martedì 4 agosto 2020

In viaggio con ...i libri!

“Basta seguire la strada e prima o poi si fa il giro del mondo. 
Non può finire in nessun altro posto, no?”
“Si può sempre andare oltre, oltre – non si finisce mai.”
Jack Kerouac, Sulla Strada



Negli ultimi anni mi sono sempre più appassionata ai libri di viaggio, compagni ideali anche nei periodi come questi, in cui non è proprio semplice spostarsi. 
Leggere un racconto di un'esperienza on the road è per me molto interessante. Non è il desiderio irrefrenabile di sapere come va a finire...ma lo scorrere della storia, il viaggio, i luoghi, le esperienze, gli aneddoti e le emozioni e persino gli odori e i sapori che incredibilmente un bravo scrittore ti fa provare! Beh ...tutto questo emoziona e mi piace tantissimo!:)



Oggi vi porto in un viaggio fatto con gli occhi e con la penna di due autori diversi, uno inglese l'altro americano, che raccontano cose interessanti e che hanno molti punti in comune! (e chissà ...forse leggendo questi libri trovate nuove mete da raggiungere...!) 
Ho amato subito questi due libri per tre motivi:
1) mi riportano in Inghilterra (e ogni scusa è buona per tornaci);
2) mi accompagnano nei luoghi ‘insoliti’, non turistici,  quelli più difficile da conoscere e da visitare
3) leggendo entrambi mi sono divertita come non mai!

Primo libro: 
Piccola Grande Isola
Autore Bill Bryson 
Edizioni Tea  


Billy Brison giornalista, scrittore americano 'figlio adottivo' della Gran Bretagna. E’ considerato uno dei migliori travel writer del mondo. 
Dopo vent’anni dal suo Notizie da un isoletta pubblicato nel 1995, Bill Bryson torna in Inghilterra per vedere cosa è cambiato e scrive Piccola grande isola (The Road to Little Dribbling: More Notes From a Small Islandracconto di un viaggio intrapreso in Gran Bretagna seguendo la linea retta tracciabile più lunga possibile partendo dalle coste della Manica fino alla punta estrema della Scozia.
Bryson descrive con ironia la decadenza di alcuni luoghi, la bellezza di altri, sempre con l'occhio attento alla natura e ai mutamenti che l'uomo ha inflitto negli anni. 
Piccola grande isola in realtà è il racconto di un ‘ritorno’ nella sua terra di adozione, nei luoghi lasciati e poi ritrovati dopo gli anni vissuti in America.
Storie, aneddoti, personaggi e fatti per raccontare una piccola grande isola da Sud a Nord.
Bill Bryson osserva e racconta con ironia le virtù di un popolo che nel proprio orgoglio trova sempre una via d’uscita alle sue mille contraddizioni. E lo fa raccontando dell'Inghilterra non solo delle grandi città come Londra, ma descrivendo piccoli paesi immersi nell'idilliaco paesaggio britannico. 
Questa è l'Inghilterra che piace a me, che mi ricorda un cottage di campagna, una scogliera solitaria o una brughiera scossa dal vento. 

Secondo libro: 
Isole, Incontri, Pub, sopratutto Pub 
Autore Ian Marchant 
editore DeAgostini



Ian Marchant è un  noto giornalista, scrittore, presentatore e personaggio dalle mille avventure (ha vissuto in un camper con una gallina per circa due anni, ha suonato con delle improbabili band sonore, ...) e dalle tante esperienze ‘nato una settimana prima che Elvis si arruolasse nell'esercito, è originario di Newhaven nell'East Sussex e ora vive con la sua famiglia né in Inghilterra, né in Galles, ma nel Radnorshire’ (fonte: www.ianmarchant. com)
Isole, Incontri, Pub, soprattutto Pub è un incredibile viaggio dalla Cornovaglia alle Shetland attraverso strade tortuose, locande e i pub inglesi alla ricerca proprio del pub perfetto in cui poter gustare la miglior pinta di birra!! 
L’autore, in compagnia dell’amico fotografo, si avventura per un mese da sud a nord dell’isola, di paese in paese, seguendo le strade tortuose di campagna verso quelle che portano alle ciminiere dai mattoni rossi delle birrerie, verso i filari d'orzo e non solo...spesso con un tasso alcolemico poco consigliabile (la sobrietà  è bandita in questo libro...!:)
Il viaggio per Marchant è metafora della vita umana che, bizzarra e  nostalgica, davanti ad una buona pinta di birra può seguire un'altra strada e trovare il 'tragitto' ideale per affrontare le cose con leggerezza. 
Nel libro, che potremmo quasi definire un diario perché è raccontato giorno per giorno, il Pub, icona inglese per eccellenza, rappresenta il luogo dell'essere e del ritrovarsi, il palcoscenico della commedia umana in cui i personaggi tra gli alti e bassi delle loro esistenze, si incontrano chiacchierando e  abbandonandosi alla nostalgia sempre davanti ad un buon boccale di birra.
Inutile dire che un viaggio raccontato così è pieno di aneddoti, fatti storici, leggende. E' incredibile capire anche solo la toponomastica delle strade quante cose ha da raccontare!

Dunque.. due libri diversi ma per molti aspetti simili...che fanno venir voglia di partire subito... Da parte mia un ottimo voto ad entrambi! :)

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