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venerdì 20 marzo 2020

Susan Tweedsmuir an Edwardian Lady

Storia di una Lady edoardiana nell'Inghilterra di inizio '900.

Per chi ama immergersi nella vita e nel fascino dell'epoca edoardiana l'autobiografia di Susan Tweedsmuir è sicuramente un testo da consultare.



Susan  Tweedsmuir fu proprio una lady edoardiana nata a Londra il  20 Aprile 1882 in una famiglia ricca e facoltosa. 
Per parte di padre era cugina dei Duchi di Westminster e pronipote del primo duca di Wellington e discendente dei Grovesnor una delle famiglie più blasonate e ricche d’Inghilterra!). 
Sua madre Caroline Susan Theodora Stuart-Wortley aveva un’indole artistica  e discendeva da una famiglia di altrettanto politici , ricchi ed illustri.
Nel 1907, Susan sposò John Buchan, uno scrittore scozzese giornalista, editore e politico, con il quale ebbe quattro figli. Buchan fu un autore molto prolifico ma probabilmente il suo romanzo più famoso è i "Trentanove scalini " di cui Alfred Hitchcock  ha realizzato un film nel 1935.




Anche Susan fu una scrittrice come la madre. Scrisse una dozzina di libri e opere teatrali, tra cui la biografia di Lord Wellington e un libro di memorie di suo marito. 
The Edwardian Lady è la sua autobiografia, il racconto della sua adolescenza in una agiata famiglia edoardiana fino all’età adulta (ed. Gerald Duckworth & Co. Ltd, 1966)
Il testo descrive la società edoardiana vista con gli occhi di una giovane donna. Gi usi, costumi, gli svaghi la casa, i giardini i viaggi. Tante informazioni e descrizione di fatti e personaggi dell'epoca. 
(Attenzione: libro solo in inglese!)



Quella di Susan fu una famiglia ben inserita nella vita mondana dell'epoca: sua madre era amica di molti scrittori, tra cui Gertrude Bell, Vernon Lee, Elizabeth Robins e Mary Augusta Ward; la cerchia di amici di suo padre comprendeva artisti come William Morris ed Edward Burne-Jones o il ricercatore sociale Charles Booth, che divenne famoso per il suo studio sulla povertà londinese. Entrambi i genitori erano amici del padre di Virginia Woolf, Lelsie Stephen, che era un visitatore abituale dei Grosvenor nella loro casa di Londra in 29 Upper Grosvenor Street e a Moor Park, la bellissima residenza di famiglia dei nonni di Susan, costruita in stile palladiano nell'Hertfordshire.



Le frequentazione dei Grovesnor erano quindi  di un certo conto ma pur frequentando tanti politici, intellettuali, scrittori, la sua educazione fu rispettosa dei pregiudizi e dei condizionamenti dell'epoca: banditi i libri francesi eccetto quelli 'innocui'(!). 
Balzac, de Montpassant e Flaubert concessi solo alle donne sposate, ok per George Eliot (ma non Adam Bede!)  per citarne solo alcuni (un intero capitolo della biografia è dedicato ai libri!).





A sorpresa per i sui ambienti esclusivi, Susan scelse per marito un uomo che non apparteneva all'alta società di Londra: lo scozzese John Buchan figlio di un pastore presbiteriano e lontani dalla classe aristocratica.
Inizialmente la coppia viveva a Londra, ma nel 1919 dopo la nascita dei loro quattro figli - Alice (1908–1993), Johnnie (1911–1944), William (1916–2008) e Alastair (1918–1976) - si trasferirono a Elsfield Manor, una tenuta a nord di Oxford con oltre 80.000 metri quadrati di terreno.
Il giardino della tenuta ispirò le ambientazioni della narrativa di John. Negli anni tra il 1920 e il 1930 tantissimi amici erano intrattenuti ed ospitati nella villa. Tra questi T.E. Lawrence, Robert Graves e Virginia Woolf. Nel 1953, tredici anni dopo la morte di John  Buchan la proprietà fu messa in vendita ed acquistata da Miriam Rothschild membro della famiglia dei famosi banchieri.


Elsfield Manor, Oxfordshire
Nel 1935 John Buchan fu nominato Governatore Generale del Canada e primo Lord Tweedsmuir; Susan Buchan divenne quindi  "Vicereine" del Canada. 
La coppia intraprese lunghi viaggi attraverso il territorio canadese. Dai loro cammini sulle montagne della British Columbia sulle orme dell'esploratore Alexander Mackenzie rimane un diario di viaggio che  pubblicarono sul National Geographic. 
Lady Twedsmuir in Canada lasciò una grande eredità con il suo programma di diffusione della cultura. Tra il 1936 e il 1940 inviò circa 40.000 libri alle lettrici delle aree più rurali del provincie del Canada occidentale e e come membro onorario dell'Associazione femminile dell'Ontario sostenne le pubblicazioni conosciute come "The Tweedsmuir Village Histories" un'incredibile raccolta di storia locale, scritte dai membri degli istituti femminili dell'Ontario. 
Non solo raccolsero e preservarono articoli di giornali, fotografie, storie istituzionali, prosa letteraria e arte, ma usarono anche storie orali come mezzo per registrare il passato. 
Questi libri sono diventati una finestra sul passato, fornendo dettagli sulla vita rurale dell'Ontario  per le generazioni presenti e future. 


John Buchan e famiglia a Elsfield Manor, Oxford, c. 1934.
Le sue memorie sono apparse in tre volumi: "The Lilac and the Rose" (1952) - ricordi dall'infanzia al matrimonio con John Buchan, "A Winter Bouquet" (1954) - ricordi del tempo con John Buchan e "The Edwardian Lady " ultimo volume dedicato a sua figlia Alice.


sabato 20 gennaio 2018

Arte e leggenda della Vigilia di Sant'Agnese

La vigilia di Sant'Agnese- Ah, era un freddo mordente! 
Il gufo pur con tutte le sue piume era infreddolito, 
la lepre zoppicava tremando fra l'erbe gelate, 
e silente era il gregge nel lanoso ovile.

Secondo una leggenda popolare tra il 20 gennaio e il 21 gennaio è la vigilia di Sant'Agnese, la notte in cui le giovani fanciulle non maritate possono vedere in sogno il loro sposo. Occorre però seguire un ben preciso rituale: spogliarsi, andare a letto senza cena, e mettere le mani sotto al cuscino senza mai voltarsi indietro. Santa Agnese è riconosciuta come la santa protettrice delle vergini. 

Tradizione e leggenda in due capolavori dell'arte ispirati a questa singolare vigilia: The Eve of St. Agnes dipinta da John Millais (c.a. 1863) e descritta nella poesia di John Keats pubblicata nel 1820.

The Eve of St. Agnes, Victoria and Albert Museum, London (link)

Il dipinto di Millais mostra la sua eroina in procinto di spogliarsi per recarsi a letto. Modella dell'opera fu la stessa moglie di Millais, Effie Gray in posa davanti al letto in cui dormì re Giacomo I. La scena è ambientata in una camera di Knole Park una grande residenza jacobita situata in Sevenoaks nel Kent.
La poesia di Keats racconta della giovane Maddalena che in attesa di vedere il suo sposo Porfirio, non voluto dalla sua famiglia, pensa in sogno di accoglierlo nel suo letto e  non si accorge che in realtà lui si è davvero intrufolato di nascosto nella sua stanza con l'aiuto di una vecchia. Accortasi della verità, a Maddalena non resta che fuggire con il suo amato. 

Brano tratto da "La Vigilia di Sant’Agnese"
di John Kets

(...)

XXIV

V’era un’alta finestra a triplice arco,
tutta inghirlandata d’intagliate fantasie
di frutta e fiori e mazzetti di cento nodo,
e con rombi di vetro in raro stile, 
con innumerevoli macchie e tinte splendide, 
come sono le oscure damascate ali de la farfalla caia, 
e nel mezzo, fra mille segni araldici,
e santi a tinte lievi, e offuscate insegne,
istoriato uno scudo rosseggiava pel sangue di regine e di re.

XXV

Piena su questa finestra splendeva l’invernale luna,
e gettava calde rosse tinte sul bel seno di Maddalena,
mentre in ginocchio pregava per la grazia e i doni del cielo;
il colore de la rosa cadea su le mani insieme congiunte, 
e su la sua argentea croce soave ametista, 
e su’ suoi capelli una gloria, come di santa:
ella, parea un angelo splendido, appena approntato,
fuor che l’ali, pel cielo: - Porfiro illanguidì:
ella così inginocchiata, era cosa tanto pura, tanto immune da macchia mortale.

XXVI

Presto il cuore del giovane si ravviva: detti i vespri,
da tutte le intrecciate perle le chiome ella scioglie;
sfibbia i suoi riscaldati gioielli uno per uno;
e dislaccia il corpetto fragrante; lentamente 
la ricca veste scivola frusciando a’ suoi ginocchi: 
semicelata come una sirena fra l’alghe del mare,
pensosa rimane e desta sogna, e vede, 
con la fantasia, la bionda Sant’Agnese nel suo letto, 
ma non osa volgersi indietro, altrimenti tutto l’incanto svanirebbe

XXVII

Tosto, tremando nel suo soffice e gelido nido, 
in una specie di desto svenimento, perplessa ella giacque, 
fin che l’oppiato tepore del sonno non oppresse 
con la sua dolcezza le sue membra, e l’anima affaticata, 
fuggita, come un pensiero, fino al giorno seguente, 
beatamente difesa dal dolore e da la gioia insieme,
chiusa come un messale su cui i negri Pagani pregano,
resa cieca insieme a la luce del sole e de la pioggia,
come se una rosa si chiudesse e divenisse un boccio ancora.

XXVIII

Giunta furtiva a questo paradiso, e così estasiato, 
Porfiro affisò le vuote vesti, 
ed ascoltò il respiro se mai avvenisse 
che si destasse in una sonnolente tenerezza, 
e quando la udì, ei benedisse quell’istante
e respirò: poi uscì dal suo nascondiglio 
silenzioso come la paura in un vasto deserto, 
e sul tacito tappeto, silente ei venne, 
e fra le cortine fe’ capolino, ove, mira! – come profondamente ella dorme.

XXIX

Indi accanto al letto, ove la pallida luna
faceva un tenue argento crepuscolo, piano ei pose
una tavola, e quasi vinto dall’ansia, gettò su di essa 
una covertura d’intessuto cremisi, oro e giavazzo: – 
oh avere un sonnifero amuleto di Morfeo!
Il tumultuoso chiarino de la notturna festa,
il timballo e il clarinetto che spande lontano la voce,
spaventano il suo orecchio, benché in morente concento:
la porta del vestibolo si chiude ancora, e tutto il frastuono è finito.

XXX

Ed ella ancora dormì un dolce sonno fra l’azzurre sue palpebre,
fra i bianchi lini, lisci e di lavanda fragranti,
mentr’egli dal suo nascondiglio portò fuori un mucchio 
di mele e cotogne e zucca e susine candite
con gelatine più gustose che il cremoso latte rappreso,
e limpidi sciroppi tinti con cinnamomo, 
manna e datteri, su navi trasportati
da Fez, e tutte le drogate cose squisite che si trovano
da la serica Samarcanda fino al cedrifero Libano. 

giù per l’ampie scale una buia via essi trovarono, - 
in tutta la casa non fu udito suono umano.
Una lampa a una catena pendula guizzava ad ogni porta,
gli arazzi, ricchi di cavalieri, di falchi e di segugi,
fluttuavano ne l’assediante tumultuare del vento,
ed i lunghi tappeti si sollevavano lungo il ventoso suolo.
Essi trascorrono, come fantasmi, ne l’ampio atrio,
come fantasmi, al portico di ferro, essi trascorrono,
ove giacea il custode, in incomoda postura,
con una larga e vuota boccia a lui d’accanto;
il vegliante cane di guardia si levò, e scosse la sua cute,
ma l’occhio sagace uno de la casa lo riconosce:
uno per uno i chiavistelli agevolmente scorrono,-
le catene giacciono silenti su le pietre da i passi consunte,-
la chiave gira, e la porta su i cardini stride.

(traduzione dal sito della Keats Shelley House di Roma) 


lunedì 9 ottobre 2017

It's my Birthday today!

A beautiful poem and a wonderful illustration for my birthday gift! Enjoy it with me :)

A Birthday, illustration by Emma Florence Harrison
 to the Poems of Christina Rossetti
A Birthday 
by Christina Georgina Rossetti

My heart is like a singing bird
Whose nest is in a water'd shoot;
My heart is like an apple-tree
Whose boughs are bent with thickset fruit;
My heart is like a rainbow shell
That paddles in a halcyon sea;
My heart is gladder than all these
Because my love is come to me.

Il mio cuore è come un uccello che canta
il cui cuore è in un germoglio annaffiato.
Il mio cuore è come un albero di mele
con i ramoscelli piegati da ricchi frutti.
Il mio cuore è come una conchiglia arcobaleno
che naviga in un mare sereno.
Il mio cuore è più felice di tutti questi,
perchè il mio amore sta venendo da me.

Raise me a dais of silk and down;
Hang it with vair and purple dyes;
Carve it in doves and pomegranates,
And peacocks with a hundred eyes;
Work it in gold and silver grapes,
In leaves and silver fleurs-de-lys;
Because the birthday of my life
Is come, my love is come to me. 

Costruisce per me un palco di seta e piuma,
lo sospende in colori araldici e porpora,
vi scolpisce colombe e melograni,
e pavoni con centinaia di occhi.
Lo lavora in grappoli d’oro e d’argento,
in foglie e argentei fiordalisi.
Poiché il compleanno della mia vita è venuto,
il mio amore è venuto da me.

Florence Harrison (1877–1955) was an Art Nouveau and Pre-Raphaelite illustrator of poetry and children's books. Many of her books were published by Blackie and Sons. She illustrated books by notable Pre-Raphaelite circle poets Christina Rossetti, William Morris and Sir Alfred Tennyson. 
She has been previously known by name Emma Florence Harrison, although there is some dispute that this was correct. The works previously attributed to Emma may actually be by Florence Susan Harrison who was Australian. 

Christina Rossetti was born in London, to Gabriele Rossetti, a poet and a political exile from Vasto, Abruzzo, and Frances Polidori, the sister of Lord Byron's friend and physician, John William Polidori.
She had two brothers and a sister: Dante Gabriel became an influential artist and poet, and William Michael and Maria both became writers. Christina, the youngest, was a lively child. She dictated her first story to her mother before she had learned to write.

Florence Harrison è stata un illustratrice di poesie e libri in stile Liberty e Pre-Raffaelita. Molti dei suoi libri sono stati pubblicati da Blackie and Sons. Illustrò libri di artisti tra cui Christina Rossetti, William Morris e Sir Alfred Tennyson.
Misteriosa è la sua vera identità. All'inizio fu riconosciuta in Emma Florence Harrison, ma una successiva scoperta ha attribuito le sue opere a Florence Susan Harrison illustratrice australiana.

Christina Georgina Rossetti (Londra, 5 dicembre 1830 – Londra, 29 dicembre 1894) è stata una poetessa britannica, sorella di Dante Gabriel, William Michael e Maria Francesca. Il padre, Gabriele Rossetti, era un poeta italiano. La madre, Frances Polidori, era la sorella del medico di Lord Byron, John William Polidori.

martedì 19 settembre 2017

Poems of Autumn

"You catch a poem just as it comes, he once said. 
What he caught were poems about New England and about life."
(from Poetry for Young People)



The Road Not Taken
by Robert Frost

Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;

Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that the passing there
Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black.
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I—
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.

A beautiful poem by Rober Frost from  Poetry for young people, a collation of poems that introduce Robert Frost to pupils. The selections are arranged by the seasons, and Sorensen's handsome watercolor illustrations capture the feel of the New England landscape.! 
Frost writes about choices that everyone must take in life. He is in 'a yellow' wood and stands a long time looking a fork in the road, trying to decide which road to take continue his trip. He choose the 'grassy' but the roads seem to be very similar. Both have new leaves but he preferred the one that not many people have travelled down and he knows that he will probably never come back.



Due strade divergevano in un bosco d’autunno
e dispiaciuto di non poterle percorrerle entrambe,
essendo un solo viaggiatore, a lungo indugiai
fissandone una, più lontano che potevo
fin dove si perdeva tra i cespugli.

Poi presi l’altra, che era buona ugualmente
e aveva forse l’aspetto migliore
perché era erbosa e meno calpestata
sebbene il passaggio le avesse rese quasi uguali.

Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie
che nessun passo aveva annerito
oh, mi riservai la prima per un altro giorno
anche se, sapendo che una strada conduce verso un’altra,
dubitavo che sarei mai tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra molti anni:
due strade divergevano in un bosco ed io –
io presi la meno battuta,
e questo ha fatto tutta la differenza.


Un bellissimo poema autunnale di Robert Frost tratto da Poetry for Young People, una raccolta di poesie che introducono il poeta statunitense Robert Frost ai giovani. Le poesie sono divise secondo le stagioni, e le meravigliose illustrazioni ad acquerello di Sorensen mostrano il sensazionale del paesaggio del New England. ! 
Il tema del poema è una passeggiata in un bosco autunnale che metaforicamente rappresenta i 'sentieri' della vita che spesso giungono ad un bivio davanti al quale dobbiamo fare delle scelte su quale percorso seguire. Egli si trova in un bosco ricoperto di foglie ingiallite davanti ad una strada che si divide in due. Cerca di decidere quale strada percorrere per continuare il suo viaggio e la sua scelta ricade su quella più erbosa, probabilmente meno frequentata, ma le due strade sono molto simili. Il suo rammarico è di non poterle scegliere entrambi, di non poter tornare indietro e che la sua scelta in ogni caso ha fatto la differenza.


lunedì 10 luglio 2017

England


Whoever lives true life, will love true love.
I learn’d to love that England. Very oft,
Before the day was born, or otherwise         
Through secret windings of the afternoons,
I threw my hunters off and plunged myself
Among the deep hills, as a hunted stag
Will take the waters, shivering with the fear
And passion of the course. And when, at last
Escap’d,—so many a green slope built on slope
Betwixt me and the enemy’s house behind,
I dar’d to rest, or wander,—like a rest
Made sweeter for the step upon the grass,—
And view the ground’s most gentle dimplement,
(As if God’s finger touch’d but did not press
In making England!) such an up and down
Of verdure,—nothing too much up or down,
A ripple of land; such little hills, the sky
Can stoop to tenderly and the wheatfields climb;
Such nooks of valleys, lin’d with orchises,
Fed full of noises by invisible streams;
And open pastures, where you scarcely tell
White daisies from white dew,—at intervals
The mythic oaks and elm-trees standing out
Self-pois’d upon their prodigy of shade,—
I thought my father’s land was worthy too
Of being my Shakespear’s.…

from Aurora Leigh (1856) 
by Elizabeth Barrett Browning


Aurora Leigh's Dismissal of Romney
by Arthur Hughes (circa 1860) link

Chi vive una vita vera ama di vero amore. 
o imparato ad amare quell'Inghilterra.
Spesso, prima ancora che nascesse il giorno,
O nei segreti meandri dei meriggi,
Sfuggendo ai cacciatori, mi tuffavo nel verde
Delle colline, come un cervo braccato
Si lancia nell'acqua tremando di paura e di eccitazione.
E quando finalmente libera, quando pendii e pendii
Mi dividevano dalla casa del nemico, 
Allora osavo riposare, o vagare, in una pace
Resa più dolce dal mio passo sull'erba,
E vedere la più lieve ondulazione del terreno
(Quasi che le dita di Dio, nel creare l'Inghilterra,
Avessero sfiorato, senza premere, la terra),
Un tal su e giù di verde, ma non troppo su e giù
Un'increspatura di terra, basse colline su cui
Teneramente può curvarsi il cielo, 
Mentre ad esso ascendono i campi di grano;
Queste valli segrete, bordate di orchidee,
Piene di suoni di invisibili ruscelli,
E aperti pascoli ove quasi non distingui
Le bianche margherite dalle gocce di rugiada
E poi... a tratti le mitiche querce e gli olmi
Che svettano come sospesi sul prodigio delle loro ombre...
Pensavo allora che la terra dei miei padri
Era pur degna di essere 
Anche la terra del mio Shakespeare...

tratto da Aurora Leigh (1856) 
di Elizabeth Barrett Browning

sabato 17 giugno 2017

Pagine di Viaggio e Libertà

Quando sono in viaggio, 
d'improvviso ogni legame decade, 
mi sento leggerissimo, 
senza alcun rapporto e libero.
Stephen Zweig 


The Travelling Companions, 1862, Augustus Leopold Egg,
Birmingham Museums and Art Gallery (link)
Il bisogno di viaggiare è qualcosa che ti prende e difficilmente ti lascia. Ma fortunatamente ho scoperto che non è una pura follia ma una vera e propria sindrome chiamata di Wanderlust che addirittura dipende dal Dna. Allora questa cosa mi conforta e inizio a pensare che tutto sommato non è colpa mia se sogno ad occhi aperti viaggi straordinari in mondi vicini e lontani!
La letteratura di viaggio mi appassiona molto. Oggi grazie ad internet siamo un po’ tutti viaggiatori di questo mondo anche attraverso la penna e gli occhi di qualcun altro. E’ questo è sicuramente l’aspetto del web che apprezzo di più perché mi accompagna nella conoscenza dell'ignoto del mondo!
Il bisogno di viaggiare è quello che ti rende spesso, agli occhi di chi ti sta accanto, un po’ fuori dalla realtà. Il viaggio come espressione di libertà assoluta e come ricerca dell’ignoto attraverso i luoghi, i sapori, le tradizioni e tutto ciò può caratterizzare un paese. Attraverso il viaggio ‘vedi’ ciò che non hai mai visto prima. E’ un’ estraniamento dalla routine che ha come sorpresa le emozioni scaturite dalla visione di un paesaggio inaspettato. Non importa se in quel luogo ci sei già stato. Non può mai essere lo stesso di come era ieri. 
Mi rendo sempre più conto che non in tutte le persone il viaggio suscita queste emozioni. Il viaggio è passione, cultura, geografia, tradizione, cibo, storia, economia… e chi più ne ha più ne metta! 


Quel paesaggio lontano a mio parere è un libro molto bello che vale tutto il tempo trascorso a leggerlo!
E' una raccolta tratta da vari articoli che nel corso degli anni Stefen Zweig scrisse per quotidiani, riviste o piccoli libretti e poi raccolte in collezioni editoriali complete. 
Prende il titolo da una poesia scritta nel 1924 in cui l'autore interpreta il viaggio come ritorno all'innocenza dell'infanzia. 
Le pagine di viaggio e di libertà sono state scritte tra il 1902 e 1940 e raccolgono le esperienze vissute in molte città tra Bruges, Ostenda, Arles, Siviglia, Londra, la Provenza ma anche l'italia, Svizzera e persono l'India.
Il bisogno di viaggiare fu una costante in tutta la vita di Zweig che continuerà infatti a viaggiare senza sosta fino ai suoi ultimi giorni. 

Il viaggio deve essere sperpero,
rinuncia all’ordine per il caso,
al quotidiano per lo straordinario.

Queste pagine sono state scritte con una elegante raffinatezza. Suggestioni e pathos nei ricordi di viaggio ci proiettano scene che sembrano uscite da dipinti impressionisti.
Leggendole non si può non cogliere quella vena di nostalgia che accompagnò la sua vita fino a divenire una vera e propria angoscia del mondo inesorabilmente perso a causa del conflitto mondiale.
Stefan Zweig
Stefan Zweig nacque nella Vienna artistica e intellettuale di fine Ottocento il 28 novembre 1881 da un’agiata famiglia ebraica e fu uno scrittore, drammaturgo, giornalista, biografo e poeta  naturalizzato britannico. Fu un grande pacifista ed umanista fermo oppositore dei totalitarismi. Nella sua formazione il viaggio rappresentava un momento fondamentale.
Laureatosi in filosofia intraprese numerosi viaggi in Europa, Asia e America e trascorse il periodo bellico in Svizzera, Belgio e Austria. 
La guerra fu per lui un vero e proprio trauma da quale non riuscì mai a riprendersi sentendosi sempre fiero di appartenere alla grande patria europea.
Egli vedeva la dissoluzione dell’Europa un male atroce. Alla fine della guerra si stabilì a Salisburgo insieme alla sua prima moglie e continuo a viaggiare molto. Nel 1930 visitò Sorrento ove incontrò Gorkij. 
Nel 1933 le sue opere furono furono bruciate dai nazisti e nel 1934 lasciò l'Austria per raggiungere Londra senza la sua famiglia. Nel 1938, dopo l'annessione dell'Austria al Terzo Reich, chiese la cittadinanza inglese. Nello stesso anno divorziò dalla moglie Friderike e nel 1939 sposò la giovanissima Lotte Altmann, con la quale l'anno dopo andò ad abitare a New York, ben sapendo che non avrebbe più rivisto l'Europa. Nel 1941 si spostò a Petrópolis in Brasile, dove si suicidò insieme alla sua seconda moglie il 23 febbraio 1942.
Fra le sue opere più note, Il mondo di ieri (1941), al tempo stesso autobiografia e testamento spirituale, i racconti Bruciante segreto (1911), Lettera di una sconosciuta (1922), La novella degli scacchi (1941), le “miniature storiche” Momenti fatali (1927) e le biografie di personaggi storici come Balzac (1920), Dostoevskij (1920), Maria Antonietta (1931).


E’ solo un sogno, da bambino una volta
Forse sognato, ma forse anche vissuto 
In un viaggio da tanto tempo scordato
...
(tratto da Quel paesaggio lontano)

giovedì 18 maggio 2017

Lost Souls




Poesie scritte da un mio caro amico. Ho chiesto ed avuto il permesso di condividerle con voi. Io le adoro!:)

Anime in Pena
di Giuseppe Brunasso

Sei stata il bacio delicato  
che l'ultimo raggio di sole 
dona al primo raggio di luna,
quell'attimo di pura follia 
che commiata la luce 
e prelude alla notte, 
il tenero abbraccio 
che spegne l'ardore 
ed accende il desiderio.
… L’incontro fatale
di due anime in pena.

Insieme attraverseremo la tempesta
di Giuseppe Brunasso

Quando il cielo riverserà lacrime nervose
tra i petali dei nostri giorni radiosi,
io sarò lì a spargere mantelli sul tuo cammino,
per esserti forza e rifugio.
Insieme attraverseremo la tempesta.
Mi nutrirai con  sguardi profondi e delicati 
che accarezzeranno il cuore
come i baci che non ti ho ancora dato.
Non mi mancheranno le tue labbra 
ed i sorrisi che creeranno:
saranno loro ad incoronarmi, ogni giorno,
come tuo re.

- "Anime in Pena" è pubblicata nel calendario 2017 della Ursini Edizioni
- "Insieme attraverseremo la tempesta" è pubblicata nell’antologia “Parole d’Amore” della “Ursini Edizioni”(Feb 2017)



These poem were written by a very good friend of mine. I asked him for permission to share with you his verses. I really love them!

Lost Souls
by Giuseppe Brunasso

You have been the gentle kiss
That the last ray of sunshine
Gives to the first moonlight,
That moment of pure madness
Which moves the light
And preludes to the night,
The warm embrace
Which fades passion
And turns on desire.
... The fatal encounter
Of two lost souls.


Together we will walk through the storm
by Giuseppe Brunasso

When the sky will shed nervous tears
Among the leaves of our brighter days,
I will be there to spread cloaks on your path,
To be your strength and your refuge.
Together we will walk through the storm.
You will feed me with deep and sweet gazes
That will touch my  heart
Like kisses I have not given you yet.
I will not miss your lips
And the smiles that they will create:
They will crown me every day,
as your king.


Breve biografia dell'autore
Giuseppe Brunasso nasce a Torre del Greco il 10 Dicembre 1966. Attualmente vive a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Esercita la professione di Medico operando nel campo della diagnostica ecografica. Studioso dell’iconografia russa, dal marzo 2014 scrive sul mensile di arte e cultura “Il Saggio” di antiche Icone russe. Scrive poesie dall’età di 14 anni.

Negli anni ottiene numerosi riconoscimenti tra i quali:
- Primo classificato al VII Concorso Internazionale di poesie Auletta terra nostra con la lirica “Spietata Speranza”. 
- Primo premio della giuria popolare al ‘XX Concorso Internazionale di Poesie - Il Saggio – Città di Eboli” e Trofeo degli innamorati al ‘II Premio San Valentino’ svoltosi ad Atripalda con la lirica “Tu”. 
- Menzione di merito alla “IV edizione del Premio Alda Merini” svoltasi a Catanzaro;  premio speciale del sindaco di Eboli e  premio speciale del Consiglio dei Ministri al “XIX  Concorso Internazionale  di Poesia "Il Saggio - Città Di Eboli", menzione d’onore al “I concorso internazionale Avellino in versi”; menzione d’onore al V Concorso nazionale ed internazionale di poesia e narrativa “Club della poesia città di Cosenza” con la poesia “L’assenza”.

Diverse sue liriche sono state inserite in prestigiose antologie:
- “L’assenza” pubblicata nell’antologia “Alda nel cuore”- IV edizione, edita da Ursini Editore, e nell’antologia del “Concorso Internazionale il canto delle muse” edita da Palladio.
- “Il mio inferno” pubblicata nel “Calendario di Arte e Poesia 2016” e nel volume “Parole & immagini” della Ursini Edizioni.
- “Emozioni” ed “Il mio inferno” pubblicate nel “Repertorio di Arte e Poesia” II edizione,  edito da Ursini Edizioni.
- “Tu” pubblicata nell’antologia “Il sentiero degli innamorati” edita da  Il Saggio Editore.
- “Andrà tutto bene, amore mio!” pubblicata nell’antologia “Nel nome di Alda” edita da Ursini Edizioni


Brief author biography
Giuseppe Brunasso was born in Torre del Greco on December 10, 1966. He currently lives in Santa Maria Capua Vetere, in the province of Caserta. He is a Doctor specialized of Medical Ultrasound Technology. He studied Russian iconography and he writes for “Il Saggio” a monthly magazine of art and culture of ancient Russian Icons since March 2014. He writes poems since he was 14 years old.

Over the years, he has received many awards including:
- Prize winner at the “VII Concorso Internazionale di poesie Auletta” with the poem "Spietata Speranza".
- Prize winner of people's choice award at ‘XX Concorso Internazionale di Poesie - Il Saggio – Città di Eboli”" and Trofeo degli innamorati  at the Valentine Trophy of Valentine's Day at Atripalda with the lyrics con la lirica “Tu”.
-  Special mention at the " IV edizione del Premio Alda Merini " held in Catanzaro, special prize of the mayor of Eboli and special prize of the Italian Council of Ministers at the " XIX  Concorso Internazionale  di Poesia "Il Saggio - Città Di Eboli "; Honourable mention at the " I° concorso internazionale Avellino in versi ", mention of honor at the V national and international poetry and narrative competition  “Club della poesia città di Cosenza” with the poem "L'assenza".

Several poems have been included in prestigious anthologies:
- "L’Assenza" published in the "Alda nel cuore" anthology - IV edition, edited by Ursini Editore, and in the anthology of the " Concorso Internazionale il canto delle muse " published by Palladio.
- "Il mio inferno" published in the "Calendario di Arte e Poesia 2016" and in the book "Parole & Immagini” - Ursini Edizioni.
- "Emozioni " and "Mio inferno" published in the "Repertorio di Arte e Poesia" II edition, edited by Ursini Edizioni.
- "Tu" published in the anthology "Il sentiero degli innamorati" edited by Il Saggio Editore.
- "Andrà tutto bene, amore mio!" published in the anthology "Nel nome di Alda" - Ursini Edizioni