venerdì 20 marzo 2020

The Edwardian Lady

Storia di una Lady edoardiana nell'Inghilterra di inizio '900.




I diari sono una delle mie passioni. Negli anni ne ho collezionati diversi, tutti scritti tra 1800 e il 1900. Difficile classificare il più bello tutti!. Probabilmente viene da dire quelli di Edith Holden (ne scrisse ben due!) perché il racconto delle sue giornate è in perfetta sintonia con i disegni realizzati della flora e della fauna che lei, da inestimabile naturalista, osservava. 
Ma se Edith Holden ha offerto una immagine viva e dettagliata del tempo trascorso nella campagna inglese, altre autrici hanno testimoniato la loro esperienza di vita in diversi racconti. 


Una di queste è Susan  Tweedsmuir una lady edoardiana nata a Londra il  20 Aprile  1882 in una famiglia ricca e facoltosa. Per parte di padre era cugina dei Duchi di Westminster e pronipote del primo duca di Wellington e discendente dei Grovesnor una delle famiglie più blasonate e ricche d’Inghilterra! Sua madre Caroline Susan Theodora Stuart-Wortley aveva un’indole artistica  e discendeva da una famiglia di altrettanto politici , ricchi ed illustri.
Nel 1907, Susan sposò John Buchan, uno scrittore scozzese giornalista, editore e politico, con il quale ebbe quattro figli. Buchan fu un autore molto prolifico ma probabilmente il suo romanzo più famoso è i "Trentanove scalini " di cui Alfred Hitchcock  ha realizzato un film nel 1935.




Anche Susan Tweedsmuir fu una scrittrice come del resto la madre. Scrisse una dozzina di libri e opere teatrali, tra cui biografie di Lord Wellington e un libro di memorie di suo marito. The Edwardian Lady è una sua biografia, il racconto della sua adolescenza in una agita famiglia edoardiana fino all’età adulta (ed. Gerald Duckworth & Co. Ltd, 1966)
E’ un testo ricco di informazioni su fatti e personaggi dell'epoca. (Attenzione: libro solo in inglese!)



Quella di Susan fu quindi una famiglia ben inserita nella vita mondana dell'epoca: sua madre era amica di molti scrittori, tra cui Gertrude Bell, Vernon Lee, Elizabeth Robins e Mary Augusta Ward; la cerchia di amici di suo padre comprendeva artisti come William Morris ed Edward Burne-Jones o il ricercatore sociale Charles Booth, che divenne famoso per il suo studio sulla povertà londinese. Entrambi erano amici del padre di Virginia Woolf, Lelsie Stephen, che era un visitatore abituale dei Grosvenor nella loro casa di Londra in 29 Upper Grosvenor Street e a Moor Park, nella bellissima residenza di famiglia dei nonni di Susan, costruita in stile palladiano nell'Hertfordshire.



Insomma le frequentazione dei Grovesnor erano di un certo conto ma pur frequentando tanti politici, intellettuali, scrittori, la sua educazione fu rispettosa dei pregiudizi e dei condizionamenti dell'epoca: banditi i libri francesi eccetto quelli 'innocui'(!). Balzac, de Montpassant e Flaubert concessi solo alle donne sposate, ok per George Eliot (ma non Adam Bede!)  per citarne solo alcuni (un intero capitolo è dedicato ai libri!).





A sorpresa per i sui ambienti esclusivi, Susan scelse per marito un uomo che non apparteneva all'alta società di Londra: lo scozzese John Buchan figlio di un pastore presbiteriano e lontani dalla classe aristocratica.
Inizialmente la coppia viveva a Londra, ma nel 1919 dopo la nascita dei loro quattro figli - Alice (1908–1993), Johnnie (1911–1944), William (1916–2008) e Alastair (1918–1976) - si trasferirono a Elsfield Manor, una tenuta a nord di Oxford con oltre 80.000 metri quadrati di terreno.
Il giardino della tenuta ispirò le ambientazioni della narrativa di John. Negli anni tra il 1920 e il 1930 tantissimi amici erano intrattenuti ed ospitati nella villa. Tra questi T.E. Lawrence, Robert Graves e Virginia Woolf. Nel 1953, tredici anni dopo la morte di John  Buchan la proprietà fu messa in vendita ed acquistata da Miriam Rothschild membro della famiglia dei famosi banchieri.


Elsfield Manor, Oxfordshire
Nel 1935 John Buchan fu nominato Governatore Generale del Canada e primo Lord Tweedsmuir; Susan Buchan divenne quindi  "Vicereine" del Canada. 
La coppia intraprese lunghi viaggi attraverso il territorio canadese. Dai loro cammini sulle montagne della British Columbia sulle orme dell'esploratore Alexander Mackenzie rimane un diario di viaggio che  pubblicarono sul National Geographic. 
Lady Twedsmuir in Canada lasciò una grande eredità con il suo programma di diffusione della cultura. Tra il 1936 e il 1940 inviò circa 40.000 libri alle lettrici delle aree più rurali del provincie del Canada occidentale e e come membro onorario dell'Associazione femminile dell'Ontario sostenne le pubblicazioni conosciute come "The Tweedsmuir Village Histories" un'incredibile raccolta di storia locale, scritte dai membri degli istituti femminili dell'Ontario. 
Non solo raccolsero e preservarono articoli di giornali, fotografie, storie istituzionali, prosa letteraria e arte, ma usarono anche storie orali come mezzo per registrare il passato. 
Questi libri sono diventati una finestra sul passato, fornendo dettagli sulla vita rurale dell'Ontario  per le generazioni presenti e future. 


John Buchan e famiglia a Elsfield Manor, Oxford, c. 1934.
Le sue memorie sono apparse in tre volumi: "The Lilac and the Rose" (1952) - ricordi dall'infanzia al matrimonio con John Buchan, "A Winter Bouquet" (1954) - ricordi del tempo con John Buchan e "The Edwardian Lady " ultimo volume dedicato a sua figlia Alice.


lunedì 24 febbraio 2020

The Last Kingdom



Destiny is all. Il fato e tutto. 
Questo è il motto di The Last Kingdom una serie tv che per gli appassionati di saghe storiche è un appuntamento da non perdere!
Dopo mesi di assenza da questo blog, torno oggi a scrivere a proposito di una serie tv che mi è piaciuta tanto e ora, dopo due anni di attesa, dallo scorso novembre è disponibile su Netflix la terza stagione! 
Adoro questa produzione perché è un un vero viaggio nell'Inghilterra del IX secolo. 
L'origine della sceneggiatura sono Le storie dei re sassoni  (The Saxon Storiesscritte da Bernard Cromwell, scrittore britannico apprezzato in tutto il mondo per i suoi romanzi d'avventura e quelli storici. 
La storia è ambientata nel IX secolo quando l'Inghilterra era divisa in sette regni separati. Sono i tempi dell'invasione dei regni anglosassoni da parte dei danesi e della relativa riconquista iniziata da Alfredo il Grande che portò alla nascita del Regno d'Inghilterra prima della conquista normanna del 1066.

Uhtred di Bebbanburg (Alexander Dreymon)
Le terre anglosassoni vengono attaccate, saccheggiate e governate in molte aree dai danesi vichinghi e il regno del Wessex rimane l'ultima grande roccaforte contro gli invasori. 
Il protagonista del racconto è un nobile del Regno di Northumbria, Uhtred di Bebbanburg, un guerriero di origine sassone rapito e allevato dai Vichinghi come se fosse uno di loro. Considerato sassone dai danesi e danese dai sassoni, Uhtred (Alexander Dreymone) è un personaggio immaginario e il suo castello di Bebbanburg non è altro che il bellissimo Castello di Bamburg nel Northumberland. 


Bamburg Castle (fonte)
La trama della prima stagione è tratta approssimativamente dalle storie dei romanzi L'ultimo re e Un cavaliere e il suo re (abbreviate per fini televisivi); la seconda stagione copre la trama dei romanzi I re del nord e Il filo della spada mentre la terza stagione è tratta da Il signore della guerra e La morte dei re
Bellissime sono le ricostruzione storiche delle scene girate principalmente nei Korda Studios nei pressi di Budapest. 



I miei approfondimenti
Fonte di inesauribile valore per la storia e per le notizie riportate sono le Anglo - Saxon Chronicles un insieme di annali che costituiscono la testimonianza più illustre ed autorevole della storia antica dell’Inghilterra. 
Le Chronicles hanno un inestimabile valore storico: il manoscritto originale fu molto probabilmente commissionato proprio da Re Alfred e fu quindi scritto nel Wessex. Salito al trono nel 871 alla morte del fratello, Alfred fu un re interessato alla conoscenza e alla storia. Il suo regno fu attraversato dalla continua minaccia Danese.  
Diverse copie delle Chronicles furono poi distribuite in vari monasteri inglesi che continuarono ad aggiornare i fatti in maniera indipendente gli uni dagli altri fino al 1154.
Monaci amanuensi hanno contribuito alla creazione di questo preziosissimo gioiello dell'editoria antica che è la fonte storica più importante per il periodo vissuto in Inghilterra tra la partenza dei Romani e i decenni che seguirono la conquista dei Normanni.
Non solo le Chronicles contengono informazioni storiche esclusive ma rappresentano anche un documento di inestimabile valore per la storia della lingua inglese.


Questa è la versione delle Chronicles che ho comprato nella storica libreria Strand di New York. Un vero gioiello che permette di capire in maniera chiara e semplice, anche con fotografie e immagini a corredo, gli eventi riportati (attenzione: libro in inglese!)

I re del regno del Wessex e quelli scandinavi

Foto di un gioiello appartenuto ad King Afred
con l'incisione 'Alfred had me made'
A mio parere un testo veramente bellissimo per chi vuole leggere le Chronicles in una lingua  moderna e quindi facilmente comprensibile e per chi vuole avere info anche fotografiche sui reperti, studi, mappe dell'antica storia anglosassone. 

Il mio viaggio in The last kingdom finisce qui. Ho ancora da vedere gli ultimi episodi della serie tv e questa pausa di lettura mi è servita a conoscere meglio il fatti dell'epoca superando quel confine lieve, ma pur sempre confine, che isola la fiction dalla realtà:)


domenica 23 febbraio 2020

Calendari da collezione


Se anche voi come me avete una discreta collezione di calendari e cercate sempre l'occasione di 'riciclarli', sbirciate nell'anno 2015 è quello giusto dal prossimo primo marzo in poi!!:)



giovedì 31 ottobre 2019

DowntonAbbeyMania

I miei perché su Downton Abbey film e serie TV...


Dopo anni di scarso pubblico oggi, grazie al film Downton Abbey, l'Italia scopre una delle serie Tv più acclamate (e più viste!) degli ultimi anni. Mi vien da dire...meglio tardi che mai!!
Con i suoi numeri da record la serie Tv Downton Abbey ha collezionato una serie di primati assoluti! Duecentoventi paesi in tutto il modo hanno acquistato i diritti di distribuzione… sei stagionicinquantadue episodi trasmessi tra il 2010 e il 2015…una quantità innumerevole di nomination (156!), vincitore di 3 Golden Globe, 15 Emmy, un totale di circa 46 premi  tutti di altissimo prestigio internazionale!  Insomma ...cosa desiderare di più?
E in Italia? Niente. O meglio... fino ad ora poco. D’ora in poi? Forse tanto!!. 

Noi che ...vedevamo Downton Abbey su Rete 4...
Downton Abbey per anni è stato per anni considerato un prodotto di ‘nicchia’ riservato ad un pubblico prevalentemente femminile, adulto e innamorato dell'Inghilterra.  Niente di più sbagliato! Le vicende partono dall'affondamento del Titanic del 1912 e affrontano i grandi cambiamenti sociali e culturali del primo trentennio del novecento. Basta solo iniziare a vederla, poi la curiosità di ognuno fa il resto e spinge a continuare puntata dopo puntata...

I motivi dello scarso successo italiano? Probabilmente diversi... qualcuno ha sostenuto che il potenziale pubblico di Downton Abbey non era quello delle emittenti televisive che l’avevano mandata in onda… (retequattro e la7) o che era una serie tutta da capire dove ‘dovevi mettere più la testa che la pancia'... Forse potremmo osare e pensare che Downton Abbey  è un condensato di cultura britannica allo stato puro e che la visione delle puntate richiede attenzione perchè è piena di sottigliezze ed è estremamente diversa da tante altre serie 'leggere' che fanno share alle volte veramente inspiegabilmente!

Intanto, mentre in Inghilterra e in Usa il pubblico impennava e mentre decine di paesi acquistavano i diritti tv, in Italia gli ascolti diminuivano di stagione in stagione… e noi, fedeli spettatrici, ogni stagione speravamo non fosse l'ultima perchè sapevamo che eravamo in poche a vederla o almeno non in quante avremmo dovute essere…


Ma alla fine abbiamo avuto la meglio e grazie ad un passaggio di consegne tra due emittenti televisive, ci siamo deliziate per ben sei stagioni con tutto ciò che Downton Abbey offriva: il tè delle cinque, le macchine d’epoca, i cambi d’abito per la cena, i cappellini, le incredibile battute di Lady Violet, i deliziosi paesi delle Costwold, il fantastico castello di Highclere, le atmosfere vintage della campagna inglese, insomma tutto fa e faceva Inghilterra d’altri tempi! 

Un tripudio di belle cose da vedere che ha fatto ulteriormente impazzire chi materialmente era già  impazzito per queste meraviglie!… 


Highclere Castle
E su tutte le citate meraviglie abbiamo assistito al trionfo assoluto del castello di Highclere, residenza dei conti Carnavaron da generazioni situato nell’Hampshire (e non nello Yorkshire come nella serie Tv)!

Il film
Oggi in tanti chiedono: ma non ho visto la serie tv posso vedere il film? Ne vale la pena? Ci capirò qualcosa? La mia risposta è: assolutamente sì! Vedetelo e non temete... 
Julian Fellows, scrittore e sceneggiatore della serie, è stato bravissimo e probabilmente molto astuto nel fare un film con un episodio a sé.
Non ha tradito i suoi ideali di partenza e ha lasciato la storia originale della serie tv così com’era aggiungendo con il film poco o quasi nulla alla vita dei personaggi ma coinvolgendoli in una nuova avventura data dalla visita al castello della coppia reale di Giorgio V e la regina Mary, i nonni dell’attuale regina Elisabetta II (la storia trae spunto da una visita realmente accaduta nel 1927!) 


(Una piccola curiosità sulla new entry del personaggio di Lady Bagshaw: nella vita reale è la moglie di Carson!:)

E chissà se Fellows, amico degli attuali proprietari di quello ha reso uno dei castelli più conosciuti e  visitati dell’Inghilterrra negli ultimi anni, non sia anche amico degli attuali conti di Harewood House, la splendida dimora che tutt'oggi è residenza della famiglia Lascelles (l’attuale ottavo conte di Harewood, è nipote di Mary di Windsor, Principessa Reale e Contessa di Harewood, figlia a sua volta di Giorgio V d'Inghilterra e della regina Mary di Teck). Ad Harewood è ambientata più di una scena!(no spoiler please!). 




Il film mette insieme tutti i personaggi che abbiamo conosciuto in questi anni: quelli dei ‘piani di sopra’,(la famiglia del conte di Grantham) e quelli dei ‘piani di sotto’ (l’incredibile schiera di fieri domestici al servizio dell’intera famiglia). 





Se non avete visto la serie tv probabilmente perdete qualche ‘pezzo’ sulla vita passata di ognuno di loro: forse non vi emozionerà il ritorno di Carson a Downton Abbey; potete non provare la tenerezza nei confronti di Tom Branson o non vi aspettate le incredibili pillole di ‘saggezza aristocratica’ di Lady Violet (da sole già valgono l’intera produzione!)…. 
Ma non per questo dovete perdere la visione del film! Anzi, può essere un incentivo affinchè vi incuriosiscano i 56 episodi mandati in onda negli anni (compresi i 'Christmas episodes'!)

Vi assicuro non ve ne pentirete: attraverserete con eleganza un pezzo del novecento inglese, proverete amore per taluni personaggi meno amore per altri, vi troverete davanti alle rigide regole della società maschilista di quei tempi (basta solo pensare ai diritti ereditari riservati ai primogeniti), ai problemi di un intera classe aristocratica che con l’inizio delle prima guerra mondiale vede l' avvicinarci del suo inesorabile declino, vedrete i matrimoni combinati tra ricche ereditiere americane che, pur di conquistare un titolo nobiliare, offrivano doti favolose necessarie alla manutenzione e sopravvivenza della classe aristocratica (anche Cora la moglie del Lord Grantham è una di queste...).
Downton Abbey è tutto ciò e molto di più!.  


Highclere Castle (photo source)
…E a noi, inguaribili amanti dell’Inghilterra regency, vittoriana edoardiana e via dicendo, cosa ci rimane alla fine del film? Sicuramente la voglia di vederne altri e non credo che questo sia impossibile: Downton Abbey è un prodotto di troppo successo perché finisca la produzione per sempre. O forse sì… non saprei...


Prossima 'tappa'??? Belgravia...
Nel frattempo prepariamoci a ‘Belgravia’, altro romanzo di Julian Fellows il cui trailer (già disponibile su you tube) annuncia l’uscita della serie Tv nella prossima primavera. 
La vicenda si svolge cronologicamente prima di Downton nella meta dell'ottocento ed inizia nel 1815 alla vigilia di una delle battaglie più famose della storia: quella di Waterloo!. (no spoiler please!)
Chissà...sono curiosa di vederla...al momento sto leggendo il libro...
Nel frattempo andiamo al cinema, mettiamoci comodi e godiamoci il film!:):)

venerdì 13 settembre 2019

Sanditon. Dal romanzo alla serie televisiva.


Giudizi contrastanti su questa nuova serie tv. Provo in questo post a fare un po' il punto della situazione e a scrivere un mio modesto parere. Per districarmi in questo complicato universo degli adattamenti televisivi dei grandi romanzi del passato,  ho iniziato ovviamente leggendo proprio quello scritto da Jane Austen nel 1817 perchè ritengo che per parlare della serie tv dobbiamo necessariamente partire dal libro.
Anzitutto occorre evidenziare che Sanditon è un’opera incompiuta. Le condizioni di salute della scrittrice peggiorano a tal punto che ella sospese la scrittura del romanzo e, dopo appena due mesi dal 17 marzo (data dall’ultima annotazione) e a quattro dall'inizio della scrittura (27 gennaio dello stesso anno), sopraggiunse la fine dei suoi giorni. Ed è proprio la mancanza dello svolgimento del racconto che determina tutta l'originalità della serie tv!




Le prime pubblicazioni di Sanditon
La prima citazione del romanzo è a cura di James Edward Austen- Leight  nipote di Jane Austen che nella seconda edizione dei Memoire Of Jane Austen del 1871 lo chiama The Last Work; la prima edizione completa è del 1925 a cura di Robert William Chapman pubblicata con il titolo Fragment of a Novel. Il titolo di Sanditon fu poi attribuito successivamente. 
Oggi il manoscritto originale è conservato al King College di Cambridge. Il pronipote di Jane Austen, Augustus Austen-Leigh, era rettore del college e si sposò con la pronipote di Austen, Florence Emma Lefroy. La sorella di Florence, Mary Isabella Lefroy, consegnò il manoscritto al collegio nel 1930.

Il romanzo
Sanditon è dunque un’opera incompiuta di cui non sapremo mai la fine così come la scrittrice la pensava. 
Ci risulta solo che stava scrivendo un romanzo diverso dagli altri per l’ambientazione, la particolarità dei personaggi e per i temi trattati.


"qui iniziava la discesa verso la spiaggia e le carrozze da bagno, 
e questo era quindi il luogo preferito per bellezza ed eleganza"
(Sanditon, trad. Giueseppe Ierolli)

L’ambientazione è insolita e innovativa: non ci sono villaggi e case di campagna ma una località della costa meridionale dell’Inghilterra in piena trasformazione turistica. 
I personaggi hanno vizi e difetti, sono uomini d’affari e imprenditori, sono avari, arrivisti ed ipocriti e rappresentano la nuova classe emergente con tutte le sue contraddizioni  e la sua presunzione.
Altri temi ricorrenti sono il denaro e la salute ed entrambi testimoniano situazioni che la Austen stava vivendo nella realtà: da un lato i cambiameneti socioeconomici che stavano cambiando l’Inghilterra regency, dall’altro la malattia che stava minando seriamente la sua salute e che ironicamente nel romanzo ritroviamo nelle sorelle e nel fratello di Mr. Parker malati di tutto e nulla!



All’inizio dei pochi capitoli scritti (12 in tutto!) si contrappone la calma atmosfera della casa di campagna della famiglia Heywood a quella dei Parker che con arrivismo ma anche con  comicità cerca in ogni modo  di trasformare Sanditon da villaggio di pescatori a stazione balneare ambita e desiderata da tutti. Riuscirà Mr. Parker nel suo intento?
Purtroppo questo Jane Austen non lo scrive o meglio non ha il tempo di scriverlo. Il romanzo dopo aver presentato un certo numero di personaggi e creato le basi per l’intreccio, si interrompe bruscamente. 

La serie TV
Ogni seguito e finale del romanzo è stato lasciato alla fantasia della penna di scrittori vari o all’immaginazione dei lettori per circa 200 anni fin quando Andrew Davies già noto sceneggiatore di precedenti 'capolavori' (Pride and Prejudice, 1995 – Sense and Sensibility, 2008 - War and Peace 2016) decide di scrivere una serie tv di otto parti e consacra Sanditon al pubblico televisivo ammiratore di Jane Austen e delle serie tv!
Quindi il collegamento di quello che stiamo vedendo in televisione sul canale ITV con Jane Austen è solo nella parte iniziale e sostanzialmente è stato da ispirazione per Davies che ha elaborato il resto ad opera sua. Nella prima puntata, come egli stesso ha affermato in diverse interviste, si esaurisce tutto il romanzo Sanditon. Il resto è sceneggiatura per serie Tv.


Ho letto critiche ed apprezzamenti sul web. Qualcuno l’ha definito troppo sexy per Jane Austen e per la sua epoca. Certo qui occorre dimenticare la pudica camicia bianca bagnata di Mr.Darcy. Nel secondo episodio, Sidney Parker (fratello del Mr Parker uomo d’affari), interpretato da un indiscutibile bello quale Theo James, osa molto di più mostrando il suo lato b senza veli e senza pudore! (vien quasi da pensare ad un riscatto di Davies dopo 22 anni da Pride and Prejudice!!.) 
Ma non è tutto: Charlotte (la giovane protagonista) intravede tra gli alberi Clara Brereton (nipote povera della ricca Lady Denham socia in affari con Mr. Parker) e Sir Edward Dehnam in un atteggiamento equivoco che Davies elabora tutto a modo suo! 
Charlotte e Sidney sono i nuovi Elisabeth e Darcy? Chissà...staremo  a vedere ma per ora sembra proprio così! 

Ma se le nudity fanno poco Jane Austen, i toni ironici e sarcastici che ella ha utilizzato nel breve manoscritto, si susseguono nelle puntate e spesso la vicenda evolve in maniera grottesca (Tom Parker, personificazione di vizi e difetti della classe imprenditrice dell'epoca, fa davvero tenerezza nonostante il suo accanimento al business del villaggio e i suoi sforzi, affinchè tutto funzioni, sono grotteschi!)
A me questa serie piace per diversi motivi: è una serie in costume d’epoca (e questo è già per me un buon motivo per vederla). Gli attori sono tutti bravi (e belli!), le scene sono girate in Inghilterra, non so assolutamente come va a finire visto che manca l'evolversi del romanzo di partenza e mi offre lo spunto per riflettere su come avrei immaginato la storia o forse addirittura come l'avrebbe immaginata zia Jane (probabilmente molto diversa!).
Oggi siamo alla terza puntata trasmessa in Inghilterra. Per l’edizione italiana dobbiamo sperare probabilmente nel prossimo anno atteso che il doppiaggio sia realizzato e che qualche canale lo mandi in onda! Incrociamo le dita!:)