a cura dell'editore L'ArgoLibro (per info sull'acquisto potete cliccare su questo link).



Nell’introduzione al libro della Robinson la prof. De Leo spiega con dovizia di particolari la genesi del libro che, a partire dalla sua pubblicazione e diffusione, contribuì al riscatto della  figura di Emily e rese le tre sorelle Brontë ‘figlie del vento e della brughiera’ (cit. pag 11). 

In 18 capitoli Agnes M. Robinson ricostruisce la vita di Emily Brontë  (pur tralasciando, per mancata conoscenza, alcune informazioni giunte fino a noi da altre fonti). Racconta di aneddoti quotidiani conosciuti anche attraverso i ricordi di Ellen Nussey, l’amica carissima di Charlotte alla quale la Robinson chiese testimonianza come persona vicinissima alla famiglia Brontë.   

Ritratto di A. Mary F. Robinson (Madame Duclaux) 
Emily Brontë nacque a Thornton nello Yorkshire, quinta di sei figli del rev. Patrick Brontë e di Maria Branwell. Visse in una condizione sociale complessa e difficile e più volte si allontanò dal suo paese per poi ritornare sempre con grande nostalgia alla canonica ove la famiglia risiedeva. Alta e muscolosa, questa giovane ragazza sotto un'apparenza di vita e di forza nascose dolore, sofferenze e i segni di una malattia inesorabile.
Emily fu impetuosa come la brughiera in cui visse, indomabile come il vento, irrequieta come una tempesta, ma nello stesso tempo fu paziente verso gli altri, serena nelle avversità ed altruista fino alla fine dei suoi giorni. Seppe accudire la casa in cui visse e la sua famiglia alla maniera di una madre premurosa affrontando il suo destino con audacia senza mai risparmiare se stessa al dolore e alla passione. 
Come far ricredere i critici dell’epoca che non videro nel genio di Emily la forza della sua scrittura? Ecco che la Robinson scrive di Emily ‘per’ Emily e inizia a spianare la strada per affidare all’immortalità la genuinità di questa giovane scrittrice e dare finalmente merito alla sua opera nel panorama letterario inglese. 
Emily ‘vede meno ma quel che vede è assolutamente reale: nessun scrittore ha mai descritto la brughiera, il vento, il cielo, con tale appassionata veridicità’ (cit. Introduzione, pag.18)

Ritratto di Emily Bronte
Wuthering Heights, unico romanzo scritto da Emily Brontë, rimane ancora oggi un testo letterario unico e prezioso. I protagonisti, belli e dannati, hanno un fascino misterioso e forse autobiografico. Chi era Heathcliff, il diabolico protagonista? C’è chi in lui vede l’anima di Branwell, lo sfortunato fratello di Emily che consumò la vita tra fallimenti, delusioni e sregolatezze. E quanto dell’anima ribelle di Cathy corrisponde a quella di Emily? E se Branwell e non Emily avesse scritto Wuthering Height? (la Robinson confuta questa tesi!) . 
Un pensiero mi torna spesso in mente ed è quello che Charlotte, Emily ed Anne, con la scrittura dei loro capolavori hanno inconsapevolmente tracciato la trama del più grande dei loro romanzi: quello delle loro brevi, sfortunate ma pur sempre geniali vite.


"Non è vile la mia anima,
Non trema nella tempestosa sfera del mondo
Vedo risplendere la gloria celeste
Risplende così la mia fede armandomi contro ogni paura"
Emily Brontë

"No coward soul is mine 
No trembler in the world's storm-troubled sphere 
I see Heaven's glories shine 
And Faith shines equal arming me from Fear"
Emily Brontë

martedì 6 marzo 2018

6 Marzo 1906

The Nature Notes of an Edwardian Lady, Edith Holden, 1905
March, 6 1906
"Tonight a Toad was discovered jumping about in the hall; it must have come in through the garden door which has been standing open all day. Another day of bright sunshine. The leaf -buds in the hedges have been making wonderful progress these last three days of sunshine and the Elm blossom has opened outwide, showing all its little anthers and filament. In the morning I visited the field where the daffoddilf grow; the buds are all standing up above the grass, standing up straight like little green lance-heads among their spears of blue green leaves".
The Country Diary of an Edwardian Lady, Edith Holden, 1906

The Country Diary of an Edwardian Lady, Edith Holden, 1906

6 Marzo 1906
"Stanotte abbiamo trovato un rospo che saltellava qua e là nell'anticamera: deve essere entrato in casa dalla porta sul giardino che è rimasta aperta tutto il giorno. Altro giorno di sole splendente. Le gemme delle foglie sulle siepi hanno fatti grandi progressi in questi tre ultimi giorni di sole e i fiori dell'olmo si sono completamente aperti, mostrando le piccole antere e i filamenti.   In mattinata sono andata nel campo dove crescono le giunchiglie; i boccioli si ergevano sopra l'erba, si ergevano ben diritti come minuscoli verdi lance sui germogli delle loro foglie verdi-azzurre".
(tratto da "Il Diario di Campagna di una signora inglese del primo novecento", Edith Holden 1906)

The Country Diary of an Edwardian Lady, Edith Holden, 1906


lunedì 5 marzo 2018

Geordie


Le ballate medievali hanno un fascino incredibile! Sono un vero 'viaggio' nel tempo, in un mondo arcaico misterioso e sconosciuto!
Una in particolare ha suscitato la mia attenzione: quella di Geordie, un racconto la cui data di composizione risulta sconosciuta, molto diffusa in Gran Bretagna tanto da avere diverse  versioni ad opera di vari autori.
La storia racconta di un giovane cacciatore di frodo che viene condannato per il suo reato di bracconiere. La ballata è recitata da un narratore e racconta dell'incontro con una giovane donna, già madre di diversi figli e nuovamente incinta, che si sta recando verso Londra dal suo amato Geordie per tentare di salvarlo dalla condanna. Ma il destino del giovane Geordie è segnato e l'unico 'privilegio' che avrà sarà quello di essere impiccato con una corda d'oro (probabilmente egli proveniva da una famiglia aristocratica).


Peter Nevins, Album Art for Child Ballads
by Anais Mitchell and Jefferson Hamer (link)
Amore ma anche aspetti sociali dell'epoca spuntano da queste poche righe tramandate nei secoli. Il tema del bracconaggio era molto ricorrente in un periodo in cui foreste e boschi rappresentavano una fonte di sopravvivenza per le classi più povere mentre per quelle nobili erano il luogo del divertimento della caccia (e guai a chi invadeva i loro campi!). 
Le condanne erano molto severe e spesso non perdonavano la vita ai cacciatori di frodo anche se in alcuni casi (come quello di Geordie) erano gli stessi nobili dediti ad una vita più sregolata.



La storia è vera e pare si ispirata a quanto accaduto a George Gordon conte di Huntly...
"La vicenda di Geordie sembra avere un fondamento storico: si tratta, secondo un'ipotesi, della storia di George Gordon, conte di Huntly, che fu condannato a morte come traditore nel 1589 per essersi ribellato contro Giacomo VI, re di Scozia. Per intercessione della famiglia fu liberato previa consegna di un riscatto; è probabile che Giacomo VI attraverso tale concessione abbia voluto evitare lo scontro con la famiglia di George, da sempre potente alleata della Corona".(tratto da Wikipedia.it)
E' incredibile quanta storia possiamo trovare anche in una singolo testo! Molto bella (e altrettanto famosa è quella di Lord Randall musicata da Bob Dylan) che tratta il tema dell'amore e morte attraverso le domande che una mamma pone al figlio probabilmente  avvelenato dalla sua amata. 


Tra le tante versioni musicali di Geordie mi piace quella liberamente tradotta da Fabrizio De Andre' e cantata con la figlia Luvi durante il live al Teatro Brancaccio di Roma nel 1998). 
(La canzone fu incisa in prima battuta in duetto con Maureen Mix che in una bella intervista, racconta l'origine di questo loro lavoro insieme).



Geordie
Mentre camminavo lungo il ponte di Londra
una nebbiosa mattina
sentii una bella fanciulla
piangere per il suo Geordie.
Oh, il mio Geordie sarà impiccato con una catena d’oro,
non è una catena per molti.
Egli era nato di stirpe reale
e innamorato di una dama virtuosa.
Sellate il mio cavallo bianco come il latte,
sellate il mio pony,
cavalcherò fino alla corte di Londra
ad implorare per la vita di Geordie.
Oh, il mio Geordie non rubò mai né una mucca né un vitello
non fece male a nessuno.
Rubò sedici cervi del Re
e li vendette a Bohenny.
Due bei bambini ho fatto nascere
e il terzo lo ho ora in grembo.
Liberamente lascerei ognuno di loro
se voi risparmiaste la vita di Geordie.
Il giudice guardò dalla sua spalla sinistra
e disse alla fanciulla: “Mi spiace per te
mia dolce fanciulla, siete venuta troppo tardi
perché lui è già stato condannato”.
Oh, il mio Geordie sarà impiccato con una catena d’oro,
non è una catena di molti.
Rubò sedici cervi del Re
e li vendette in Boemia. 


As I walked out over London bridge
one misty morning early
I overheard a fair pretty maid
was lamenting for her Geordie
Ah, my Geordie will be hanged in a golden chain,
this is not the chain of many.
He was born of king’s royal breed
and lost to a virtuous lady
Go bridle me my milk white steed,
go bridle me my pony,
I will ride to London’s court
to plead for the life of Geordie.
Ah, my Geordie never stole nor cow nor calf,
he never hurted any.
Stole sixteen of the king’s royal deer
and he sold them in Bohenny.
Two pretty babies have I born
the third lies in my body.
I’d freely part with them every one
if you’d spare the life of Geordie.
The judge looked over his left shoulder,
and said fair maid: “I’m sorry for thee,
my pretty fair maid, you have come too late,
for he’s condemned already”.
Ah, my Geordie will be hanged in a golden chain,
this is not the chain of many.
Stole sixteen of the king’s royal deer,
and he sold them in Bohemy.